Esopianeti, un Espresso vi stanerà

La foto mostra il dato spettrale ottenuto durante la “prima luce” dello strumento Espresso installato sul Vlt (Very Large Telescope) in Cile. La luce di una stella è stata dispersa nei suoi colori componenti.  Crediti: Eso/Espresso team

Un nuovo, formidabile strumento per scoprire pianeti extrasolari è ora a disposizione degli astronomi. Si chiama Espresso, acronimo di Echelle SPectrograph for Rocky Exoplanet and Stable Spectroscopic Observations (ovvero Spettrografo echelle per osservazioni di esopianeti rocciosi e spettroscopia ad alta precisione) ed è installato sul telescopio Vlt dell’Eso all’Osservatorio del Paranal nel Cile settentrionale. Espresso, che ha visto la sua prima luce nei giorni scorsi, è uno spettrografo di terza generazione e sarà il successore dello strumento Harps dell’Eso installato all’Osservatorio di La Silla. Il salto in avanti rispetto al predecessore sarà enorme: Harps raggiunge una precisione di misura delle velocità di circa un metro per secondo, mentre Espresso mira a ottenere una precisione di appena pochi centimetri al secondo, grazie ai progressi tecnologici e all’essere al fuoco di un telescopio molto più grande. Prima la prima volta in assoluto, Espresso sarà in grado di combinare la luce di tutti e quattro i telescopi principali del Vlt raggiungendo il potere di raccolta della luce equivalente a quella un singolo telescopio da 16 metri di diametro. Importante la partecipazione dell’Istituto nazionale di astrofisica all’ideazione e alla realizzazione dell’ambizioso progetto. continua ...