Arriva l’Earth Day, il giorno della Terra

22.04.2018

Si chiama Earth Day (Giornata della Terra) ed è la più grande manifestazione ambientale del pianeta: una giornata in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John F. Kennedy, vede la partecipazione, attraverso 22mila organizzazioni, di più di un miliardo di cittadini, distribuiti su 193 paesi paesi dell’Onu. Dal 1970 le Nazioni Unite celebrano questa ricorrenza ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera. continua ...

Terra: pianeta blu, da sempre

Crediti: Dadelion.

Un gruppo di ricercatori provenienti da Regno Unito, Francia e Stati Uniti ha raccolto prove che suggeriscono come la quasi totalità della massa d’acqua che oggi costituisce gli oceani terrestri potrebbe essere sopravvissuta all’impatto che ha dato origine alla Luna. E dunque essere presente sul nostro pianeta da ben più del previsto. La ricerca, appena pubblicata su Science Advances, riporta i curiosi risultati di uno studio comparativo fra rocce lunari e terrestri. 

Ma facciamo un passo indietro. continua ...

Una super-Terra con un super nucleo

Rappresentazione artistica di un pianeta potenzialmente simile a K2-229b. Crediti: NASA, Ames, JPL-Caltech

Come dimensioni è simile alla nostra Terra, ma la sua massa di 2,6 volte più grande suggerisce che la sua struttura sia composta da un nucleo ferroso molto più grande, rendendolo in questo aspetto decisamente simile al pianeta Mercurio. Il suo nome è K2-229b: l’esopianeta è stato caratterizzato da un team di ricercatori guidato da Alexandre Santerne (Laboratorio di Astrofisica di Marsiglia, LAM) e del quale fanno parte Francesca Faedi e Aldo Bonomo, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), grazie alle osservazioni combinate della missione spaziale Kepler-2 della Nasa e dello spettrografo Harps installato al telescopio da 3,6 metri dell’ESO a La Silla, in Cile. Un pianeta insolito per la sua composizione dunque, ma anche per il periodo orbitale brevissimo – tanto che il suo anno dura meno di un giorno – e la sua temperatura superficiale rovente, di poco superiore ai duemila gradi Celsius. Lo studio di K2-229b può aiutarci a capire la formazione e l’evoluzione dei pianeti rocciosi, non solo nel Sistema solare, ma anche in altri luoghi dell’universo. continua ...

Terra e Luna create da una synestia

Simulazione artistica della la luna ancora incandescente che esce dalla “synestia” terrestre.
Crediti: Sara Stuart UC Davis / Nasa

Il processo di formazione di Terra e Luna è ancora oggi oggetto di costante dibattito. All’origine c’è sempre un impatto, su questo quasi nessuno pone seri dubbi. Negli ultimi vent’anni, la teoria più accreditata vedeva la Luna come il risultato di un impatto tra la Terra e un corpo celeste della grandezza di Marte chiamato Theia. Impatto che provocò la messa in orbita di roccia fusa e metallo che, scontrandosi ulteriormente, si riaggregarono a debita distanza dalla Terra, generando la Luna. continua ...

Feynman-01, la super-Terra di Halloween

Rappresentazione artistica del fenomeno del microlensing nella sorgente Tcp J05074264+2447555. Crediti: A. Nucita

Se nella notte di Halloween non si fosse generosi di caramelle e dolciumi si rischierebbe di attirare le attenzioni di bricconcelli mascherati che, alle grida di “dolcetto o scherzetto”, ripagherebbero con varie monellerie. Nella notte del 31 ottobre 2017 ci aspettavamo l’arrivo di uno scherzetto, ma non avremmo mai immaginato di essere così felici nel riceverlo.

Come molte altre sere trascorse a scrutare il cielo, uno dei membri del nostro gruppo di ricerca, ovvero Davide Licchelli, era intento a puntare il telescopio dell’Osservatorio R.P. Feynman (localizzato nell’area urbana di Gagliano del Capo nel sud, del Salento) verso la costellazione del Toro per l’osservazione mirata (follow-up come usiamo dire nel nostro gergo tecnico) della sorgente Tcp J05074264+2447555. continua ...

Due asteroidi in transito tra Terra e Luna

Due piccoli asteroidi stanno transitando in queste ore relativamente vicini al nostro pianeta. Il primo, denominato 2018 Cc, ha raggiunto la sua minima distanza dalla Terra attorno alle 21 di ieri, ora italiana. L’asteroide, delle dimensioni stimate tra i 15 e i 30 metri, è passato a poco più di 180mila chilometri da noi.

