Tempesta solare record 2610 anni fa

Carote di ghiaccio come questa sono state estratte in Groenlandia fino a tre chilometri di profondità e analizzate dal gruppo di ricerca dell’Università di Lund e colleghi. Crediti: Antje Fitzner / “North Greenland Eemian Ice Drilling”

Il nostro pianeta è costantemente bombardato dai cosiddetti raggi cosmici, particelle energetiche provenienti dallo spazio. Ma a volte questo flusso di particelle risulta particolarmente forte: quando imperversa una tempesta solare.

Quando sono dirette verso la Terra, tali particelle vengono incanalate dal campo magnetico terrestre verso le aree polari, dove generalmente danno luogo al fenomeno spettacolare delle aurore polari ma, in alcuni casi, possono rappresentare un rischio per i sistemi satellitari di comunicazione, per il volo aereo alle latitudini più alte e per le reti elettriche. Due esempi notevoli di interruzione della distribuzione di energia elettrica a causa di tempeste solari hanno avuto luogo nel 1989 in Quebec, Canada, e nel 2003 a Malmö, in Svezia. continua ...

Brillamento stellare da record

Crediti: James Clerk Maxwell Telescope

Il James Clerk Maxwell Telescope (Jcmt), presso l’Osservatorio di Mauna Kea, alle Hawaii, ha registrato un brillamento stellare 10 miliardi di volte più intenso di quelli che avvengono sul Sole. Si tratta di una scoperta storica, che potrebbe fornire risposte a domande vecchie di decenni sull’origine del nostro Sistema solare.

«Una scoperta di questa portata poteva accadere solo alle Hawai», dice Steve Mairs, astronomo coordinatore del team che ha scoperto il brillamento stellare. «Usando il Jcmt studiamo la nascita delle stelle vicine, che ci aiuta a comprendere la storia del Sistema solare. L’osservazione di brillamenti su stelle più giovani è un nuovo ambito di ricerca che ci sta fornendo la chiave per approfondire le condizioni fisiche di questi sistemi. Questa è una delle vie che stiamo perseguendo per rispondere a domande sullo spazio, sul tempo e sull’universo che ci circonda». continua ...

Lampo gamma record: visto anche da Magic

Rappresentazione artistica di un Grb. Crediti: Nasa / Swift / Mary Pat Hrybyk-Keith e John Jones. Fonte: Wikimedia Commons

Ka-boooom! We got it”. Un tweet che non poteva passare inosservato, quello postato mercoledì scorso, 15 gennaio, sul canale Magic Telescopes. Cos’è mai rimasto impigliato, questa volta, nei due specchi Cherenkov da 17 metri di diametro ciascuno che formano il più grande telescopio per raggi gamma al mondo? Per scoprirlo basta andare sull’omonima pagina Facebook, dove un post delle 06:11 del 15 gennaio annuncia trionfante, con tanto di refuso e cuoricino:  “Hello! We dedected our first GRB!”. Refuso e cuoricino dettati da una comprensibile emozione: se davvero i telescopi Magic hanno visto un Grb – vale a dire, un lampo di raggio gamma – si tratta di una scoperta eccezionale. È da anni che gli astrofisici sperano di riuscirci, perché la tecnica impiegata dalla coppia Magic per rivelare i raggi gamma consente di arrivare a energie elevatissime, il cosiddetto “dominio del TeV”. Un territorio inesplorato, al quale nessuno degli attuali telescopi spaziali per raggi gamma ha accesso. continua ...

Un quasar da record ai confini dell’universo

Il quasar J043947.08+163415.7 osservato dal telescopio spaziale Hubble di Nasa ed Esa. Le croci bianche indicano le posizioni delle immagini multiple del quasar prodotte dalla galassia (evidenziata dalla freccia) che ha prodotto l’effetto di lente gravitazionale. Crediti: Nasa, Esa, X. Fan (University of Arizona)

Con una luce emessa pari a 500 mila miliardi di volte maggiore di quella del nostro Sole, è il più brillante oggetto celeste mai osservato all’epoca in cui l’universo aveva meno di un miliardo di anni e le prime galassie si stavano formando. Il suo nome, o meglio la sua sigla, è J043947.08+163415.7. Si tratta di un quasar, ovvero il nucleo di una lontanissima galassia dove risiede un buco nero intento ad ingurgitare la materia ad esso circostante. A scoprire questo potentissimo “faro cosmico” è stato un team internazionale di ricercatori guidato da Xiaohui Fan dell’Università dell’Arizona a Tucson e a cui ha partecipato anche Marco Bonaglia, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) a Firenze, grazie alle riprese del Telescopio spaziale Hubble e a una serie di osservazioni con telescopi da Terra, tra cui il Large Binocular Telescope in Arizona, di cui l’Inaf è uno dei partner. continua ...

Due mini-satelliti da record

Rappresentazione artistica dei due mini-satelliti al cospetto del Pianeta rosso. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Eve e Wall-e, questi sono i due soprannomi dati ai piccoli satelliti CubeSats che hanno accompagnato la sonda InSight della Nasa nel suo viaggio verso Marte. Sono due gemelli. Identici. Ufficialmente si chiamano MarCO-A e MarCO-B (Mars Cube One) sono piccoli e costano poco. Rappresentano il primo tentativo, di successo, di inviare mini-satelliti come questi verso altri pianeti. Ma piccoli quanto? 36,6 X 24,3 X 11,8 cm. Quale costo? 18.5 milioni di dollari, circa 16 milioni di euro. continua ...

