Galassia per caso

Infografica sugli oggetti presenti nel catalogo della seconda release di Gaia. Crediti: Copyright: Esa

La scorsa settimana abbiamo dato notizia, su Media Inaf, di un interessante risultato ottenuto grazie alla seconda release dei dati di Gaia: la scoperta di Antlia 2, una “galassia fantasma” – così l’hanno definita i ricercatori nella press release dell’università di Cambridge – nana ma enorme, di dimensioni pari a quelle della Grande Nube di Magellano, in orbita attorno alla Via Lattea. Lo studio che illustra la scoperta, guidata da Gabriel Torrealba e Vasily Belokurov, ancora deve essere accettato (è stato sottoposto per la pubblicazione a Monthly Notices of the Royal Astronomical Society), ma nel frattempo, come spesso avviene in questi casi, è stato reso disponibile in rete il cosiddetto preprint: una copia liberamente accessibile destinata alla consultazione da parte della comunità scientifica, che può così commentare, offrire suggerimenti e segnalare eventuali errori. continua ...

Scovata un’enorme galassia fantasma

Nonostante la massa ridotta, Ant 2 ha all’incirca le stesse dimensioni della Grande Nube di Magellano (Lmc). Crediti: V. Belokurov e A. Smith (Cambridge, Regno Unito e Cca, New York, Stati Uniti)

Grazie ai dati raccolti dal satellite Gaia dell’Agenzia spaziale europea, un team internazionale di ricercatori è riuscito a scovare una enorme galassia nana – enorme per essere una nana – mai rilevata prima d’ora. L’oggetto, infatti, benché molto grande, è occultato dal disco della Via Lattea e, grazie alla sua bassa densità, era riuscito finora a nascondersi alle osservazioni. Lo studio è stato accettato per la pubblicazione dalla rivista Montly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

La lenta agonia d’una galassia nana

Un’immagine radio dell’idrogeno gassoso nella Piccola Nube di Magellano osservata dal telescopio Askap del Csiro. Crediti: Naomi McClure-Griffiths et al, Askap

Un gruppo di ricercatori appartenenti a Csiro – Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation – e all’Australian National University ha realizzato un nuovo studio che sfrutta tutta la potenza del radiotelescopio precursore Askap. Pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, lo studio ha interessato la galassia nana nota come Piccola Nube di Magellano, situata ad una distanza da noi di circa 200mila anni luce, una delle compagne della Via Lattea più vicine. continua ...

L’effervescente galassia dello Scultore

Il Vst (Vlt Survey Telescope) ha catturato in dettaglio la bellezza della vicina spirale Ngc 253. Le regioni luminose di formazione stellare ancora in atto sono distribuite in tutta Ngc 253, che sta producendo furiosamente nuove stelle. Crediti: Eso/Inaf-Vst
Acknowledgement: A. Grado/L. Limatola/Inaf-Osservatorio astronomico di Capodimonte

Ngc 253, meglio nota come Galassia dello Scultore, si trova in direzione dell’omonima costellazione che si affaccia sopra l’orizzonte meridionale, nelle prime ore di buio in questo mese di novembre. Ngc 253  è una delle galassie più brillanti nel cielo e può essere osservata già con un buon binocolo. Strumenti più potenti ci mostrano la sua disposizione, quasi completamente di taglio rispetto a noi, e la struttura con i bracci a spirale ben definiti e il suo nucleo centrale luminoso. Scoperta in Inghilterra da Caroline Herschel  nel 1783, Ngc 253 è una galassia a spirale che si trova a circa 13 milioni di anni luce da noi ed è la più brillante di un piccolo insieme di galassie chiamato Gruppo dello Scultore, tra i più vicini al nostro gruppo locale di galassie. Ngc 253 è una galassia di tipo starburst, dove cioè è stata osservata una intensa attività di formazione stellare. continua ...

Galassia sterile, è colpa del vento molecolare

Composizione artistica del Gran Telescopio Milimétrico Alfonso Serrano (Gtm) che osserva Iras17020+4544. Sulla sinistra una vista notturna del Gtm. Sul fondo il campo della galassia Iras17020+4544 osservato dalla Sloan Digital Sky Survey. Il punto bianco brillante al centro della galassia è il nucleo attivo, mentre quello arancione è una stella del campo. Sulla destra: spettro del Gtm ottenuto dallo spettrografo Rrs. La riga intensa viene emessa da molecole di monossido di carbonio contenute nel gas della galassia. L’ala larga della riga disegnata in blu traccia il vento molecolare che si sta muovendo a una velocità di circa 700 km/s. Crediti: Departamento de Imagen y Diseño, Inaoe/A. Gómez-Ruiz/Sdss/Longinotti et al. 2018 continua ...

Galassia nana scoperta da un astrofilo

Immagine della galassia nana Donatiello I ottenuta con lo strumento Dolores al Tng. Crediti: W. Boschin/Tng, G. Donatiello.

