Una super-Terra con un super nucleo

Rappresentazione artistica di un pianeta potenzialmente simile a K2-229b. Crediti: NASA, Ames, JPL-Caltech

Come dimensioni è simile alla nostra Terra, ma la sua massa di 2,6 volte più grande suggerisce che la sua struttura sia composta da un nucleo ferroso molto più grande, rendendolo in questo aspetto decisamente simile al pianeta Mercurio. Il suo nome è K2-229b: l’esopianeta è stato caratterizzato da un team di ricercatori guidato da Alexandre Santerne (Laboratorio di Astrofisica di Marsiglia, LAM) e del quale fanno parte Francesca Faedi e Aldo Bonomo, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), grazie alle osservazioni combinate della missione spaziale Kepler-2 della Nasa e dello spettrografo Harps installato al telescopio da 3,6 metri dell’ESO a La Silla, in Cile. Un pianeta insolito per la sua composizione dunque, ma anche per il periodo orbitale brevissimo – tanto che il suo anno dura meno di un giorno – e la sua temperatura superficiale rovente, di poco superiore ai duemila gradi Celsius. Lo studio di K2-229b può aiutarci a capire la formazione e l’evoluzione dei pianeti rocciosi, non solo nel Sistema solare, ma anche in altri luoghi dell’universo. continua ...

Kepler vede 16 nuovi mini-Nettuno e super-Terre

Crediti: Tokyo Institute of Technology

Un gruppo di scienziati guidati dal Tokyo Institute of Technology ha confermato l’esistenza di 16 esopianeti transitanti attorno a 12 piccole e fredde nane rosse (dette anche stelle nane di tipo M), la cui temperatura superficiale è di solito inferiore a 4000 gradi Kelvin. Tra gli oggetti studiati ci sono alcuni mini-Nettuno e tre super-Terre, di cui una presenterebbe caratteristiche favorevoli all’eventuale presenza di acqua allo stato liquido (importante indicatore di abitabilità). Lo studio è stato pubblicato su The Astronomical Journal sfruttando i dati raccolti con K2 (la seconda fase della missione della Nasa Kepler) e con diversi telescopi a terra, come il Subaru Telescope alle Hawaii, il Nordic Optical Telescope in Spagna e strumenti come lo spettrografo ad altra risoluzione Harps-N montato al Telescopio Nazionale Galileo dell’Inaf sull’Isola di La Palma in Spagna. continua ...

Feynman-01, la super-Terra di Halloween

Rappresentazione artistica del fenomeno del microlensing nella sorgente Tcp J05074264+2447555. Crediti: A. Nucita

Se nella notte di Halloween non si fosse generosi di caramelle e dolciumi si rischierebbe di attirare le attenzioni di bricconcelli mascherati che, alle grida di “dolcetto o scherzetto”, ripagherebbero con varie monellerie. Nella notte del 31 ottobre 2017 ci aspettavamo l’arrivo di uno scherzetto, ma non avremmo mai immaginato di essere così felici nel riceverlo.

Come molte altre sere trascorse a scrutare il cielo, uno dei membri del nostro gruppo di ricerca, ovvero Davide Licchelli, era intento a puntare il telescopio dell’Osservatorio R.P. Feynman (localizzato nell’area urbana di Gagliano del Capo nel sud, del Salento) verso la costellazione del Toro per l’osservazione mirata (follow-up come usiamo dire nel nostro gergo tecnico) della sorgente Tcp J05074264+2447555. continua ...

Pianeta “heavy metal”, super-Terra super densa

Illustrazione di fantasia del Sistema K2-106, dove è rappresentata la stella con i due pianeti. Crediti: Tng / Vincenzo Guido, Emilio Molinari

Grazie anche alle osservazioni effettuate con il telescopio italiano Tng alle Canarie, un nutrito gruppo internazionale di astronomi – tra cui tre del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino – è riuscito a “pesare” due pianeti extrasolari, precedentemente scoperti in orbita stretta attorno alla stella K2-106. Si tratta di due super-Terre, con masse similari ma densità molto diverse. continua ...

Vista al Tng una super-Terra a 21 anni luce

Rappresentazione artistica di una super-Terra. Crediti: Eso/spaceengine.org

La famiglia degli esopianeti classificabili come super-Terre (pianeti rocciosi con massa tra 2 e 10 volte maggiore di quella della Terra), potenzialmente abitabili, si arricchisce di un nuovo membro.

La rivista Astronomy & Astrophysics ha recentemente pubblicato uno studio di Alejandro Suárez Mascareño (Instituto de Astrofísica de Canarias) riguardante l’identificazione di una nuova super-Terra (della quale già avevamo dato un’anticipazione su Media Inaf) orbitante attorno la stella GJ 625 (classe spettrale M) e distante appena 21.2 anni luce dal Sole. Il pianeta, con una massa di 2.8 masse terrestri, orbita con un periodo di 14.63 giorni a una distanza di 0.078 unità astronomiche (circa 12 milioni di km) dalla sua stella, ossia all’interno della fascia di abitabilità, la regione attorno una stella dove un pianeta può ospitare acqua allo stato liquido. continua ...

Come nascono i super buchi neri primordiali

Il super-computer Aterui al Center for Computational Astrophysics (CfCA) del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ). Crediti: NAOJ

È nato prima l’uovo o la gallina? Gli astrofisici si trovano di fronte a un dilemma simile quando cercano di capire come possano formarsi buchi neri super-massicci nell’universo primordiale. Sono state avanzate diverse ipotesi e abbiamo dato conto recentemente su Media Inaf di una possibile spiegazione avanzata da un gruppo di ricerca tutto al femminile. continua ...