Venere con le meches

A sinistra le nubi inferiori di Venere osservate con la fotocamera Ir2 a bordo della sonda giapponese Akatsuki: le parti luminose mostrano dove la coltre di nuvole è più sottile. La struttura a strisce è stata evidenziata all’interno delle linee tratteggiate gialle. A destra la struttura di scala planetaria ricostruita dalle simulazioni di Afes-Venus: le parti luminose mostrano un forte flusso verso il basso. Crediti: Hiroki Kashimura et al., Nature Communications

A causa delle sue estreme condizioni, l’atmosfera del pianeta Venere è ancora parzialmente avvolta dal mistero. Nonostante le numerose similitudini (origine rocciosa, dimensioni e gravità), il secondo pianeta del Sistema solare e la Terra possono essere considerati agli antipodi, anche solo per due banali ma non di certo trascurabili fattori: temperatura e abitabilità. Venere è però al centro di numerosi studi volti alla comprensione dell’origine e del funzionamento della coltre di nubi che lo ricopre. Ricordiamo che non si tratta di simpatiche nuvolette di vapore acqueo, bensì fitti agglomerati di acido solforico che fanno arrivare la superficie a temperature infernali (anche 460 gradi centigradi). Un team di ricercatori giapponesi guidati da Hiroki Kashimura (della Kobe University) ha osservato la bizzarra struttura a “zebra” della parte bassa delle nuvole venusiane con la sonda Akatsuki e i risultati del loro studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications. continua ...

Clima terrestre segnato da Venere e Giove

Un rendering del ProjectTrumpmore, lanciato dalla ong finlandese Melting Ice. Sul sito projecttrumpmore.com si legge che la testa sarebbe alta 35 metri, larga 20 e profonda 20: più grande di quelle del Monte Rushmore negli Stati Uniti.

Mentre un tandem di scultori del ghiaccio finlandesi-mongoli raccoglie denaro sufficiente a finanziare l’assurdo progetto che vuole su un iceberg l’effigie di Donald Trump, sullo stile dei ritratti presidenziali del Monte Rushmore, il biondo e vaporoso inquilino della Casa Bianca non sembra manifestare alcun tipo di interesse nei confronti di proteste e oppositori. Tanto più in tema di cambiamenti climatici. Che si tratti del direttore dell’Earth Institute alla Columbia University Jeffrey Sachs o della rispettosa American Association for the Advancement of Science, poco importa. La strategia è fare orecchie da mercante e picchiare duro sugli ambientalisti più ingenui: climate change? Non ci sono prove concludenti sull’esistenza di un problema di riscaldamento globale d’origine antropica. continua ...

Corsa di nuvole nel cielo di Venere

Rappresentazione grafica della super-rotazione dell’atmosfera di Venere. La coltre di nuvole ruota rapidamente da est verso ovest. Crediti: Jaxa, Esa

Un soggiorno sulla superficie di Venere sarebbe un’esperienza estremamente spiacevole, ma offrirebbe senza dubbio un panorama spettacolare. La fitta coltre di nubi di acido solforico che avvolge il pianeta – nascondendone la superficie e contribuendo a produrre temperature infernali, fino a 460 gradi centigradi – ruota attorno al pianeta ad una velocità elevatissima: più velocemente del pianeta stesso. Se un giorno su Venere corrisponde a 243 giorni terrestri, le nubi nel cielo del pianeta compiono una rotazione completa in soli quattro giorni terrestri: fino a sessanta volte più veloce della rotazione del pianeta. Osservare un cielo che si muove a questa velocità vertiginosa sarebbe veramente un’esperienza da capogiro. continua ...

A spasso per Venere con il rover steampunk

Una rappresentazione artistica di Aree: è possibile distinguere il corpo meccanico centrale, i grandi cingoli per la locomozione e i dischi per la trasmissione di messaggi morse. (Crediti: Nasa/Jpl-Caltech)

Venere è il pianeta più inospitale del nostro Sistema solare. L’effetto serra prodotto dalla sua atmosfera e la sua maggiore prossimità al Sole (rispetto alla Terra) rendono la sua superficie un inferno con temperature medie di 460 gradi: più che sufficienti per fondere il piombo. Insieme a una pressione atmosferica capace di schiacciare un sottomarino, forti venti e dense nubi di acido solforico che lo avvolgono, questo ha da sempre creato problemi per la sua esplorazione: le delicate componenti elettroniche necessarie per la raccolta e la trasmissione dei dati non possono resistere più di pochi minuti a queste condizioni ambientali. Venere riduce le sonde in cenere. continua ...