A caccia dell’attimo fuggente con Soxs

L’immagine mostra un disegno tecnico del futuro strumento Soxs. Crediti: Eso

Lo European Southern Observatory (Eso) ha firmato un accordo con un consorzio internazionale guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), per costruire e gestire lo spettrografo Son Of X-Shooter (Soxs). Attualmente Soxs sta ultimando la fase di progettazione e sta per entrare nella fase di costruzione vera e propria. Lo strumento verrà poi installato sul New Technology Telescope (Ntt) da 3,58 metri all’Osservatorio La Silla in Cile. Soxs è l’evoluzione dello spettrografo X-Shooter installato, invece, sul Very Large Telescope (Vlt), sempre dell’Eso. continua ...

Vlt va a caccia di gemme rare con Fors2

L’immagine, catturata nell’ambito del programma Gemme Cosmiche dell’ESO, mostra la bellezza dei cieli del sud quando le condizioni non consentono di effettuare osservazioni scientifiche.
Crediti:
ESO

Fors2 (FOcal Reducer and low dispersion Spectrograph 2), uno strumento montato sul Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso, ha osservato la galassia a spirale Ngc 3981 in tutto il suo splendore. L’immagine è stata acquisita nell’ambito del programma Gemme Cosmiche, che sfrutta le rare occasioni in cui le condizioni di osservazione non sono adatte per la raccolta di dati scientifici. Invece di tenerli inattivi, il programma Gemme Cosmiche dell’Eso consente di utilizzare i telescopi cileni per catturare immagini mozzafiato dei cieli del sud. continua ...

Intelligenza artificiale a caccia di ET

I ricercatori di Breakthrough Listen hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per cercare nei segnali radio registrati i lampi radio veloci, individuandone molti più di quanto non potrebbero fare gli umani. Inoltre, stanno usando un algoritmo simile per cercare nuovi tipi di segnali candidati come segnali provenienti da civiltà extraterrestri. Crediti: Breakthrough Listen image

L’intelligenza artificiale ha invaso molti campi, tra i quali l’astronomia e la ricerca della vita intelligente nell’universo, portata avanti da molti anni dall’ambizioso programma Seti, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence. continua ...

Curiosity a caccia della tempesta maledetta

Mentre sotto il polo Sud di Marte i ricercatori italiani guidati dall’Inaf hanno trovato un lago di acqua liquida fredda e salata, dall’altra parte del Pianeta rosso il rover della Nasa Curiosity  continua il suo viaggio lento ma inesorabile attraverso rocce appuntite e lande sabbiose sconfinate a caccia di campioni di suolo da studiare. Al Sol (giorno marziano) 2164, Curiosity ha guidato per “ben” 19,72 chilometri – ehi, siamo su Marte e nessuno gli mette fretta! – all’interno del cratere Gale e da tempo ormai sta scandagliando il crinale di Vera Rubin. Trapanando qui e là, il robottino a sei ruote ha inviato a terra numerose foto e riprese, tra cui l’ultimo panorama a 360° pubblicato dall’Agenzia spaziale americana in cui si vede anche la terrificante tempesta che sta imperversando su Marte da giugno. continua ...

Caccia con l’arco alla materia oscura

La radiosorgente MG J0751+2716 appare come due archi a causa della distorsione di gravità della galassia in primo piano. L’immagine è stata ottenuta utilizzando una rete globale di radiotelescopi in modalità Vlbi. Crediti: C. Spingola / Astrono e Kapteyn Astronomical Institute

Ha un nome impossibile: MG J0751+2716. Si trova a una distanza impossibile: per giungere fino a noi, la sua luce ha viaggiato 11.7 miliardi di anni. E ha consentito agli astronomi di “vedere” una cosa che è impossibile vedere: la materia oscura. In che modo? MG J0751+2716 è un buco nero che spara materia e radiazioni d’ogni sorta, onde radio comprese. Più o meno a metà strada fra lui e noi, a 3.9 miliardi di anni luce dalla Terra, c’è un gruppo di galassie formate per lo più di materia oscura. Ora, essendo proprio lì in mezzo, questo gruppo di galassie – come ci ha insegnato Einstein – agisce da lente gravitazionale: una “lente radio”, nel caso di questa osservazione, visto che a ricevere il segnale è stato uno spiegamento intercontinentale di radiotelescopi: la European Vlbi Network, il Very Long Baseline Array americano e il Green Bank Telescope, anch’esso negli Stati Uniti. continua ...

