Un neutrino da 5 miliardi di anni

Simona Paiano e Renato Falomo, astronomi all’Inaf di Padova, autori assieme ad Aldo Treves e a Riccardo Scarpa della misura della distanza della sorgente del neutrino cosmico. Crediti: Inaf

Tutto parte da un bagliore blu nelle profondità dei ghiacci antartici. Un bagliore blu appena percettibile, registrato dai sensori dell’esperimento IceCube – un chilometro cubo di rivelatori, posti a una profondità fra i 1450 e i 2450 metri sotto la crosta del Polo Sud – alle 20:54:30 e 430 millisecondi tempo universale del 22 settembre 2017. A produrre quel bagliore, una cascata di particelle innescata dal passaggio di un muone prodotto a sua volta dall’arrivo di un neutrino. Un singolo neutrino ad altissima energia. Un evento “Ehe”, lo definiscono i fisici, dalle iniziali di extremely high energy. Intercettare un neutrino a energia così elevata non è cosa da tutti i giorni, anzi: è un evento talmente raro che ad alcuni di questi neutrini è stato addirittura assegnato un nome proprio – Bert, Ernie e Big Bird, come i personaggi dei Muppet. Ed è un evento di estremo interesse per gli astrofisici, perché si tratta di neutrini che provengono da lontano, da molto lontano: hanno origine al di fuori della nostra galassia. Neutrini cosmici. continua ...

Miliardi di panetti di burro nella Via Lattea

Rappresentazione della struttura di una molecola di “grasso” su un’immagine del centro galattico, dove questa sostanza è stata rilevata. Crediti: D. Young (2011), The Galactic Center. Flickr – Creative Commons

Stando a uno studio di una squadra di ricercatori australiano-turca, la nostra galassia sarebbe ricca di molecole simili ai grassi. Gli astronomi della University of New South Wales (Unsw) di Sydney, in Australia, e della Ege University, in Turchia, hanno fabbricato in laboratorio materiali con le stesse proprietà della polvere interstellare e hanno usato i risultati ottenuti per stimare la quantità di “grasso spaziale” che si trova nella Via Lattea. I risultati sono stati pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

M87: 6 miliardi di Soli nel suo cuore nero

Un’immagine di M87 ripresa nella luce visibile dal telescopio spaziale Hubble. Crediti: Hubble/NASA/ESA

Di nomi ne ha molti: NGC 4486, M87 o più semplicemente Virgo A. Ma questa galassia ellittica, a circa 50 milioni di anni luce da noi, in direzione della costellazione della Vergine, possiede qualcosa che la rende davvero speciale, ovvero il suo buco nero ospitato nelle sue regioni centrali. La sua massa è quasi inimmaginabile: gli scienziati la stimano in oltre sei miliardi di volte quella del nostro Sole. Un “mostro” cosmico che di certo non si nasconde, sparando quasi nella nostra direzione un potentissimo getto di materia a velocità prossime a quella della luce, fino a enormi distanze. Anche se in queste sere d’aprile M87 è piuttosto alta in cielo, verso sud, non è facile osservarla. Per poterla scorgere è necessario almeno un piccolo telescopio. continua ...