In cerca di Tatooine con il machine learning

Rappresentazione artistica di un pianeta Tatooiniano. Crediti: T. Pyle / Nasa / Jpl-Caltech

Questi sono i droidi che state cercando. In particolar modo se siete alla ricerca di esopianeti che abbiano un’orbita stabile attorno a sistemi binari, questo infatti era il problema che si sono posti i due ricercatori Chris Lam e David Kipping nel loro studio pubblicato sul Journal Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Un po’ come il famoso pianeta natale di Luke Skywalker, Tatooine, che mostrava nei suoi sognanti tramonti ben due soli, i pianeti circumbinari sono quelli che orbitano attorno a due (o più) stelle. Un sistema complesso in cui è complicato riuscire a capire se possano ospitare la vita. Affinché questa si sviluppi infatti c’è bisogno di una certa costanza nelle condizioni ambientali, e i pianeti che orbitano attorno a due soli, chiamati appunto “Tatooiniani“, non sono propriamente il posto più adatto. Il balletto cosmico fra le due stelle può facilmente portare un pianeta a essere scalciato via verso lo spazio profondo, o peggio, a scontrarsi con una delle due stelle. continua ...

Con la “Z Machine” a un passo dal buco nero

Guillaume Loisel, primo autore dello studio pubblicato su Physical Review Letters, accanto alla ”Z machine” dei Sandia National Laboratories. Crediti: Randy Montoya

Ricreare in laboratorio veri e propri buchi neri è – almeno per ora – al di fuori della nostra portata, ma ai Sandia Labs di Albuquerque, New Mexico, ci son andati molto vicini: hanno riprodotto le condizioni fisiche presenti nei dischi di accrescimento che li circondano. Un’impresa complicata, che ha impegnato i ricercatori per oltre cinque anni, ma con un esito tutt’altro che scontato: i risultati dell’esperimento, pubblicati questo mese su Physical Review Letters, mettono in discussione alcune fra le teorie più condivise su ciò che avviene in questi dischi di materia. continua ...