Le stelle del Cigno sotto la lente di Chandra

Una immagine composita della regione Cygnus OB2.
Crediti: per le osservaioni in raggi X, Nasa/Cxc/Sao/J.Drake et al, per le osservazioni in banda ottica, Univ. of Hertfordshire/Int/Iphas, per l’infrarosso Nasa/Jpl-Caltech

Le associazioni stellari OB sono oggetti di grande interesse scientifico. Contengono infatti una ricca popolazione stellare giovane tra cui stelle di classe spettrale O e B, con una massa maggiore di 7 volte quella solare. Pur essendo rare se paragonate alle stelle di piccola massa, queste stelle sono estremamente importanti per la loro influenza sull’ambiente circostante, la nebulosa da cui si sono generate e le stelle di piccola massa vicine, nonchè per l’arricchimento chimico della Galassia. Ad esempio, la loro intensa emissione di raggi ultravioletti riscalda e modella la nebulosa da cui si sono formate, influenzando il processo di formazione stellare e probabilmente inducendo la produzione di nuove generazioni stellari, incidendo anche sul processo di formazione planetaria nelle stelle di piccola massa vicine. continua ...

Pesare le stelle con la lente di Einstein

Previsione del moto della stella Ross 322. La stella, nel riquadro blu, farà da lente gravitazionale per la stella di fondo al centro del cerchio verde il prossimo 8 agosto. Crediti: Jonas Klüter et al.

Pesare le stelle non è un compito facile: sono particolarmente restie a salire su una bilancia.  Soprattutto, è difficile misurare la loro massa quando non fanno parte di sistemi binari. Ma se si hanno a disposizione  sulla Terra telescopi in grado di vedere un essere umano sulla superficie della Luna, il compito diventa un po’ più facile. continua ...

La pulsar sotto la lente

Rappresentazione artistica della pulsar Psr B1957+20 (in secondo piano) avvolta nella nuvola di gas della nana bruna (in primo piano). Crediti: Mark A. Garlick; Dunlap Institute for Astronomy & Astrophysics, University of Toronto

Due regioni di spazio a 6500 anni luce dalla Terra, separate l’una dall’altra da appena 20 chilometri, sono state osservate da un gruppo di astronomi canadesi dell’università di Toronto e del Perimeter Institute con una risoluzione senza precedenti: per fare un paragone, è come essere stati in grado di distinguere con un telescopio qui sulla Terra una pulce sulla superficie di Plutone. Un’osservazione straordinaria, condotta sui dati raccolti con il radiotelescopio di Arecibo prima che venisse danneggiato dall’uragano Maria e resa possibile dalla rara configurazione geometrica, e dalle particolari caratteristiche, d’una coppia di stelle in orbita l’una attorno all’altra: una pulsar (una stella di neutroni in rapida rotazione su sé stessa) e una nana bruna (una stella fredda di piccola massa) con una scia di gas, un po’ come la coda d’una cometa. continua ...

È una lente gravitazionale! Parola di rete neurale

Crediti: Greg Stewart/SLAC National Accelerator Laboratory

Un’intelligenza artificiale che ci aiuti a comprendere l’universo? Sembra uno scenario da fantascienza, ma è oggi una realtà. Come viene illustrato in uno studio pubblicato su Nature, un team di ricercatori del Kavli Institute for Particle Astrophysics and Cosmology ha utilizzato delle reti neurali per l’analisi di immagini catturate grazie al lensing gravitazionale, riducendo drasticamente il tempo necessario per estrapolare e analizzare i dati presenti in queste immagini: da diverse settimane a pochi secondi. continua ...