Un mistero di nome Steve

La sottile striscia viola e bianca in cielo è un fenomeno “Steve” ripreso da un gruppo di appassionati fotografi il 10 aprile 2018 a Prince George, British Columbia, Canada. Sullo sfondo a destra si nota il bagliore verdastro dell’aurora polare. Crediti: Ryan Sault

Facilmente confondibile con una classica aurora polare, tanto da passare inosservato agli occhi degli scienziati fino al 2016, il fenomeno di Strong Thermal Emission Velocity Enhancement, in breve Steve, rappresenta in buona parte ancora un mistero. Fotografato nei cieli del Canada, quindi a latitudini inferiori a quelle in cui solitamente è visibile l’aurora boreale, Steve si manifesta nel cielo notturno con strette strisce luminose di color porpora, con propaggini bianche e verdi. continua ...

Un po’ di luce sul mistero dei raggi cosmici

Rappresentazione schematica della produzione di raggi gamma e neutrini dai raggi cosmici. Fonte: Randall Smith & Rob Petre, Msfc/Nasa (https://tinyurl.com/y9gzkt5z)

Da oltre 100 anni sappiamo di essere sotto una pioggia costante di particelle di alta energia. Li chiamiamo raggi cosmici: sappiamo che si tratta per lo più di protoni la cui energia può arrivare a valori molto superiori di quella raggiungibile nei nostri acceleratori più potenti, ma non sappiamo da dove provengano perché il loro cammino è deviato dai campi magnetici (debolissimi, ma estesi su scale cosmiche) che pervadono la galassie e lo spazio intergalattico. In questo modo, i raggi cosmici perdono la memoria della loro sorgente. continua ...

Juno: risolto il mistero dei fulmini su Giove

Rappresentazione artistica della distribuzione dei fulmini nell’emisfero settentrionale di Giove in un’immagine scattata dalla JunoCam. I dati della missione Juno della Nasa indicano che la maggior parte dell’attività dei fulmini su Giove è vicina ai suoi poli. Crediti: Nasa / Jpl-Caltech / SwRI / JunoCam

Mentre si avvicina il prossimo flyby della sonda Juno della Nasa attorno a Giove (il 16 luglio), gli esperti sono riusciti a risolvere uno dei più grandi misteri di questo gigante gassoso: come nascono i fulmini gioviani e in cosa sono simili o diversi da quelli terrestri? continua ...

Il Disco di Nebra è ancora un mistero

Il Disco di Nebra. Crediti: Dbachmann, Wikipedia

Nel 1999 – in un pertugio nella “Montagna di Mezzo” (Mittelberg), nei pressi di Nebra, in Germania – due tombaroli dissotterrarono, grazie ad un metal detector, numerosi reperti metallici risalenti al 1600 avanti Cristo. Tra questi venne fuori un disco di bronzo intarsiato con lamine in oro, del diametro di 32 cm.

È un peccato che un manufatto così importante sia stato scoperto tramite scavi clandestini. Adriano Gaspani, dell’Osservatorio Astronomico Inaf di Brera, spiega infatti che: «La base per una ricerca archeoastronomica di qualità è il rilievo topografico di precisione dei siti archeologici che si sospetta essere astronomicamente significativi, tenendo sempre ben presente che il dato archeologico deve essere tenuto nella massima considerazione». Difatti, come spiega Gaspani in un ampio articolo da lui già dedicato al Disco di Nebra, non abbiamo alcuna certezza sulla posizione in cui il disco fu sotterrato. Questo ci avrebbe permesso di verificare eventuali allineamenti astronomici, se presenti. continua ...

Risolto il mistero delle luci violette

Steve con la Via Lattea sullo sfondo. Crediti: Nasa Goddard

Si chiama Steve, acronimo di Strong Thermal Emission Velocity Enhancement. È stato scoperto nel 2016 ma fino ad ora non si sapeva cosa fosse. Non è una comune aurora polare, sebbene le assomigli. Le aurore polari, causate dall’interazione delle particelle cariche di origine solare con la ionosfera terrestre, sono caratterizzate principalmente da estese bande luminose, tipicamente rosse, verdi o azzurre che si presentano come ovali attorno ai poli magnetici terrestri, chiamati ovali aurorali. Steve invece si presenta come un nastro viola molto stretto e scintillante, a volte accompagnato da piccole strisce verdi simili a dita aguzze o a travi di una staccionata, osservato in cielo per un tempo variabile da 20 minuti a un’ora. Per la prima volta, grazie alla sinergia tra la citizen science (persone entusiaste di alcuni argomenti scientifici, senza necessariamente un background formativo specifico) e i ricercatori di vari istituti coinvolti, finalmente si è riusciti a scoprire qualcosa di più di questo strano fenomeno ottico. continua ...

CubeSat studentesco risolve mistero decennale

Il CubeSat Csswe in camera pulita. Crediti: Università del Colorado a Boulder

Il mistero che durava da 60 anni sull’origine di alcune particelle altamente energetiche presenti nelle fasce di radiazione attorno alla Terra è stato ora risolto utilizzando i dati raccolti da un mini satellite, un CubeSat da tre unità costruito e gestito da studenti dell’Università del Colorado a Boulder. I risultati del nuovo studio, pubblicati sull’ultimo numero di Nature, indicano che gli elettroni di alta energia rintracciabili nella cintura interna delle fasce di Van Allen – strati di particelle energetiche intrappolate dal campo magnetico terrestre – vengono creati dai raggi cosmici generati da esplosioni di supernove. continua ...

JUNO e il mistero delle potenti aurore di Giove

JUNO e il mistero delle potenti aurore di Giove

Uno studio pubblicato su Nature spiega che le aurore su Giove si comportano in modo diverso rispetto a quelle terrestri. Nuove osservazioni, effettuate grazie allo spettrografo ultravioletto in dotazione alla sonda Juno della Nasa hanno dimostrato che – contrariamente a quello che ci si aspettava – i processi di formazione delle aurore gioviane più intense non sono assimilabili a quelli terrestri
di Francesca Aloisio
www.media.inaf.it

Immagine aurorale dell’aurora meridionale di Giove, utilizzata nello studio e ottenuta con lo spettrografo ultravioletto (UVS) in dotazione a Juno il 2 febbraio 2017. Questa immagine sovrappone tre diverse gamme di lunghezze d’onda e le codifica a colori in modo tale che il rosso, il verde e il blu indichino rispettivamente elettroni ad alta, media e bassa energia che hanno un impatto sull’atmosfera. La striscia in alto a sinistra è la coda aurorale causata dalla luna di Giove Io. Crediti: G. Randy Gladstone continua ...