A Senigallia, un laboratorio a cielo aperto

Dal 10.05.2018 al 13.05.2018

Lo spettacolo di Adrian Fartade (immagine di repertorio dall’edizione 2017 di Fosforo)

È tutto pronto per il via all’ottava edizione di Fosforo, la festa della scienza. Questo weekend il centro storico di Senigallia si animerà con oltre 60 eventi e attività ludico-scientifiche per grandi e piccoli. Laboratori, mostre interattive, giochi, incontri con animatori, divulgatori e ricercatori saranno occasione per migliaia di studenti, e non solo, di incontrarsi per parlare di scienza e tecnologia attraverso un linguaggio moderno e informale. Tra gli ospiti vi saranno Adrian Fartade, mattatore di Youtube con i suoi video scientifici, il quale ci parlerà dei viaggi su Marte e il naturalista Alfonso Lucifredi che ci porterà in giro per il globo terrestre per conoscere gli ambienti più impensabili dove si sviluppa la vita. continua ...

Asteroidi pieni d’acqua in laboratorio

Il mistero di come sia arrivata l‘acqua sulla Terra non è stato ancora risolto, ma probabilmente il merito va agli asteroidi che, nel corso della lunga storia del nostro pianeta, hanno bombardato la superficie rilasciando la preziosa molecola H₂O. Gli studi in questo campo sono molti e gli scienziati cercano ancora di comprendere la dinamica esatta degli impatti che si sono verificati e si verificano ancora sui corpi planetari e di altro genere. I risultati degli esperimenti in laboratorio realizzati da un gruppo di ricercatori della Brown University con un cannone a proiettili sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances. continua ...

Lab Boat, un laboratorio in barca

21.04.2018

Cosa c’è di più divertente che navigare in barca a vela? Se lo chiedete ad uno scienziato forse vi risponderà un bell’esperimento. E se si unissero le due cose? Viene fuori un’avventura scientifica “galleggiante” chiamata Lab Boat-navigare con la scienza, un progetto promosso dal centro di ricerca sardo CRS4 e finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna che ha proprio come punto di partenza l’amore per il mare e per la scienza.

«Lab Boat  – dice Andrea Mameli, uno dei ricercatori promotori del progetto – nasce dall’impegno del Crs4 nel ricercare modi alternativi e coinvolgenti per comunicare la Scienza. Si tratta di un vero e proprio laboratorio itinerante di sperimentazione scientifica, ospitato a bordo della barca a vela Adriatica, la barca protagonista della famosa trasmissione Velisti per caso». continua ...

Prevenire l’Armageddon in laboratorio

Questo grafico mostra le orbite di tutti gli asteroidi potenzialmente pericolosi (conosciuti Pha): 1885 oggetti rilevati a gennaio 2018. Qui è mostrato un primo piano delle loro orbite, sovrapposte alle orbite della Terra e di altri pianeti interni. Crediti: Nasa

Gli asteroidi sono corpi celesti costituiti da carbonio, silicio, metallo e talvolta ghiaccio. Gli scienziati di solito classificano come asteroidi gli oggetti più grandi di un metro, sebbene qualcuno non sia completamente d’accordo, ritenendo che dovrebbero essere più grandi per essere considerati tali. Per quanto riguarda il limite superiore, in genere hanno un diametro inferiore al chilometro, anche se non mancano corpi di dimensioni più grandi: ci sono asteroidi che arrivano fino a 900 chilometri di diametro. Viaggiando a 20 chilometri al secondo, gli asteroidi più grandi potrebbero rappresentare una minaccia per la vita sulla Terra. Per proteggere il nostro pianeta da una collisione con questi oggetti abbiamo due possibilità: riuscire a deviarli oppure frantumarli in pezzi più piccoli, la maggior parte dei quali non colpirà la Terra o, nel caso in cui entrino in atmosfera, bruceranno nei nostri cieli come meteore. Gli autori di una ricerca pubblicata recentemente su Journal of Experimental and Theoretical Physics hanno esplorato la seconda opzione, modellando gli effetti di una potente onda d’urto rilasciata da un’esplosione nucleare sulla superficie dell’asteroide. Il team di ricerca ha dimostrato che un breve impulso laser, puntato su una riproduzione in miniatura di un asteroide, produce effetti distruttivi simili a quelli di un’esplosione nucleare su una vera roccia spaziale. In generale, le distribuzioni di calore e pressione previste per l’evento reale corrispondono a quelle misurate nell’esperimento in scala ridotta. continua ...

Quando le stelle crescono in laboratorio

Un fotogramma del filmato realizzato dai ricercatori di Palermo che mostra l’evoluzione di densità e temperatura di una delle simulazioni usate per il confronto con l’esperimento di laboratorio

Un team internazionale guidato da ricercatori del Luli (Laboratoire pour l’Utilisation des Lasers Intenses, Ecole Polytechnique Upmc/Cnrs, Francia), e di cui fanno parte astrofisici dell’Istituto nazionale di astrofisica e dell’Università di Palermo, è riuscito a riprodurre per la prima volta in laboratorio il processo di accrescimento di massa in stelle giovani: un processo mediante il quale le stelle appena nate continuano a catturare enormi quantità di materiale dalla nube che le ha generate. Nel caso delle stelle, questo materiale viene accelerato fino a velocità di quasi due milioni di chilometri all’ora, impattando violentemente sulla loro superficie. L’esperimento in laboratorio ha riprodotto la regione di impatto sulla stella, permettendo di osservarla per la prima volta con risoluzioni spaziale e temporale inaccessibili nelle osservazioni astronomiche. continua ...