La simulazione della traiettoria dell’asteroide 2018 Cb che raggiungerà la sua minima distanza dalla Terra la notte del 9 febbraio (clicca sull’animazione per ingrandirla). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech continua ...

Là dove Terra e spazio si toccano

Infografica sulla ionosfera. Crediti: Goddard Space Flight Center della Nasa / Duberstein

Da sopra e da dentro, da vicino e da lontano. Uno specializzato nei “paesaggi”, l’altro nei “dettagli”. Sono Gold e Icon, i due satelliti Nasa, in partenza entrambi nel 2018, per lo studio della ionosfera: quella zona di confine fra la Terra e lo spazio dove i fenomeni di meteorologia e quelli di space weather entrano in contatto. Uno complementare all’altro, promettono di produrre le osservazioni più complete mai ottenute di questo guscio di ioni ed elettroni che ci avvolge, fra i 60 e i 1000 km, al di là dello strato di ozono. Osservazioni cruciali per l’elaborazione di nuovi modelli climatici, che tengano conto, per esempio, della risposta dell’alta atmosfera agli uragani dal basso e, dall’alto, alle tempeste geomagnetiche. continua ...

Terra e Luna: il ritratto di famiglia di Osiris-Rex

Partita dalla base di Cape Canaveral (Florida) nel settembre del 2016, la sonda della Nasa Osiris-Rex (Origins, Spectral Interpretations, Resource Identification, Security – Regolith EXplorer) arriverà sull’asteroide 101955 Bennu a dicembre di quest’anno (le manovre inizieranno ad agosto) ed entrerà nella storia. Perché? Riporterà a casa un frammento di regolite (in pratica un pezzo di asteroide di circa un chilo) che gli scienziati saranno in grado di studiare fra qualche anno quando la sonda tornerà indietro. Nel frattempo, il suo viaggio prosegue senza problemi e si diletta a scattare foto con la sua Map Cam. Protagonisti di un recente scatto sono la Terra e la Luna. continua ...

Pianeta “heavy metal”, super-Terra super densa

Illustrazione di fantasia del Sistema K2-106, dove è rappresentata la stella con i due pianeti. Crediti: Tng / Vincenzo Guido, Emilio Molinari

Grazie anche alle osservazioni effettuate con il telescopio italiano Tng alle Canarie, un nutrito gruppo internazionale di astronomi – tra cui tre del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino – è riuscito a “pesare” due pianeti extrasolari, precedentemente scoperti in orbita stretta attorno alla stella K2-106. Si tratta di due super-Terre, con masse similari ma densità molto diverse. continua ...

Una ‘sorella’ della Terra potrebbe avere acqua in superficie – Scienza e Tecnica

Nella costellazione del Leone, distante circa 111 anni luce dalla, due 'sorelle' della Terra orbitano attorno a una stella più piccola e fredda della nostra, una nana rossa. Una delle due avrebbe le carte in regola per avere acqua in superficie, elemento chiave per ospitare lavita (ANSA) mondo spazio ufo alieni avvistamenti video mistero extraterrestre scienza spaziale
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Fonte: Una ‘sorella’ della Terra potrebbe avere acqua in superficie – Scienza e Tecnica

Giovane Terra: il contributo alieno

Crediti animazione: Southwest Research Institute

L’infanzia del nostro pianeta potrebbe essere stata assai più turbolenta di quanto avessimo mai immaginato. Secondo un articolo appena pubblicato su Nature Geoscience, e firmato dai ricercatori del Southwest Research Institute, corpi celesti di dimensioni ragguardevoli avrebbero contribuito ad accrescere la massa della Terra durante una serie di violenti impatti in tutto il periodo seguente alla formazione della Luna. Ben più di quanto previsto dalle precedenti teorie. continua ...

Impulsi dai brillamenti solari anche sulla Terra

Il satellite della Nasa Solar Dynamics Observatory ha catturato questo brillamento solare di classe X il 15 febbraio 2011. Crediti: NASA’s Goddard Space Flight Center/SDO

Nonostante la distanza che ci separa dal Sole, l’attività superficiale della nostra stella madre può avere effetti anche sul nostro pianeta. Il monitoraggio costante è il segreto per non arrivare impreparati. Gli esperti controllano il Sole di continuo con numerosi strumenti della Nasa, come il Solar Dynamics Observatory (Sdo) e il Geostationary Operational Environmental Satellite (Goes), e di recente due gruppi di ricercatori hanno osservato come i brillamenti solari più potenti mostrino degli impulsi o delle oscillazioni nell’emissione elettromagnetica, e in particolare quella ultravioletta. Come si formano questi brillamenti? Quanto influiscono sullo spazio circostante? Le oscillazioni arrivano anche sulla Terra? continua ...