Tempeste solari: occhio a Mercurio

Sullo sfondo, il Sole e la sua corona ripresi dalla sonda STEREO-B della NASA. Nei due riquadri, la distribuzione del Sodio negli strati più esterni dell’atmosfera di Mercurio, osservata dal telescopio solare THEMIS situato alle isole Canarie, in due differenti situazioni: in alto a sinistra durante il passaggio di una perturbazione solare, in basso a destra durante un periodo quieto. Crediti: NASA/STEREO, Orsini et al.

Come nella mitologia greca Mercurio era il messaggero degli dei, così oggi il pianeta Mercurio può informarci su imminenti tempeste geomagnetiche provocate dall’arrivo nell’ambiente terrestre di bolle di plasma solare, le cosiddette Coronal Mass Ejection (Cme). Un lavoro appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature e guidato da Stefano Orsini, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Roma, presenta la prima prova osservativa della relazione diretta tra il transito di una Cme proveniente dal Sole e la dinamica dell’esosfera del pianeta Mercurio. Questo lavoro, a cui hanno partecipato anche altri ricercatori Inaf e dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), indica che l’andamento dell’emissione di sodio (Na) attorno a Mercurio, così come osservato dalla Terra, può essere un vero e proprio campanello d’allarme nell’ambito della meteorologia spaziale planetaria e può fornire utilissime indicazioni sulla propagazione delle perturbazioni solari ben prima del loro eventuale arrivo alla Terra. continua ...

Mercurio, stelle cadenti al mattino

In questa imagine i dati dallo strumento Mercury Atmosphere and Surface Composition Spectrometer, a bordo di Messenger, sono sovrapposti al mosaic prodotto dallo strumento Mercury Dual Imaging System. Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington

Per via della sua bassa attrazione gravitazionale, il pianeta Mercurio è sprovvisto di una vera e propria atmosfera come quella terrestre, ma è piuttosto circondato da nubi di particelle provenienti dalla superficie o portate dal vento solare. Anche se questa esosfera è estremamente rarefatta, le osservazioni della sonda Nasa Messenger ne hanno rivelato una certa dinamicità e complessità, dovuta anche a una pioggia di micro-meteoroidi, grani di polvere che vaporizzano sulla superficie del pianeta. continua ...