A Napoli una serata dedicata a Galileo

15.02.2019, ore 20:30

Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che ‘l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna”. È la laconica nota di Galileo Galilei a una sottolineatura di Tommaso Campanella sugli interessi scientifici dello scienziato pisano. Inoltre questa affermazione esprime plasticamente l’approccio all’indagine speculativa di Galileo. È la sequenza di fatti, di esperienze, di “occhi nella fronte e nel cervello” e  di dimostrazioni che trasformano le cose in nomi. continua ...

La lettera ritrovata di Galileo Galilei

La lettera originale in cui Galileo argomentava contro la dottrina della Chiesa cattolica romana è stata trovata a Londra. Credito: The Royal Society.

Immaginatevi seduti in una biblioteca inglese, immersi nel profumo del legno e dei libri, al termine di una calda giornata estiva trascorsa a scartabellare scritti del Seicento. Siete quasi pronti per uscire quando, sfogliando pigramente il catalogo online della biblioteca, vi imbattete in una voce che vi balza all’occhio: una lettera che Galileo Galilei scrisse a Benedetto Castelli. Secondo il catalogo, la lettera è datata 21 ottobre 1613. Ma quando la esaminate vedete che in calce, oltre alla firma di Galileo, è riportata una data diversa: 21 dicembre 1613. Un campanello di allarme inizia a suonare nella vostra mente: è la stessa data della famosa lettera che Galileo scrisse all’amico Castelli, quella considerata uno dei primi manifesti sulla libertà della scienza. continua ...