Si chiama Donatiello I ed è l’ultima galassia nana localizzata all’interno del cosiddetto Gruppo Locale di galassie, di cui fa parte la Via Lattea e che comprende più di 70 galassie, per la maggior parte di piccole dimensioni. Viene descritta da un team internazionale guidato da David Martinez-Delgado dell’Università di Heidelberg in un articolo in via di pubblicazione su Astronomy & Astrophysics. continua ...

Tredici stelle in arrivo da un’altra galassia

Tommaso Marchetti, primo autore dello studio in uscita su Mnras

Voleva trovare le stelle più veloci della galassia. E c’è riuscito. Chissà che penserà, quel docente di fisica che al terz’anno di liceo lo aveva rimandato, a vedere oggi il suo nome in cima alla lista degli autori dell’articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society… Lui è Tommaso Marchetti, ricercatore romano di 27 anni, e certo non si può dire che l’essersi dovuto portare una materia a settembre l’abbia scoraggiato: finito il liceo, si è iscritto proprio a fisica all’università La Sapienza di Roma, dove si è poi laureato lavorando nel gruppo di Paolo De Bernardis, nel campo della cosmologia sperimentale. Poi la decisione di andare all’estero – all’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, dove rimarrà fino a settembre del prossimo anno – per un dottorato sotto la supervisione di Elena Maria Rossi, coautrice dello studio. Scopo della sua ricerca, appunto, è trovare le stelle più veloci che viaggiano nella Via Lattea, usando i dati del satellite dell’Agenzia spaziale europea Gaia. «Un particolare tipo di stelle a cui sono interessato», dice a Media Inaf, «sono le stelle iperveloci: stelle che vengono eiettate dal centro della nostra galassia a causa dell’interazione con il buco nero supermassivo». E come dicevamo, c’è riuscito, a trovarle. Quello che però non si poteva immaginare era la loro traiettoria: di solito stelle del genere le vedi che si allontanano dalla Via Lattea. Queste, invece, sono in avvicinamento. continua ...

Alla ricerca della galassia di Barnard

Se volete provare a individuare la galassia irregolare barrata Ngc6822, anche nota come Galassia di Barnard dal nome dell’astronomo che per primo la identificò, avrete bisogno di un buon telescopio. Ngc 6822, che in queste sere di settembre transita proprio verso sud nei nostri cieli attorno alle 22, in direzione della costellazione del Sagittario, è stata studiata all’inizio del XX secolo in modo sistematico da Edwin Hubble, che scoprì al suo interno 11 stelle variabili di tipo Cefeide. Fu grazie a quelle che Hubble riuscì a derivare a oltre 700 mila anni luce la distanza di quell’oggetto celeste, superando enormemente quello che, ad inizio degli anni ’20 del secolo scorso, era considerato il limite delle dimensioni dell’universo proposte da Harlow Shapley. Questa misura confermò anche l’idea che gli oggetti chiamati all’epoca “nebulose a spirale” altro non erano se non vere e proprie galassie a spirale situate al di fuori della Via Lattea. continua ...

Stelle al ritmo forsennato della “galassia mostro”

Raffigurazione artistica della galassia Cosmos-Aztec-1. Questa galassia si trova a 12.4 miliardi di anni luce di distanza e sta formando stelle mille volte più velocemente della Via Lattea. Le osservazioni di Alma hanno rivelato concentrazioni di gas denso nel disco e una intensa formazione stellare al loro interno. Crediti: Naoj

Utilizzando l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma), un gruppo di ricercatori guidato da Ken-ichi Tadaki, ricercatore postdoc presso la Società giapponese per la promozione della scienza e l’Osservatorio astronomico nazionale del Giappone (Naoj), ha ottenuto la più dettagliata mappa di una strana galassia, nota come Cosmos-Aztec-1. I risultati sono appena stati pubblicati su Nature. continua ...

Elegante e vorace: storia di una galassia ellittica

Immagine a colori del gruppo NGC 5018 ottenuta combinando esposizioni in diverse bande acquisite al telescopio VST. In questa immagine sono chiaramente visibili le tante peculiarità delle galassie del gruppo, come la coda mareale a nord di NGC 5018, il ponte di gas che la collega alla galassia a spirale vicina, le shell e la struttura ad anello intorno alla spirale. Crediti: M. Spavone, INAF di Napoli

Grazie alle riprese del Vlt Survey Telescope (Vst) dell’Eso in Cile con il rivelatore OmegaCam, che si trova nel cuore del telescopio, un team internazionale di astronomi guidato da Marilena Spavone, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Napoli, ha ottenuto immagini molto dettagliate di un numeroso gruppo di galassie ellittiche. Una di queste è Ngc 5018, che si trova nella costellazione della Vergine: a prima vista potrebbe sembrare solo una macchia indistinta, ma esaminandola con più attenzione mostra una tenue striscia di stelle e gas – quella che viene definita una ‘coda mareale’ – che fuoriesce dalla galassia. Queste deboli strutture galattiche, come code mareali e filamenti di stelle, sono segni caratteristici delle interazioni tra le galassie, e forniscono indizi essenziali sulla struttura e sulla dinamica delle galassie primordiali. continua ...

