Pianeti intrappolati nella rete neurale di Google

Rappresentazione artistica degli otto pianeti del sistema della stella (si intravede a sinistra) Kepler-90. L’ultimo scoperto, Kepler-90i, è il terzo più vicino alla stella. Crediti: Nasa/Wendy Stenzel

Alle 19, puntuale come sempre, l’ormai abituale annuncio della Nasa è arrivato come promesso. Ci sono notizie buone e notizie forse meno buone – per queste ultime, dipende dai punti di vista. Partiamo dunque da quelle buone. Grazie all’instancabile telescopio spaziale Kepler sono stati scoperti due nuovi pianeti extrasolari. Pianeti piccoli, dunque quanto a dimensioni simili alla Terra, e probabilmente rocciosi. Ma sono le notizie “cattive” quelle più gustose. La prima è che uno dei nuovi pianeti porta il totale di quelli attorno alla stella che lo ospita a quota otto. Otto come quelli attorno al Sole. In altre parole, da oggi sappiamo con certezza – il sospetto già c’era… – che il nostro Sistema solare non detiene più da solo il record del numero di mondi. È un primato che ci tocca condividere con Kepler-90, questo il nome del “sole” attorno al quale è stato visto orbitare il nuovo arrivato, Kepler-90i, insieme ai sette pianeti di cui già si conosceva l’esistenza. C’è però di peggio: oltre al primato, rischiamo pure di perdere il lavoro. O meglio, questo è il rischio che corrono gli astronomi. Già, perché a distillare i due nuovi arrivati dall’immenso archivio di Kepler non è stato un tenace e cocciuto postdoc: è stata una rete neurale artificiale. Un algoritmo di machine learning. continua ...