CubeSats come stelle guida artificiali

Nei prossimi decenni, potranno essere lanciati enormi telescopi spaziali segmentati per scrutare ancora più da vicino i pianeti extrasolari e le loro atmosfere. Per mantenere stabili questi mega-scopi, i ricercatori del MIT affermano che piccoli satelliti possono seguire e agire come “stelle guida”, puntando il laser su un telescopio per calibrare il sistema, per produrre immagini migliori e più accurate di mondi lontani. Crediti: Christine Daniloff, MIT.

Immaginate di dover mandare nello spazio un enorme telescopio capace di osservare lontano, al di là del Sistema solare, alla ricerca di esopianeti. Adesso, considerate il fatto che l’unico modo che avete per beccarne uno è quello di osservare una riduzione della luminosità della luce della sua stella quando il pianeta transita davanti a essa, il metodo dei transiti – così si chiama. Misurate dunque differenze di intensità di luce. Fin qui niente di complicato. Ma come fate a dire che quella differenza di intensità luminosa che osservate è reale e non è invece frutto di un movimento del telescopio nello spazio? continua ...

Stefania Soldini alla guida di Hayabusa2

Stefania Soldini, ricercatrice italiana che lavora per Jaxa alla missione Hayabusa2

La sonda “falco pellegrino”, meglio conosciuta con il nome giapponese Hayabusa2, gode di ottima salute e l’approdo sull’asteroide 162173 Ryugu (oggetto della fascia principale di tipo C, di forma quasi sferica e dimensioni di circa 900 metri) si fa sempre più vicino. L’obiettivo, tra i tanti, è quello di prelevare dei campioni della superficie da trasportare sulla Terra. A cavallo di Capodanno, la seconda versione della missione giapponese Jaxa (nel 2005 la sonda Hayabusa arrivò sull’asteroide 25143 Itokawa) ha superato con successo una delicata fase della missione: quella della congiunzione solare, cioè il passaggio dietro al Sole, che per diversi giorni non ha permesso di comunicare con la sonda. continua ...

Elisa Nichelli ci guida là dove il tempo finisce

Elisa Nichelli, “Buchi neri. Viaggio dove il tempo finisce”, 2018, Edizioni Cento Autori, 189 pagine

Elisa Nichelli è una fisica, astronoma, giornalista (fino al 2017 era nella redazione di Media Inaf) e divulgatrice scientifica. Emana, insomma, la stessa energia emessa da una stella compagna di un buco nero supermassiccio. Ma cos’è un “buco nero supermassiccio”? E cosa vuol dire “stella compagna di un buco nero”? – vi starete chiedendo… Lei è la persona giusta per spiegarvelo. Come? Con il suo libro Buchi neri – viaggio dove il tempo finisce.  Davvero ben fatto. continua ...