Ultimo bollettino meteo di Urano e Nettuno

Questa immagine di Nettuno ripresa dalla Wide Field Camera 3 dello Hubble Space Telescope in settembre e novembre 2018 mostra una nuova tempesta scura (in alto al centro) nell’atmosfera del pianeta. Crediti: Nasa, Esa, A. Simon (Nasa Goddard Space Flight Center), M. Wong e A. Hsu (University of California, Berkeley)

Nel corso delle abituali osservazioni del tempo atmosferico sui pianeti più esterni del Sistema solare, il telescopio spaziale Hubble ha scoperto una nuova misteriosa macchia scura di tempesta su Nettuno e ha fornito un ritratto aggiornato del sistema nuvoloso che circola da lungo tempo attorno alle regioni polari settentrionali di Urano. continua ...

Uova marce su Urano

Questa immagine di una fase di Urano, scattata dalla sonda spaziale Voyager 2 il 24 gennaio 1986, rivela la sua gelida atmosfera blu. Nonostante il vicino sorvolo della Voyager 2, la composizione dell’atmosfera del pianeta è rimasta fino ad oggi un mistero. Crediti: Nasa / Jpl.

Dopo decenni di osservazioni e una visita da parte della sonda Voyager 2, la composizione chimica delle nubi di Urano, rimasta fino ad ora un mistero, sembrerebbe essere stata finalmente svelata. In particolare, è stato scoperto uno dei componenti principali delle nuvole che circondano il pianeta: l’acido solfidrico (chiamato anche idrogeno solforato o, in accordo con la nomenclatura chimica Iupac, solfuro di idrogeno). Patrick Irwin dell’Università di Oxford, nel Regno Unito, insieme ai suoi collaboratori provenienti da tutto il mondo, è riuscito a esaminare la luce infrarossa di Urano, catturata dal telescopio Gemini Nord (otto metri di diametro) installato sul monte Mauna Kea, alle Hawaii. Così facendo, sulla sommità delle nubi di Urano ha trovato l’idrogeno solforato, contraddistinto dal caratteristico odore di uova marce che la maggior parte delle persone evita. Le prove della presenza di questo gas, a lungo cercate, sono state pubblicate nella rivista Nature Astronomy. continua ...

Quant’è strano un mojito su Urano

Rappresentazione grafica di simulazioni di dinamica molecolare che mostrano la rapida diffusione di ioni idrogeno (traiettorie in rosa) all’interno del reticolo solido di ossigeno nel ghiaccio superionico. Crediti: S. Hamel / M. Millot / J. Wickboldt / Llnl / Nif

Cosa accade a una bacinella piena d’acqua quando la infiliamo in un freezer? Ovvio, direte voi, l’acqua liquida si trasforma in ghiaccio. Ma cosa succederebbe se invece decidessimo di scaldare quest’acqua fino a qualche migliaio di gradi, schiacciandola sotto il peso di una pressione milioni di volte quella esercitata dalla nostra atmosfera? Beh, in tal caso potremmo assistere ad alcuni fenomeni piuttosto divertenti. L’acqua si trasformerebbe in una sorta di forma ibrida, simultaneamente liquida e solida: un reticolo di ioni di ossigeno disposti secondo una struttura cubica all’interno della quale scorre un fluido costituito da ioni idrogeno. continua ...