A caccia di materia oscura nelle galassie nane

Nonostante la materia oscura rappresenti la maggior parte della massa dell’universo, continua ancora oggi a essere sfuggente. A seconda delle sue proprietà, potrebbe trovarsi densamente concentrata al centro delle galassie o distribuita in modo regolare su scale più grandi. Confrontando la distribuzione della materia oscura nelle galassie con quella prevista da modelli dettagliati, i ricercatori sono in grado di confermare o escludere i vari possibili candidati della materia oscura. In questo contesto, un team di ricercatori dell’Università del Surrey e dell’Università di Edimburgo – guidato dall’astrofisico Filippo Contenta, originario di Frascati – hanno sviluppato un nuovo metodo per misurare la quantità di materia oscura al centro di piccole galassie nane. I risultati sono stati pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

IA: a caccia di onde gravitazionali

Crediti: Nasa

Una ricerca appena pubblicata su Physics Letters B, e firmata dai ricercatori del National Center for Supercomputing Applications (Ncsa) dell’Università dell’Illinois, apre le porte a una nuova stagione dell’astrofisica delle onde gravitazionali: quella in cui l’intelligenza artificiale ridurrà drasticamente i tempi di rilevamento e caratterizzazione dei dati raccolti.

La computer science vive la sua stagione d’oro e le reti neurali artificiali iniziano a fare davvero la differenza. Negli ultimi 15 anni i database si sono arricchiti: oggi su internet sono disponibili database composti da decine di milioni di immagini, la dieta preferita di questa macchine autoapprendenti. La potenza di calcolo, poi, è aumentata vertiginosamente grazie all’utilizzo delle Graphics Processing Unit (Gpu), inizialmente pensate per il mondo dei videogame ma che gli scienziati hanno imparato a usare per fare computazione scientifica ottenendo simulazioni su grande scala prima impensabili continua ...

A caccia di esopianeti: arriva un aiuto ExTrA

Questa veduta notturna mostra le tre cupole di ExTrA in primo piano e molti altri telescopi dell’Osservatorio di La Silla dell’Eso sullo sfondo. Crediti: Eso/Emmanuela Rimbaud

L’aggiunta più recente all’Osservatorio dell’ESO a La Silla, nel nord del Cile è ExTrA (Exoplanets in Transits and their Atmospheres), che è appena stato messo in opera con successo. ExTrA è progettato per cercare pianeti intorno a nane rosse vicine e studiarne le proprietà. Si tratta di un progetto francese finanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche (Erc) e dell’Agenzia nazionale francese per la ricerca. I telescopi verranno gestiti a distanza da Grenoble, Francia. continua ...

Hubble va a caccia di mini stelle e pianeti orfani

Giusto “dietro l’angolo” (a 1350 anni luce da noi) c’è la Nebulosa di Orioneun gigantesco laboratorio per studiare il processo di formazione stellare e il comportamento di oggetti di vario genere, dalle stelle giganti alle più piccole nane rosse passando per le deboli nane brune. Grazie all’eccezionale sensibilità e risoluzione senza pari del telescopio spaziale della Nasa Hubble, è possibile osservare anche gli oggetti più nascosti all’interno della nebulosa. Nel corso di una lunga survey gli astronomi hanno scoperto, infatti, la più grande popolazione finora nota di nane brune circondate da stelle appena nate. Dalle osservazioni è emersa anche la presenza di tre pianeti giganti e di un sistema binario dove due pianeti orbitano l’uno attorno all’altro in assenza di una stella ospite. continua ...