Metti alla prova le stelle della galassia nana

Questa immagine mostra la distribuzione della materia oscura (sopra) e delle stelle (sotto) ottenuta nelle simulazioni delle galassie nane. Crediti: E. Garaldi, C. Porciani, E. Romano-Díaz/University of Bonn for the ZOMG Kollaboration

Di nuovo tornano alla ribalta, dopo questo recente articolo, le galassie nane come chiave d’accesso alla scottante questione che toglie il sonno agli astronomi: esiste veramente la materia oscura? Un gruppo di ricercatori principalmente dell’Università di Bonn in Germania, utilizzando sofisticate simulazioni al computer ha mostrato, in un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters, che la risposta è celata nel moto delle stelle che popolano le galassie satellite della Via Lattea. Galassie piccole, appunto, ma che secondo le osservazioni dovrebbero contenere una percentuale altissima di materia oscura. continua ...

C’era una volta… una galassia

Dal 19.05.2018 al 20.05.2018 – Dal 26.05.2018 al 27.05.2018

Anche Pinocchio e Cenerentola andranno, con Alice, nel Paese delle meraviglie. Sì perché la meraviglia non nasce solo dai fantastici mondi delle fiabe ma anche dall’incanto del cielo e dai numerosissimi oggetti che oggi si scoprono con telescopi da terra e dallo spazio. Per questo l’Osservatorio astronomico dell’Altopiano parteciperà alla manifestazione “Asiago da fiaba”, proponendo giochi classici rivisitati in chiave astronomica appunto. continua ...

Sigaro? No, galassia in piena produzione stellare

La spettacolare galassia M82, anche nota come Galassia Sigaro. L’immagine è stata realizzata dal telescopio spaziale Hubble. Crediti: NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA), J. Gallagher (University of Wisconsin), M. Mountain (STScI) e P. Puxley (NSF)

I suoi nomi ufficiali sono M82 o Ngc 3034, ma è più nota come Galassia Sigaro, ed è uno dei più caratteristici oggetti celesti che costellano i cieli serali delle nostre latitudini. A guardarla nella splendida immagine qui a fianco, realizzata dal telescopio spaziale Hubble, è facile capire perché. M82 è una galassia a spirale barrata che si trova a circa 12 milioni di anni luce da noi, in direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore. Difficile da osservare con un binocolo, può essere individuata già con un piccolo telescopio. M82 deve la peculiare forma affusolata della sua struttura più brillante, che appunto richiama la forma di un sigaro, al fatto di essere disposta quasi esattamente di taglio rispetto a noi. L’interazione gravitazionale con altre galassie vicine, in particolare M81, con la quale ha avuto un “incontro ravvicinato” qualche centinaio di milioni di anni fa, ha accelerato drasticamente il suo tasso di formazione stellare che è almeno dieci volte maggiore quello della nostra Via Lattea. continua ...

Gas in fuga, la galassia si spegne

– Ripresa di Alma nella banda di 1.3 mm della galassia attiva XID2028 dove sono evidenziati una protuberanza (NE Plume), la regione centrale (nucleus) e, nell’ellisse arancione, la zona dove in un precedente studio era stato individuato un flusso di gas ionizzato in allontanamento dalla galassia stessa. Crediti: Brusa et al., A&A

Un potentissimo “vento”, fatto di gas ionizzato ma anche composto da molecole come il monossido di carbonio, fuoriesce impetuoso dalla lontana galassia Xid2028, distante 9,6 miliardi di anni luce da noi e nel cui cuore alberga un buco nero supemassiccio tutt’altro che tranquillo. Un flusso notevole di materia si disperde nello spazio e impoverisce le riserve di gas nella galassia stessa, che nell’arco di dieci milioni di anni potrebbe non avere più la materia prima per forgiare nuove stelle. La scoperta è stata ottenuta da un team internazionale di astronomi, guidati da Marcella Brusa, ricercatrice all’università di Bologna e associata Inaf, e del quale fanno parte colleghi dell’Inaf e ricercatori delle università di Firenze e Roma Tre, grazie alle osservazioni condotte con il Telescopio Alma dell’Eso in Cile e al telescopio binoculare Lbt in Arizona (Usa). continua ...

Lo strano caso della galassia trasparente

Nello scenario della formazione ed evoluzione del nostro universo delineato dal paradigma della materia oscura fredda (noto come modello Lambda-Cdm, ossia Cold Dark Matter), diversi studi basati su survey di galassie hanno dimostrato che la massa dell’alone di materia oscura che le circonda e la massa del contenuto stellare sono legate da una funzione che varia in modo regolare (smoothly) con la massa. Per galassie con masse stellari simili a quella della Via Lattea (circa 50 miliardi di masse solari) la massa dell’alone è mediamente 30 volte superiore alla massa del contenuto stellare. Tale valore aumenta sia per galassie di massa inferiore che per galassie di massa più elevata. In questa relazione, la dispersione attorno al valore previsto non è ben nota; generalmente si pensa che sia inferiore a un fattore due per le galassie massicce ma molto più grande per le galassie nane. continua ...