In arrivo un’eclissi di Luna da record

Uno scatto della luna in eclissi preso da Enrico Cascone dell’Inaf-Osservatorio astronomico di Capodimonte, nella notte tra il 27 e il 28 settembre 2015

A luglio, nella notte tra il 27 e il 28, appuntamento imperdibile con una eclissi totale di Luna davvero super. La sua fase di totalità sarà infatti la più lunga tra tutte le eclissi di luna che si verificheranno in questo secolo, durando ben un’ora e 43 minuti.

Sul nostro territorio, l’evento sarà visibile, nuvole permettendo, quasi nella sua interezza. La Luna infatti sorgerà pochi minuti prima delle 21, ora locale italiana, verso sud est, già in fase di attraversamento del cono di ombra creato dalla Terra, che in quel periodo si verrà a trovare esattamente tra il Sole e il nostro satellite naturale. La fase di totalità si verificherà tra le 21 e 30 e le 23 e 13, mentre il massimo  dell’eclissi, ovvero il maggiore oscuramento della Luna, è previsto alle 22 e 22. La Luna, dopo l’uscita dalla totalità, attraverserà il cono di penombra per emergerne definitivamente e segnare così la fine dell’eclissi all’1 e 30 della mattina del 28 luglio. continua ...

K2 scopre 78 esopianeti in tempi record

Riproduzione artistica della sonda Kepler. Crediti: Nasa

Quasi 80 oggetti “candidati alla carica” di pianeta sono stati scoperti da un gruppo di scienziati del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, utilizzando K2, l’aggiornamento della missione Kepler della Nasa, e scandagliando la bellezza di 50mila stelle.

I ricercatori hanno illustrato i risultati sulla rivista The Astrophysical Journal. Tra le scoperte più importanti, gli esperti segnalano il probabile pianeta che orbita attorno alla stella HD 73344, l’astro più luminoso attorno a cui sia stato scoperto un oggetto dalla missione della Nasa, in attività dal 2009. continua ...

Spettro d’ipernova a distanza record

Prima (in alto) e dopo (in basso) l’esplosione. Crediti: Mat Smith e la Des collaboration

Se vi appassionano i record, Des16C2nm dovrebbe essere di vostro gradimento: è la supernova più lontana che si conosca. Il bagliore della sua esplosione, per giungere fino a noi, ha impiegato dieci miliardi e mezzo di anni – il che significa, tradotto in unità di misura astrofisiche, che si trova circa a z = 2. Ed è una cosiddetta supernova superluminosa (Slsn), o ipernova: le più brillanti e le più rare fra le supernove, prodotte – questa almeno è l’ipotesi attuale – dalla caduta di materia su una stella di neutroni a rotazione rapida e di recente formazione. A dispetto di questa sua esuberanza luminosa, Des16C2nm è rimasta impigliata nella rete d’un progetto pensato per studiare l’energia oscura: la Dark Energy Survey, o Des, da cui appunto il nome della supernova. continua ...

La tesi di Hawking è online: record di download

Stephen Hawking. Crediti: Media Inaf

Era il 1966 quando il 24enne Stephen Hawking presentò la sua tesi di dottorato, quella che lo catapultò a pieno titolo nella comunità scientifica. Il documento, che si intitola Properties of expanding universes (Proprietà degli universi in espansione), ha contribuito, con i molti altri pubblicati negli anni successivi, a renderlo uno fra gli scienziati viventi più popolari e amati al mondo. Con chiarezza e spesso grande simpatia, il professore britannico 75enne ha portato al grande pubblico teorie scientifiche all’avanguardia e – ovviamente – di difficile comprensione per i più. Tanto è grande la sua popolarità, che l’Università di Cambridge ha deciso di rendere disponibile online – per la prima volta – la sua tesi di dottorato, 134 pagine scritte a macchina e a mano. Potete immaginare il risultato: record di download, ma il sito che ospita il file pdf è collassato per i troppi accessi. continua ...

Eruzione solare record: in arrivo un’intensa tempesta geomagnetica!

Eruzione solare record: in arrivo un’intensa tempesta geomagnetica!

E’ la più forte degli ultimi 11 anni, potrebbe raggiungere anche intensità G2 o G3
tratto da Ansa.it

Colpo di coda da record per il Sole che si sta avviando verso la fase di quiete: è avvenuta l’eruzione solare più intensa degli ultimi 11 anni. Intanto un’altra eruzione avvenuta il 4 settembre ha scagliato una bolla di plasma diretta verso la Terra. L’arrivo è previsto tra questa notte e domani e potrebbe causare una tempesta magnetica intensa in grado di provocare disturbi alle comunicazioni radio e spettacolari aurore polari. continua ...

Scoperta una pulsar binaria da record

Da sinistra: Andrea Possenti, Andrew Cameron e Marta Burgay

A cinquant’anni esatti dalla scoperta della prima pulsar da parte di Jocelyn Bell e Antony Hewish (quest’ultimo insignito del premio Nobel per la Fisica nel 1974), un team internazionale di astrofisici, del quale fanno parte anche Andrea Possenti e Marta Burgay dell’Inaf di Cagliari, ha individuato il sistema binario più estremo che si conosca fra quelli che contengono questo tipo di oggetti: nel caso specifico, una pulsar e una stella di neutroni in orbita l’una attorno all’altra. Nel punto di massimo avvicinamento – che si ripete ogni 4.4 ore – la pulsar e la sua compagna vengono a trovarsi così vicine che potrebbero stare comodamente all’interno del nostro Sole. E le accelerazioni in gioco raggiungono il valore record di 70 g: vale a dire, settanta volte l’accelerazione gravitazionale alla quale è soggetto un corpo in caduta libera qui sulla Terra. continua ...