Un battito d’ali, ed è subito tempesta magnetica

Rappresentazione artistica dell’interazione fra vento solare e magnetosfera. Crediti: Nasa

Meteo terrestre e meteo spaziale e si avvicinano sempre di più. Per lo meno nel tipo di strumenti teorici messi in campo per studiarli. E proprio dal più popolare fra i processi meteorologici – quello del celebre “effetto farfalla” di Edward Lorenz – prende le mosse uno studio, pubblicato sull’ultimo numero di Chaos, per mettere a punto un modello che aiuti a prevedere il comportamento delle tempeste geomagnetiche, “calcolando” la risposta a breve termine del campo magnetico terrestre alle raffiche del vento solare. continua ...

In arrivo la tempesta magnetica di Capodanno

Si prepara la tempesta magnetica di Capodanno. È infatti in arrivo uno sciame di particelle espulse dal Sole (vento solare), che potrebbe incontrare il campo magnetico terrestre il primo gennaio. Sarà una tempesta mite, ma spettacolare per le aurore polari che potrà produrre, mentre una luna piena lo stesso giorno immergerà i paesaggi artici in un bagliore argenteo.

L’Agenzia americana per l’atmosfera e degli oceani (Noaa) prevede una tempesta di classe G1, ossia nel livello più basso nella scala da uno a cinque che ne misura l’intensità, per il primo gennaio 2018. «Non sarà una tempesta eccezionale», ha spiegato Mauro Messerotti, docente di Meteorologia dello spazio all’Università di Trieste e ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), «perché il Sole si sta avvicinando al minimo del ciclo di 11 anni che caratterizza la sua attività». continua ...