Pulsar vs. dark matter

Francesca Calore, ricercatrice al Laboratoire d’Annecy-le-Vieux de Physique Théorique del Cnrs francese

Nata a Torino 32 anni fa, amante delle passeggiate in montagna, mamma da quattro mesi del piccolo Dario, Francesca Calore, ricercatrice al Cnrs, francese, ha appena messo la firma su un articolo che conferma come il ”responsabile” dell’emissione gamma anomala dal cuore della Via Lattea non sia la materia oscura, come suggerito da alcune misure compiute negli ultimi anni, bensì una popolazione di stelle rotanti e pulsanti: appunto, le pulsar. continua ...

Danzando come se non ci fosse dark matter

Federico Lelli, 33 anni, coautore dell’articolo pubblicato su Science, è nato a Chiaravalle (Ancona) ed è oggi ricercatore postdoc all’Eso

Nella periferia di Centaurus A, una galassia a circa 13 milioni di anni luce da noi, si aggirano alcune galassie nane satelliti. Niente di strano, se non fosse che 14 (su 16 osservate) di queste galassie si aggirano in un modo che sta creando parecchi grattacapi ai cosmologi: osservazioni e simulazioni non vanno d’accordo. Peggio ancora: ciò che mostrano le osservazioni, illustra un articolo pubblicato oggi su Science, non è spiegabile dal modello cosmologico standard, quello basato sulla materia oscura fredda. continua ...

Galassie primordiali in un bagno di dark matter

Rappresentazione artistica di due galassie agli albori dell’universo. Crediti: Nrao/Aui/Nsf; D. Berry

Le potenti antenne di Alma, l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, si sono spinte fino agli albori dell’universo, quando le prime galassie erano in fase embrionale, scoprendo che alcune di esse si sono formate a “soli” 780 milioni di anni dal Big Bang. Questo suggerisce agli scienziati che gli elementi alla base della formazione galattica sono stati in grado di assemblarsi abbastanza rapidamente in galassie più grandi. E questo già durante l’epoca della reionizzazione, quando la maggior parte dello spazio intergalattico uscì dall’oscurità grazie alla formazione di stelle e galassie che, con la loro energia, ionizzarono l’idrogeno portando la luce nell’universo che conosciamo oggi. continua ...

Quando alla dark matter si ruppe la simmetria

Le formule che descrivono il nuovo modello, fotografate sulla lavagna dell’Istituto di fisica teorica dell’Università di Magonza. Crediti: Michael Baker, Jgu

Instabilità, transizione di fase e temporanea rottura della simmetria. Questi gli ingredienti di una nuova teoria, sviluppata alla Johannes Gutenberg University di Magonza, in Germania, per tentare di spiegare l’origine della materia oscura. Senza dover ricorrere alle fantomatiche Wimp, le inafferrabili weakly interacting massive particles alle quali laboratori sotterranei di mezzo mondo stanno dando la caccia ormai da decenni senza successo. A firmarla, sulle pagine di Physical Review Letters, i fisici Michael Baker e Joachim Kopp, secondo i quali il nuovo meccanismo da essi proposto potrebbe essere collegato anche all’apparente squilibrio tra la materia e l’antimateria nel cosmo. continua ...