Quando la coppia sprizza raggi gamma

Rappresentazione artistica di un sistema binario formato da una pulsar e una compagna gigante. Crediti: Nasa/Goddard Space Flight Center

Ci sono voluti tredici anni per capire che tipo di sorgente fosse, e altri due perché si accendesse come un albero di Natale nei raggi gamma, ma oggi abbiamo la conferma: il sistema indicato con la sigla Psr J2032+412 è composto da una stella di neutroni altamente magnetizzata e da una compagna massiccia. Il risultato è stato ottenuto grazie a una campagna di osservazioni congiunte che ha visto impegnati i telescopi Magic a La Palma e Veritas in Arizona, ed è stato appena pubblicato su Astrophysical Journal Letters. continua ...

Lampo gamma, io t’incastrerò

Lorenzo Amati, principal investigator della missione Theseus

Le iniziali stanno “Transient High-Energy Sky and Early Universe Surveyor”, dunque un indagatore dei transienti – i fenomeni di breve durata – nel cielo ad alta energia e nell’universo primordiale. Ma la parola che formano, in quel gioco degli acronimi al quale nessun ricercatore intento a formulare una proposta sembra in grado di sottrarsi, è Theseus. E come l’eroe dell’antica Grecia anche Theseus ha una sfida davanti a sé, un dedalo insidioso dal quale – se vuole continuare a esistere – dovrà riemergere vincitore: la selezione per M5, la quinta missione di classe media dell’Agenzia spaziale europea (Esa). In palio un budget da 550 milioni di euro, tanto l’Esa è intenzionata a mettere sul piatto, ai quali andranno aggiunti i contributi dei singoli paesi europei per la realizzazione degli strumenti scientifici e del segmento di terra, contributi che nel caso di Theseus significano altri 115 milioni di euro. continua ...

Lampi gamma terrestri: Asim pronto al lancio

Asim (Atmosphere-Space Interactions Monitor) dell’ESA è la scatola in basso al centro in questa immagine, installata nel Dragon di SpaceX, in vista del lancio della prossima settimana. Il 2 aprile 2018, il Falcon 9 porterà questo strumento sulla Stazione Spaziale Internazionale per iniziare la sua missione di rilevamento dei Tgf nell’atmosfera. Copyright © 2018 Space Exploration Technologies Corp.

Il 2 aprile partirà dal Kennedy Space Center, a bordo della SpaceX Crs-14 (spacecraft Dragon Crs), il payload Asim (Atmospher Space Interaction Monitor) destinato ad essere installato sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Asim è un progetto internazionale finanziato da Esa, in stretta collaborazione con la Nasa, sviluppato da un consorzio formato da Terma A/S, Technical University of Denmark, University of Bergen, University of Valencia, Polish Academy of Science Space Research Center, and OHB Italia. Il principale obiettivo scientifico della missione Asim è studiare i lampi gamma terrestri (Terrestrial Gamma-ray Flash, Tgf) e gli eventi luminosi transitori (Transient Luminous Events, Tle) che si verificano nella parte superiore dell’atmosfera, sopra i temporali, e la loro possibile correlazione. Per raggiungere tale obiettivo si servirà di due strumenti: uno strumento ottico per osservare i Tle e uno strumento X e Gamma per osservare i Tgf. I due strumenti implementano algoritmi avanzati per l’identificazione di questi eventi e saranno in grado di acquisire sia dati ottici che dati gamma per tutti gli eventi che sono potenziali candidati di Tle/Tgf. continua ...

Fotoni gamma top con le trappole anomale

Quando la luce laser è sufficientemente intensa e tutti i parametri sono corretti, le particelle intrappolate (verde) potrebbero convertire in modo efficiente l’energia laser (superfici rosse, arancioni e gialle) in una cascata di fotoni a energia ultra-elevata (in rosa). Crediti: Arkady Gonoskov

Per ora è solo sulla carta, ma promette di produrre a comando raggi gamma ad altissima energia: non soltanto più alta di quella mai raggiunta fino a oggi, ma anche di quella ritenuta possibile con le tecnologie attuali. Parliamo di fotoni un miliardo di volte più energetici di quelli della luce visibile. A generarli, se la teoria verrà confermata, sarà il nuovo processo sull’ultimo numero di Physical Review X e messo a punto con modelli numerici e simulazioni al computer dai ricercatori della Chalmers University of Technology svedese, della Lobachevsky University russa e dell’Università di Plymouth nel Regno Unito. continua ...

Così ti scelgo i migliori lampi gamma

Maria Giovanna Dainotti (Inaf Iasf Bologna e Stanford University) e, sulla lavagna, la formula della luminosità di picco dei Grb. Crediti: Media Inaf

Sfruttare i lampi di raggi gamma (gamma ray bursts, Grb) per ricostruire la storia dell’espansione dell’universo. È questo l’obiettivo di un gruppo internazionale di ricercatori guidati da Maria Giovanna Dainotti, ricercatrice dell’Istituto nazionale di astrofisica con borsa Marie Curie presso la Stanford University negli Stati Uniti. Il team presenta in un articolo scientifico in uscita sulla rivista The Astrophysical Journal i risultati di una indagine statistica volta a individuare e selezionare per questo scopo un particolare sottogruppo di Grb. continua ...

Dal radio al gamma, la Crab senza più segreti

Questa immagine composta della Nebulosa del Granchio è stata assemblata con una scala di colori arbitraria combinando i dati di cinque telescopi che ricoprono quasi l’intero spettro elettromagnetico: l’emissione radio che rappresenta il vento di particelle cariche dalla stella di neutroni centrale in rosso (dal Karl G. Jansky Very Large Array), l’infrarosso che include il bagliore della polvere che assorbe ultravioletto e luce visibile in giallo (dallo Spitzer Space Telescope), la luce visibile con la struttura filamentare in verde (da Hubble Space Telescope), l’immagine ultravioletta in blu e l’immagine a raggi X in viola mostrano l’effetto degli elettroni accelerati (da Xmm-Newton Observatory e Chandra X-ray Observatory). Crediti: Nasa, Esa, Nrao/Aui/Nsf e G. Dubner (University of Buenos Aires) continua ...