Relatività e onde gravitazionali, una storia lunga

Roberto Lalli, ricercatore in storia delle scienze fisiche moderne presso il Max Planck Institute for the History of Science di Berlino

A fine giugno è apparso su Nature Astronomy un articolo dedicato alla relatività generale e alle onde gravitazionali che aiuta a comprendere i passaggi storici principali nella ricerca sulla teoria della relatività generale. Media Inaf ne ha parlato direttamente con uno dei tre autori, Roberto Lalli, ricercatore in Storia delle scienze fisiche moderne al Max Planck Institute for the History of Science. Ne è scaturita una lunga intervista che ci aiuta a ripercorrere la storia della relatività generale, la sua svolta astrofisica e la storia delle onde gravitazionali. continua ...

Vortici misteriosi raccontano la storia della Luna

Sonia Tikoo, assistant professor al Dipartimento di Scienze della Terra e Planetarie della Rutgers University – New Brunswick, osserva campioni di roccia lunare in una piastra di Petri. Foto: Nick Romanenko / Rutgers University

I lunar swirls, letteralmente vortici lunari, somigliano a luminose nuvole sinuose dipinte sulla superficie scura della Luna. Il più famoso, chiamato Reiner Gamma, è lungo quasi 64.5 chilometri. La maggior parte dei vortici condivide la posizione con potenti campi magnetici localizzati, i quali deflettono le particelle provenienti dal vento solare, facendo sì che alcune parti della superficie lunare si deformino più lentamente, originando pattern luminosi e scuri. continua ...

Elegante e vorace: storia di una galassia ellittica

Immagine a colori del gruppo NGC 5018 ottenuta combinando esposizioni in diverse bande acquisite al telescopio VST. In questa immagine sono chiaramente visibili le tante peculiarità delle galassie del gruppo, come la coda mareale a nord di NGC 5018, il ponte di gas che la collega alla galassia a spirale vicina, le shell e la struttura ad anello intorno alla spirale. Crediti: M. Spavone, INAF di Napoli

Grazie alle riprese del Vlt Survey Telescope (Vst) dell’Eso in Cile con il rivelatore OmegaCam, che si trova nel cuore del telescopio, un team internazionale di astronomi guidato da Marilena Spavone, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Napoli, ha ottenuto immagini molto dettagliate di un numeroso gruppo di galassie ellittiche. Una di queste è Ngc 5018, che si trova nella costellazione della Vergine: a prima vista potrebbe sembrare solo una macchia indistinta, ma esaminandola con più attenzione mostra una tenue striscia di stelle e gas – quella che viene definita una ‘coda mareale’ – che fuoriesce dalla galassia. Queste deboli strutture galattiche, come code mareali e filamenti di stelle, sono segni caratteristici delle interazioni tra le galassie, e forniscono indizi essenziali sulla struttura e sulla dinamica delle galassie primordiali. continua ...

Nelle orbite la storia dei sistemi planetari

Lo studio di Zinzi e Turrini ha migliorato la relazione empirica scoperta in precedenza (i dati e la linea arancione) sia grazie all’utilizzo di un metodo statistico più robusto (i dati e la linea azzurri) che all’utilizzo di un campione di esopianeti più rappresentativo (i dati e la linea bianca), ottenendo una nuova relazione di validità generale. Crediti: A. Zinzi & D. Turrini 2017

Quanto è comune la nascita di sistemi planetari con un alto numero di pianeti, come il Sistema solare? Importanti indizi potrebbero provenire dalle tracce lasciate dell’espulsione di antichi pianeti, visibili nelle orbite attuali dei pianeti superstiti. Questo il risultato di uno studio a firma di una coppia di ricercatori italiani pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics. continua ...

Magnetismo lunare: una storia da riscrivere

La roccia studiata da Sonia Tikoo e il suo team. Il frammento è composto da basalto e legato assieme da composti vitrei, creati dopo l’impatto di qualche asteroide. Il cubo nero in basso a destra (per scala) è di un centimetro. Crediti: Rutgers University

Lo spazio è un luogo pericoloso, e un forte campo magnetico offre una protezione indispensabile dalle radiazioni e dai venti solari che colpiscono tutti i corpi celesti in prossimità di una stella. La mancanza di un campo magnetico, ad esempio, può rendere impossibile la presenza di acqua sulla superficie di un pianeta, pregiudicandone la sua abitabilità. Per questo motivo, lo studio dell’origine e dell’evoluzione dei campi magnetici è di grade importanza, incluso quello del corpo celeste a noi più vicino: la Luna. continua ...