Gli ultimi bagliori visti da Kepler

L’ultima ripresa a campo intero di Kepler, 25 settembre 2018. Crediti: Nasa/Ames Research Center

Dopo nove anni e mezzo trascorsi nello spazio a fotografare campi stellati, scoprendo attorno a un buon numero di quelle decine di migliaia stelle la presenza di oltre 2600 pianeti, lo scorso 30 ottobre 2018 il telescopio spaziale Kepler della Nasa è stato definitivamente pensionato a causa dell’esaurimento del combustibile.

Continuano nel frattempo a fioccare le scoperte effettuate nel suo archivio, come quella di K2-288Bb, un pianeta con alcune caratteristiche rare, nonché le conferme di scoperte precedenti, come quella di Kepler-1657b, un gigante temperato di lungo periodo alla cui caratterizzazione hanno lavorato anche ricercatori Inaf. continua ...

Gas serra visti dallo spazio, dal 1990 a oggi

Crediti: Wikimedia Commons

Le buone idee non invecchiano. 28 anni fa il grande Carl Sagan aveva pensato di usare la manovra di fionda gravitazionale della missione Galileo per rispondere ad una domanda che sembrerebbe banale, se non fosse profondissima. Sarebbe possibile rendersi conto dell’esistenza di vita sul pianeta Terra osservandolo dallo spazio, durante il fugace passaggio di una sonda?

Così vennero accesi gli strumenti della missione Galileo che si apprestava a sorvolare la Terra sfruttando il suo campo gravitazionale per correggere, a costo zero, l’orbita e mettersi in rotta verso Giove. Si tratta di una specie di giro di boa, una manovra molto astuta che avviene a spese del campo gravitazionale della Terra che, ovviamente, non se ne accorge nemmeno. È una brillante idea del prof Giuseppe (Bepi) Colombo che la propose alla Nasa negli anni ’70 e da allora è stata molto usata nelle missioni planetarie, che riescono a modificare le loro traiettorie senza usare carburante. La sonda Galileo sorvolò l’Atlantico, poi l’Antartide e l’Australia prima di allontanarsi verso lo spazio profondo. continua ...