Bolle di stelle nuove fiammanti

Questa regione luccicante di stelle in formazione nella Grande Nube di Magellano è stata immortalata dallo strumento Muse, installato sul Very Large Telescope dell’Eso. La quantità relativamente piccola di polvere presente nella Grande Nube di Magellano e la vista acuta di Muse hanno permesso di individuare i dettagli intricati della regione in luce visibile. Crediti: Eso, A McLeod et al.

In questa immagine acquisita dallo strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer), installato sul Very Large Telescope (Vl) dell’Eso, si vede una regione della Grande Nube di Magellano (Lmc dall’inglese Large Magellanic Cloud) illuminarsi di colori sorprendenti. La regione, nota come N180 B (la sigla completa sarebbe Lha120-N180 B) è un tipo di nebulosa noto come regione H II (si pronuncia “H secondo”) ed è una fonte feconda di nuove stelle. continua ...

Bolle di macromolecole organiche su Encelado

Ombra invadente al polo sud di Encelado. Crediti: Nasa/JPL-Caltech/Space Science Institute

Fino al 2005 la luna di Saturno Encelado era semplicemente questo: una delle lune del Signore degli Anelli. Poi ci fu il primo avvicinamento da parte della sonda spaziale Cassini, ed ecco che Encelado è diventata una continua fonte di sorprese. I segreti custoditi da questa luna sono tanti e ancora oggi, dopo il tuffo nel pianeta nel Gran Finale della sonda lo scorso anno, i dati che la missione di Nasa, Esa e Asi ha raccolto forniscono nuove informazioni sulla sua natura. continua ...

Noi siamo figli della madre di tutte le bolle

Spostandosi in senso orario dal riquadro in alto a sinistra, la simulazione mostra come le bolle attorno a una stella massiccia si evolvano nel corso di milioni di anni. Crediti: V. Dwarkadas e D. Rosenberg. Traduzione di Media Inaf

Mentre sull’età del Sistema solare ci sono stime assai condivise, sull’ambiente dal quale si è formato le ipotesi sono assai più incerte. Detto altrimenti, non è ben chiaro da che cosa abbiano avuto origine il Sole e tutti gli oggetti che gli girano attorno, compreso il nostro pianeta. Una fra le strade più battute per tentare di scoprirlo è l’analisi isotopica delle meteoriti, e in particolare di alcune meteoriti – quelle più antiche, risalenti agli albori, appunto, del Sistema solare. Ebbene, una “firma” individuata in alcune di esse sembra suggerire che, a darci i natali, non siano stati i dintorni di una supernova, come ritenuto da molti scienziati, bensì il guscio d’una bolla che avvolgeva una stella gigante giunta al termine del proprio percorso evolutivo. continua ...

Una gigante rossa piena di bolle e granuli

L’anziana gigante rossa π1 Gruis. Questa immagine è stata ottenuta dallo strumento Pionier del Vlt e rivela le celle convettive che formano la superficie dell’enorme stella. Crediti: Eso

A circa 530 anni luce dalla Terra, nella costellazione della Gru, π1 Gruis è una gigante rossa fredda. Ha una massa pari a quella del nostro Sole, ma è 350 volte più grande e parecchie migliaia di volte più brillante. Il nostro Sole si gonfierà per diventare una gigante rossa simile a questa, tra circa cinque miliardi di anni. continua ...