Cala il sipario sulla kilonova

Immagine presa nei raggi X dal telescopio spaziale Xmm-Newton dell’Esa che mostra l’emissione associata alla sorgente di onde gravitazionali Gw170817 e quella associata al nucleo della galassia ospite, NGC 4993 . Crediti: Esa/Xmm-Newton, P. D’Avanzo (Inaf)

È stato un lento ma costante crescendo durato oltre cento giorni, poi alla fine anche il flusso di raggi X associato al primo evento di fusione di due stelle di neutroni, rivelato contemporaneamente grazie all’emissione di onde gravitazionali ed elettromagnetiche, è iniziato a diminuire. A osservare questa inversione di tendenza è stato un gruppo di ricercatori guidato da Paolo D’Avanzo, dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), utilizzando i dati raccolti dal satellite dell’Esa Xmm-Newton. Le future misurazioni del flusso di raggi X associato alla sorgente nota con la sigla Gw 170817, la cui scoperta di fatto ha segnato la nascita della “astronomia multimessaggero”, permetteranno agli scienziati di capire meglio il processo di fusione dei due corpi celesti e il modo con cui è stata rilasciata l’immane quantità di energia associata all’evento. continua ...

Kilonova, là dove i neutroni diventano oro

Elena Pian, dirigente di ricerca all’Inaf di Bologna

Un po’ come quando avviene un omicidio, anche in astrofisica c’è chi si occupa di scattare le prime foto e chi, invece, ha il compito di scoprire nel più breve tempo possibile l’identità del cadavere. Nella maggior parte dei casi basta guardare nelle tasche, ma a volte le cose sono più complicate. È il caso dell’evento annunciato oggi nel corso di più conferenze stampa tenutesi in simultanea nel mondo: la rivelazione della prima onda gravitazionale della quale sia stato possibile registrare la controparte elettromagnetica. continua ...