Se Voyager 1 e Ams lavorano in tandem per Ska

I due autori dello studio pubblicato su A&A, Marco Padovani (a sinistra) e Daniele Galli (a destra). Crediti: Inaf

Un articolo pubblicato lo scorso novembre su Astronomy & Astrophysics ha per protagonisti tre strumenti che – dal più vecchio al più giovane – coprono un arco temporale di almeno mezzo secolo. Uno strumento del passato, sebbene ancora in piena forma. Uno del presente. E uno del futuro, ancora in fase di costruzione.

Partiamo da quest’ultimo, Ska, lo Square Kilometre Array: in fase di realizzazione fra Sud Africa e Australia, già da tempo sta catalizzando l’interesse degli scienziati, che vogliono farsi trovare all’appuntamento del taglio del nastro – o più propriamente della prima luce, trattandosi di un telescopio – con le idee ben chiare su come sfruttarlo al meglio, senza perdere tempo prezioso. Ed è proprio questo lo scopo dello studio uscito su A&A: in particolare, gli autori hanno provato a valutare le potenzialità di Ska come strumento per la rilevazione dell’emissione di sincrotrone nelle nubi molecolari – incubatrici cosmiche nelle quali si formano le stelle. continua ...

Voyager 2: bye bye Sistema solare

La sonda Voyager 2 . Crediti: Nasa

Per la seconda volta nella storia dell’esplorazione spaziale un veicolo ha lasciato il Sistema solare per inoltrarsi nello spazio interstellare: la sonda Voyager 2 della Nasa ha seguito le orme della sua gemella, la Voyager 1, che ha varcato i confini del nostro sistema planetario nel 2013 e che adesso ha raggiunto la distanza record di 21 miliardi di chilometri dalla Terra. Lo rende noto il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa sul suo sito. Il primo annuncio è però arrivato dal Jpl con un tweet, attraverso il profilo della missione Voyager 1: «Prosegue il Gran Tour: Voyager 2, l’unico veicolo ad avere visitato Giove, Saturno, Urano e Nettuno, ha lasciato la ‘bolla’ del Sole e si è unita a me nello spazio interstellare», si legge nel tweet che fa riferimento alla bolla protettiva di particelle e campi magnetici. L’annuncio ufficiale è previsto alle 17.00 di oggi (ieri, n.d.r.) a Washington nell’ambito del convegno dell’Unione Americana di Geofisica (Agu). continua ...

Riaccesi i razzi del Voyager 1 dopo 37 anni

Voyager 1. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Non ci sarebbe nulla di strano se, provando a riavviare l’auto rimasta in garage per decenni, questa non andasse in moto… Imprevisti di questo tipo accadono frequentemente, anche senza aspettare decenni, e per fortuna abbiamo la possibilità di chiamare un meccanico che prontamente sistema tutto e ci fa ripartire.

Martedì scorso, 28 novembre 2017, è successa una cosa che ha dell’incredibile e testimonia l’eccellente qualità e robustezza delle sonde spaziali che possiamo vantarci di avere in giro per lo Spazio: a 21 miliardi di km di distanza, dove non ci sono meccanici pronti ad aiutarci se qualcosa va storto, i propulsori del Voyager 1 si sono riaccesi, dopo 37 anni di inutilizzo, e hanno funzionato alla perfezione per controllarne l’assetto. continua ...

Musica cosmica sulle note di Voyager 1

13.11.2017

La sonda NASA Voyager 1 nel rendering di un artista. Crediti: NASA.

La sonda NASA Voyager 1 nel rendering di un artista. Crediti: NASA.

Che suono hanno i raggi cosmici? Beh, non possiamo ancora dirlo con esattezza, ma quello che è possibile fare è una scrivere una melodia basata sui dati raccolti dalle sonde che viaggiano nello spazio. Nello specifico parliamo delle informazioni “portate a casa” in 40 anni dalla sonda Nasa Voyager 1. Due ricercatori e compositori hanno creato un’intera melodia (3 minuti di orchestra e strumenti classici) basandosi sui dati invitati a terra dalla sonda americana. L’opera verrà presentata al pubblico lunedì 13 novembre. continua ...