Quarant’anni con gli occhi puntati su Sn 1987A

Nei quattro riquadri (cliccare per ingrandire), quattro momenti dell’evoluzione di Sn 1987A previsti dal modello, con evidenziate le linee di campo magnetico. Crediti: S. Orlando / Inaf

La notte del 23 febbraio 1987 gli astronomi osservarono l’esplosione di una supernova avvenuta nella Grande Nube di Magellano, galassia satellite della Via Lattea. La stella esplosa era la supergigante blu Sanduleak -69° 202a, con una massa di circa 20 masse solari, e la sua esplosione produsse il resto di supernova Sn 1987A. Da quella notte e per gli anni successivi, Sn 1987A è stato osservato ripetutamente da molti telescopi e satelliti operanti praticamente in tutte le bande dello spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi X. Di fatto, esso costituisce l’unico caso in cui la comunità scientifica ha potuto seguire costantemente l’evoluzione di un resto di supernova sin dal momento dell’esplosione. continua ...

BepiColombo: occhi aperti, aspettando Mercurio

Il team di Simbio-sys nella control room dell’Esa a Darmstadt, in Germania, subito dopo l’accensione dello strumento avvenuta con successo

Nuova importante tappa per la misisone BepiColombo dedicata allo studio del pianeta Mercurio. Dopo la messa in funzione dell’accelerometro Isa, Il 10 dicembre scorso infatti il team di Simbio-Sys, formato da personale dell’Inaf, Università di Padova, Università Parthenope, Cnr-Ifn, Ias, Lesia Parigi e con Gabriele Cremonese di Inaf-Padova come principal investigator, ha inviato con successo, dalla Mission Control Room dell’Esoc a Darmstadt, in Germania, i primi comandi di accensione dello strumento, composto da tre canali, a bordo della sonda BepiColombo. continua ...

Insight arriva su Marte sotto gli occhi di Srt

La strumentazione di Insight. Crediti: Jpl/Nasa

Il momento è arrivato: oggi, pochi minuti prima delle 21 ora italiana, la sonda Insight della Nasa atterra su Marte: la procedura più rischiosa a cui la missione sarà sottoposta. Dalle 20 sarà possibile seguire la diretta dal centro di controllo del Jet Propulsion Laboratory (Jpl), in California, dove i segnali della sonda arriveranno con un ritardo di 8 minuti e 7 secondi dovuto alla distanza.

Mentre gli ultimi aggiustamenti di rotta previsti sono state eseguiti ieri, 25 novembre, gli ingegneri del Jpl avranno tempo fino alle 17:47 di oggi per inviare eventuali ulteriori comandi e raffinare ulteriormente la traiettoria di arrivo di Insight al Pianeta rosso, tenendo conto delle puntuali informazioni meteorologiche fornite dalle sonde Nasa Mro, Maven e Curiosity. Dopo di che il sistema automatizzato dovrà cavarsela da solo per planare dolcemente nel sito di atterraggio designato. continua ...

Simbio-Sys, tre occhi su Mercurio

Lo strumento Symbio-Sis su BepiColombo. Elaborazione grafica a cura di Emanuele Simioni e Teo Mudric

Fra meno di una settimana avrà il via la missione più attesa dell’anno, BepiColombo. L’Europa e il Giappone potranno, dopo anni e anni di progettazione, arrivare su Mercurio per completare il lavoro iniziato dalla Nasa con Mariner 10 e Messenger. Le due missioni americane non hanno fatto che stuzzicare l’appetito dei ricercatori di tutti il mondo. Il primo pianeta del Sistema solare è ricco di sorprese e le domande irrisolte si sono moltiplicate. L’Italia è fortemente coinvolta in questa missione, con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e diverse università. BepiColombo è una missione composta di due sonde (una dell’Esa e l’altra della Jaxa) cariche di strumenti che permetteranno di studiare Mercurio come mai in precedenza. Tra i diversi esperimenti c’è quello che potremmo definire “gli occhi di BepiColombo”, ossia Simbio-Sys (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory SYStem) a bordo della sonda Mercury Planetary Orbiter (Mpo). continua ...

Tess ha aperto gli occhi: ecco le prime immagini

Il Transiting Exoplanet Survey Satellite ha scattato questa istantanea della Grande Nube di Magellano (a destra) e della luminosa stella R Doradus (a sinistra) martedì 7 agosto, con un solo rilevatore di una delle sue telecamere. L’immagine è una parte dell’inquadratura del cielo meridionale che Tess ha catturato nella sua “prima luce”, la fase iniziale di raccolta dei dati scientifici. Crediti: Nasa / Mit / Tess

Il nuovo cacciatore di pianeti della Nasa, il Transiting Exoplanet Survey Satellite (per gli amici, Tess) sta fornendo preziosi dati che aiuteranno gli scienziati a scoprire e studiare nuovi esopianeti, ossia pianeti lontani che non appartengono al nostro Sistema solare. Una parte dei primi dati scientifici di Tess include un’immagine dettagliata del cielo sud, ripresa con tutte e quattro le telecamere a largo campo del satellite. Questa immagine della cosiddetta prima luce di Tess ha catturato una moltitudine di stelle e altri oggetti, compresi i sistemi già noti per avere pianeti extrasolari. continua ...

Gli occhi di Prisma sul Palazzo celeste

Una delle camere all-sky che fanno parte del progetto PRISMA.
Crediti: team PRISMA

Un interessante (e innovativo) ruolo di appoggio alle osservazioni di controllo della stazione cinese e’ giocato inoltre dalle camere ottiche del progetto Prisma, coordinato dall’Osservatorio Astrofisico Inaf di Torino, che si occupa dello studio dell’attività meteorica sul territorio nazionale. La rete Prisma e’ un progetto nazionale, coordinato da Inaf, nato nel 2016 originalmente come estensione all’Italia Nord-occidentale della analoga rete di sorveglianza meteorica francese Fripon. Si compone di una rete di piccole camere automatiche “fish-eye”, in grado di coprire tutto il cielo con il loro campo di vista e registrare tutti quegli eventi celesti transienti di elevata luminosità. continua ...