Lampo gamma record: visto anche da Magic

Rappresentazione artistica di un Grb. Crediti: Nasa / Swift / Mary Pat Hrybyk-Keith e John Jones. Fonte: Wikimedia Commons

Ka-boooom! We got it”. Un tweet che non poteva passare inosservato, quello postato mercoledì scorso, 15 gennaio, sul canale Magic Telescopes. Cos’è mai rimasto impigliato, questa volta, nei due specchi Cherenkov da 17 metri di diametro ciascuno che formano il più grande telescopio per raggi gamma al mondo? Per scoprirlo basta andare sull’omonima pagina Facebook, dove un post delle 06:11 del 15 gennaio annuncia trionfante, con tanto di refuso e cuoricino:  “Hello! We dedected our first GRB!”. Refuso e cuoricino dettati da una comprensibile emozione: se davvero i telescopi Magic hanno visto un Grb – vale a dire, un lampo di raggio gamma – si tratta di una scoperta eccezionale. È da anni che gli astrofisici sperano di riuscirci, perché la tecnica impiegata dalla coppia Magic per rivelare i raggi gamma consente di arrivare a energie elevatissime, il cosiddetto “dominio del TeV”. Un territorio inesplorato, al quale nessuno degli attuali telescopi spaziali per raggi gamma ha accesso. continua ...

Lampo gamma, io t’incastrerò

Lorenzo Amati, principal investigator della missione Theseus

Le iniziali stanno “Transient High-Energy Sky and Early Universe Surveyor”, dunque un indagatore dei transienti – i fenomeni di breve durata – nel cielo ad alta energia e nell’universo primordiale. Ma la parola che formano, in quel gioco degli acronimi al quale nessun ricercatore intento a formulare una proposta sembra in grado di sottrarsi, è Theseus. E come l’eroe dell’antica Grecia anche Theseus ha una sfida davanti a sé, un dedalo insidioso dal quale – se vuole continuare a esistere – dovrà riemergere vincitore: la selezione per M5, la quinta missione di classe media dell’Agenzia spaziale europea (Esa). In palio un budget da 550 milioni di euro, tanto l’Esa è intenzionata a mettere sul piatto, ai quali andranno aggiunti i contributi dei singoli paesi europei per la realizzazione degli strumenti scientifici e del segmento di terra, contributi che nel caso di Theseus significano altri 115 milioni di euro. continua ...

Che curioso quel lampo così vicino

Immagine di Ngc 4993 (l’alone bianco sfocato) ottenuta in ”banda rossa” dalla Second Digitized Sky Survey. Crediti: Dss2

Nel caso si incroci un gruppo di persone che guardano tutte dalla stessa parte viene naturale chiedersi quale sia l’oggetto di tanto interesse. Magari varrebbe la pena di dare un’occhiata, giusto per essere sicuri di non perdersi niente di importante. Nella comunità astronomica sta succedendo qualcosa di molto simile.

A partire dal 18 agosto tutti i telescopi più potenti, a terra e in orbita, hanno osservato con spasmodico interesse Ngc 4993, una galassia ellittica a circa 130 milioni di anni luce da noi nella costellazione dell’Idra. Si tratta di una galassia senz’altro vicina ma priva di particolarità. Perché mai tutta questa improvvisa attenzione? I detective astronomici non devono fare troppo fatica: basta consultare le liste pubblicamente disponibile delle osservazioni fatte da buona parte dei telescopi in attività dove, oltre alle coordinate dell’oggetto puntato, viene riportato il titolo del programma eseguito. continua ...