La ricetta degli ammassi stellari

Un’istantanea di una nube molecolare gigante simulata nella quale sono stati evidenziati gruppi di stelle in formazione. Crediti: McMaster University

Con una nuova ricerca pubblicata su Nature Astronomy, alcuni ricercatori della McMaster University hanno stabilito che gli ammassi stellari, presenti ovunque nell’universo, si sono creati nello stesso modo.

Corey Howard, Ralph Pudritz e William Harris, autori dell’articolo pubblicato il 25 giugno, si sono serviti di simulazioni al computer altamente sofisticate per ricreare ciò che accade all’interno di gigantesche nubi di gas per dare origine ad ammassi di stelle, legate insieme dalla gravità. continua ...

Rosetta e i suoi scintillanti gioielli stellari

La nebulosa Rosetta ripresa dal telescopio spaziale Hubble. Criediti: John Corban & the ESA/ESO/NASA Photoshop FITS Liberator

La nebulosa Rosetta, situata a circa 5500 anni luce da noi in direzione della costellazione dell’Unicorno, ben visibile nei cieli serali di marzo a sud ovest, è un oggetto celeste tanto affascinante quanto complesso (ne abbiamo recentemente parlato su Media Inaf in questo articolo). Difficile da vedere con un binocolo, comincia a mostrarsi al meglio con un piccolo telescopio. Dalle osservazioni di telescopi a Terra e nello spazio è stato possibile calcolare l’estensione e la massa della tenue nebulosità dell’oggetto celeste, dovuta a polveri e gas, che sarebbero sufficienti a formare ben diecimila stelle come il nostro Sole. Nella cavità centrale della nebulosa risiede un ammasso stellare aperto di astri giovani, brillanti e molto caldi. Nella nebulosa sono state anche individuate delle zone dove stanno formandosi nuove stelle, come mostrato in maniera spettacolare dalle riprese nell’infrarosso  ottenute dal telescopio spaziale Herschel dell’Esa. continua ...

Tempeste stellari su atmosfere aliene

Segnalatori di vita che potrebbero aiutare i ricercatori a individuare i mondi potenzialmente abitabili. Crediti: NASA Goddard Space Flight Center / Mary Pat Hrybyk (versione italiana di Media Inaf)

Cherchez l’atmosphère, recita l’imperativo degli astrobiologi: se volete trovare vita su altri pianeti, cercate l’atmosfera giusta. Facile a dirsi, ma quando ci si cimenta nell’impresa ecco che sorgono difficoltà pratiche non banali. Già è complicato vedere se c’è o meno, una esoatmosfera – così si chiamano le atmosfere dei pianeti extrasolari. Ma anche quando si è sicuri della sua presenza, stabilire da cosa sia composta non è facile. Perché se è vero che nelle righe d’emissione e d’assorbimento, rilevabili dagli spettrometri durante i transiti, ci sono le “firme” delle molecole, affinché queste firme siano effettivamente rilevabili occorre tempo. Molto tempo: con le tecnologie oggi a disposizione, scrivono su Scientific Reports i ricercatori della Nasa guidati da Vladimir Airapetian del Goddard Space Flight Center, trovare tracce d’ossigeno o di metano – potenziali indizi della presenza di forme di vita – può richiedere giorni e giorni d’osservazione. E più tempo occorre, meno esopianeti si riescono ad analizzare. continua ...

Una parodia di Guerre Stellari racconta la fecondazione – Scienza e Tecnica

L'inconfondibile colonna sonora di Guerre Stellari, lo sfondo scuro stellato, i titoli di testa a scorrimento: potrebbe sembrare l'inizio di un nuovo episodio della saga, se non fosse che al posto delle navette spaziali che sfrecciano verso la Morte Nera compaiono degli spermatozoi (ANSA) mondo spazio ufo alieni avvistamenti video mistero extraterrestre scienza spaziale
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Fonte: Una parodia di Guerre Stellari racconta la fecondazione – Scienza e Tecnica