Supernove, lo shock è nascosto sotto al velo

Rappresentazione artistica di una supergigante rossa circondata da uno spesso strato di materia circumstellare. Crediti: Naoj

Dopo quattro anni di osservazioni è stato pubblicato su Nature Astronomy uno studio – elaborato da un gruppo internazionale di astronomi, matematici e informatici guidati da Francisco Förster del Center for Mathematical Modeling (Cmm) dell’Università del Cile – che confronta una serie di osservazioni della nascita di supernove con i modelli teorici. Tra gli autori dell’articolo figura anche Filomena Bufano dell’Inaf di Catania. continua ...

Con gli antineutrini nel cuore delle supernove

Orologi cosmici: possiamo stimare l’età degli elementi pesanti nel Sistema solare primordiale misurando le tracce lasciate nelle meteoriti da specifici nuclei radioattivi sintetizzati in alcuni tipi di supernove. Crediti: Naoj

Le supernove sono fra gli eventi più importanti e spettacolari dell’evoluzione di stelle e galassie, ma i dettagli di come tali esplosioni avvengano rimangono ancora in parte sconosciuti. Quando una stella massiccia muore, genera un’esplosione, nota appunto come supernova. Questa esplosione sparge la maggior parte della massa della stella nello spazio esterno, dove verrà successivamente riciclata in nuove stelle e pianeti, lasciando firme chimiche ben riconoscibili che – a saperle leggere – raccontano agli scienziati la cronaca dell’evento. continua ...

Kepler scopre il segreto delle supernove veloci

Nel pannello di sinistra, una stella gigante rossa che invecchia perde la massa attraverso il vento stellare. Questo materiale si espande in un enorme guscio gassoso attorno alla stella. Nel pannello centrale, il nucleo della stella massiccia implode per innescare un’esplosione di supernova. Nel pannello di destra, l’onda d’urto della supernova impatta il guscio esterno, trasformando l’energia cinetica dell’esplosione in una brillante esplosione di luce. Il lampo di radiazione dura solo pochi giorni: un decimo della durata di un’esplosione tipica di una supernova. Crediti: NASA, ESA e A. Feild (STScI) continua ...

Lenti pulite per guardare le supernove

Crediti: Nasa/Cxc/M. Weiss

Correva l’anno 1929 quando l’astronomo Edwin Hubble, analizzando la luce di galassie lontane dall’osservatorio del monte Wilson in California, si accorse che gli oggetti nel cosmo esibivano un moto comune di recessione gli uni dagli altri. Hubble notò anche che, più esaminava galassie distanti, più la velocità con cui esse tendevano ad allontanarsi aumentava. Questa evidenza, incorporata nella legge che porta il suo nome, costituì la prima prova osservativa dell’espansione dell’universo, gettando le basi per la cosmologia moderna. Nell’arco di circa novanta anni da allora, la comprensione della struttura e dell’evoluzione del cosmo ha subito giganteschi balzi in avanti grazie all’incredibile avanzamento tecnologico, accompagnato a braccetto dalla fantasia e l’ingegno del genere umano nel formulare teorie sempre più complesse e articolate per spiegare la realtà intorno a noi. Un connubio meraviglioso che ci ha permesso di addentrarci fino ai confini del conosciuto, ma che allo stesso tempo ha rivelato un mistero a dir poco sconcertante, forse il più grande problema della fisica moderna. continua ...

Cielo nuvoloso? Colpa anche delle supernove

Rappresentazione artistica di raggi cosmici che stanno impattando sull’atmosfera terrestre. Crediti: Pierre Auger Observatory Team

Il meteo per il prossimo fine settimana annuncia nuvole sopra la vostra città? Ebbene, sappiate che una piccola parte di responsabilità potrebbe essere imputata ai raggi cosmici prodotti anche da qualche lontana supernova. Esagerazione? Provocazione di qualche scienziato in cerca di notorietà? Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora, di concreto, c’è il fatto che questi, in estrema sintesi, sono i risultati di un rispettabile articolo pubblicato oggi su una altrettanto rispettabile rivista scientifica, ovvero Nature Communications. continua ...

Quando è l’elio il detonatore delle supernove

L’esplosione nucleare dello strato di elio superficiale ha innescato un’onda d’urto verso l’interno provocando la fusione nucleare di carbonio al centro. Crediti: Institute of Astronomy, University of Tokyo

Anche le piccole stelle come le nane bianche possono esplodere, generando quel fenomeno pirotecnico conosciuto come supernova. In particolare, questo può accadere se la nana bianca fa parte di un sistema binario (quindi due stelle che orbitano l’una accanto all’altra): la nana bianca risucchia materia dalla stella compagna aumentando la propria massa fino al punto di esplodere in una supernova di tipo Ia. Ma cosa porta realmente alla detonazione? È ancora parzialmente un mistero, ma un gruppo di ricercatori guidati dal giapponese Ji-an Jiang, dell’Università di Tokyo, ha sfruttato il telescopio Subaru per scoprire che l’esplosione potrebbe essere causata dalla detonazione dello strato superficiale di elio della nana bianca. L’accensione dell’elio innescherebbe una violenta reazione a catena, conducendo all’esplosione dell’intera stella. continua ...