Gara di velocità sul bordo del Sole

Brillamento sul bordo del Sole ripreso da un telescopio a bordo della sonda Hinode, approssimativamente a 150mila km dalla superficie del Sole

Gli scienziati dell’Università di Göttingen, dell’Istituto di astrofisica di Parigi e dell’Istituto sulle ricerche solari di Locarno hanno riscontrato che nelle correnti di gas di un brillamento solare gli ioni si muovono più velocemente degli atomi. I risultati dello studio sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal.

In astrofisica, il quarto stato della materia svolge un ruolo cruciale. Oltre agli stati solido, liquido e gassoso, c’è anche il plasma: un insieme di atomi che hanno perso elettroni attraverso collisioni o radiazioni ad alta energia, diventando ioni. Questi ioni sono soggetti a forze magnetiche che non agiscono sugli atomi elettricamente neutri. Se nel plasma non ci sono troppe collisioni, entrambi i tipi di particelle possono fluire indipendentemente l’uno dall’altro. I ricercatori hanno osservato che nei brillamenti che si creano sulla superficie del Sole, gli ioni dell’elemento stronzio si muovono il 22 per cento più velocemente degli atomi di sodio. continua ...

Il bordo vertiginoso della Via Lattea è piegato

Impressione artistica del disco deformato e contorto della Via Lattea. Crediti: Chen Xiaodian.

Sembra proprio che dobbiamo abbandonare l’idea di vivere su piatto disco di stelle che ruota attorno al centro della Galassia. Gli astronomi della National Astronomical Observatories della Chinese Academy of Sciences (Naoc) sostengono infatti che il disco della nostra galassia, lungi dall’essere piatto, sia in realtà sempre più deformato e distorto mano a mano che ci si allontana dal centro.

Effettivamente, da una grande distanza, la nostra galassia sembrerebbe un sottile disco di stelle che orbitano attorno alla sua regione centrale in qualche centinaio di milioni anni, dove centinaia di miliardi di stelle, insieme a un’enorme massa di materia oscura, rappresentano la “colla” gravitazionale per tenere insieme tutti i suoi costituenti. continua ...

Viaggio nel tempo a bordo della polvere di stelle

Immagine al microscopio elettronico di un granello di polvere (di un micron) estratto da un meteorite primitivo: gli esperti hanno trovato del carburo di silicio (in basso a destra). Questi grani di polvere si sono formati più di 4,6 miliardi di anni fa dai resti delle supernove di tipo II. Crediti: Nasa e Larry Nittler

Chi direbbe mai che da piccolissimi granelli di polvere stellare (della grandezza di un micron) si possa ricostruire parte della storia del nostro Universo! Ebbene, è possibile. E alcuni astronomi del Carnegie’s Department of Terrestrial Magnetism hanno cercato di spiegare, in uno studio pubblicato su Science Advances, come e quando si siano formati particolari grani di polvere ricchi di carbonio che vengono estratti da molte meteoriti. L’analisi dimostra che questi grani si sono formati dall’emissione di supernove almeno due anni dopo l’esplosione della stella: la polvere stellare viene sparsa nello spazio per essere incorporata – miliardi di anni dopo – in nuovi sistemi stellari, come è accaduto nel nostro Sistema solare. continua ...

È Halloween anche a bordo della Iss

Da sinistra, in senso orario: Sergey Ryazansky, Paolo Nespoli, Joe Acaba, Mark Vande Hei, Alexander Misurkin e Randy Bresnik in posa per Halloween 2017 sulla International Space Station. Crediti: Randy Bresnik/Twitter

Sarà mica che anche lassù a 400 km sopra le nostre teste, fra un esperimento in microgravità e una passeggiata spaziale, si stanno guardando la nuova stagione di Stranger Things? Quel che è certo è che anche gli astronauti ora a bordo della Stazione spaziale, proprio come i quattro giovani protagonisti della serie firmata dai fratelli Duffer, non si sono lasciati sfuggire l’occasione della notte di Halloween per travestirsi come si deve. continua ...

Viaggio nel cosmo a bordo di SpaceEngine

Vladimir Romanyuk, astronomo e programmatore, creatore di SpaceEngine

A pochi giorni dalla conclusione della missione Cassini della Nasa, stiamo ritornando alle spettacolari immagini di Saturno e delle sue lune inviateci dalla sonda negli ultimi 13 anni. A parte il suo enorme valore scientifico, è indubbio che Cassini abbia rivoluzionato il nostro modo di vedere e di immaginare i corpi celesti, offrendo panorami di mondi alieni inimmaginabili poche decadi fa. Tra tutte le scienze, infatti, l’astronomia è in cima alla lista quanto a risorse estetiche per catturare l’attenzione del pubblico. E proprio per questo motivo, negli ultimi anni, sono nati numerosi programmi, applicazioni per smartphone e videogiochi dedicati proprio all’esplorazione spaziale, che permettono agli utenti di “visitare” direttamente luoghi distanti del Sistema solare e della nostra galassia. Tra questi, uno dei più completi è SpaceEngine: un ambizioso programma che si prefigge di simulare non solo il Sistema solare, ma l’intero universo, grazie a un sistema chiamato generazione procedurale – algoritmi che permettono la creazione di infiniti oggetti spaziali a partire da parametri prestabiliti. SpaceEngine è sviluppato da una sola persona, un giovane astronomo e programmatore russo, Vladimir Romanyuk. Media Inaf gli ha posto qualche domanda riguardo alla sua creazione. continua ...