Ecco il getto sovraionizzato della Medusa

Immagine ai raggi X di Ic 443 con in evidenza il jet e la stella a neutroni

Lo studio dei resti di supernova, nubi formate dalle esplosioni di supernova, sono oggetti di grande interesse scientifico. Queste nebulose, infatti, non sono semplicemente il residuo di uno dei fenomeni più violenti che avvengono nell’universo – un’esplosione di supernova dal collasso di una stella massiva, ossia una core-collapse supernova, produce un’energia pari all’esplosione simultanea di 1033 bombe simili a quella che ha raso al suolo Hiroshima – ma sono anche caratterizzate da fenomeni di grande interesse: ad esempio, sono le principali responsabili per l’accelerazione dei raggi cosmici. E possono svelare dettagli importanti – ancora non completamente compresi – sulla stella progenitrice, sul meccanismo di collasso del nucleo delle stelle massicce e sull’esplosione di supernova. continua ...

Buchi neri pasteggiano nelle “galassie medusa”

La “galassia medusa” Jo204 osservata con lo strumento Muse del Very Large Telescope dell’Eso, in CIle. I lunghi “tentacoli” in basso a sinistra sono i filamenti di materia che fuoriesce dalla galassia. Crediti: Eso/Gasp collaboration

Hanno preso in esame 94 “galassie medusa”, ovvero galassie che – trainate dalla gravità verso il centro di grandi ammassi – si lasciano alle spalle lunghi tentacoli di gas ionizzato, assumendo così il tipico aspetto, appunto, d’una medusa. Fra queste hanno scelto le 7 dai tentacoli più lunghi: lunghi almeno quanto il diametro del disco stellare della galassia stessa. E le hanno osservate con lo spettrografo Muse, montato sul Very Large Telescope dell’Eso, lo European Southern Observatory, a Paranal, in Cile. Ebbene, è emerso che 6 su 7 ospitano nel loro cuore un cosiddetto Agn, un nucleo galattico attivo: un buco nero supermassiccio che riluce nutrendosi del gas circostante. continua ...