A caccia di materia oscura nelle galassie nane

Nonostante la materia oscura rappresenti la maggior parte della massa dell’universo, continua ancora oggi a essere sfuggente. A seconda delle sue proprietà, potrebbe trovarsi densamente concentrata al centro delle galassie o distribuita in modo regolare su scale più grandi. Confrontando la distribuzione della materia oscura nelle galassie con quella prevista da modelli dettagliati, i ricercatori sono in grado di confermare o escludere i vari possibili candidati della materia oscura. In questo contesto, un team di ricercatori dell’Università del Surrey e dell’Università di Edimburgo – guidato dall’astrofisico Filippo Contenta, originario di Frascati – hanno sviluppato un nuovo metodo per misurare la quantità di materia oscura al centro di piccole galassie nane. I risultati sono stati pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

L’Italia fa ancor più grande Lofar

Veduta aerea del nucleo principale di LOFAR

Con oltre 25 mila antenne raggruppate in 51 stazioni distribuite in 7 stati europei, Lofar (Low Frequency Array) è la più estesa rete per osservazioni radioastronomiche in bassa frequenza attualmente operativa. E oggi, con la firma da parte dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) del contratto per la realizzazione di una nuova stazione presso Medicina, in provincia di Bologna, Lofar si avvia a diventare ancor più esteso e ad accrescere di conseguenza le sue capacità osservative. Con l’atto appena siglato nei Paesi Bassi, l’Inaf è alla guida per l’Italia di un consorzio che vedrà nel prossimo futuro il coinvolgimento di alcune università del nostro paese. continua ...

Hubble cattura un ammasso colossale

Plck G308.3-20.2: un enorme ammasso di galassie che brilla maestoso nell’oscurità, ripreso dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: Esa/Hubble & Nasa, Relics

Gli ammassi di galassie possono contenere migliaia di galassie tenute insieme dalla forza di gravità. Inizialmente si riteneva che gli ammassi di galassie fossero le più grandi strutture dell’universo, senonché negli anni ‘80 vennero scoperti i super-ammassi di galassie, grandi agglomerati di ammassi e gruppi di galassie che arrivano a coprire centinaia di milioni di anni luce. Tuttavia, il primato di strutture più grandi dell’universo legate dalla forza di gravità rimane agli ammassi di galassie, poiché i super-ammassi non sono tenuti insieme dalla gravità. continua ...

Luoghi e storie dell’Inaf in corti da tre minuti

L’astronomia, o scienza dell’universo, è una disciplina affascinante per il grande pubblico, ma pochi conoscono le ricercatrici e i ricercatori che ne sono protagonisti tutti i giorni, i luoghi dove essi operano e la storia di osservatori astronomici, istituti e laboratori di ricerca. Dove si svolge la ricerca astronomica italiana? Chi sono gli astronomi di oggi e a cosa lavorano? Per rispondere a queste domande e scoprire qualche novità, l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha realizzato una serie di brevi cortometraggi dedicati alle proprie strutture, in Italia e presso le Isole Canarie, che raccontano in pochi minuti anche di alcuni personaggi passati alla storia. continua ...

È la Giornata della ricerca italiana nel mondo

15.04.2018

Pubblicano regolarmente su riviste come Nature e Science. Lavorano in organizzazioni come l’Eso e la Nasa, istituti come il Max Planck e il Mit, università come Harvard e Oxford. Alcuni sono appena partiti. Altri sono via da così tanto tempo che riescono a malapena a parlare in italiano. Altri ancora chissà – magari stanno già tornando, oppure partendo di nuovo. La loro casa è il pianeta Terra e la loro giornata è oggi, domenica 15 aprile, compleanno di Leonardo Da Vinci (15 aprile 1452): prima Giornata della ricerca italiana nel mondo, istituita nel febbraio scorso per valorizzare il lavoro e i risultati delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori ovunque si trovino. continua ...

Caronte: dagli Argonauti al Mago di Oz

Proiezione della superficie di Caronte, la più grande delle cinque lune di Plutone, in cui compare il primo set di nomi ufficiali delle morfologie presenti sulla superficie. Con un diametro di circa 1.215 km, è uno dei più grandi oggetti conosciuti nella fascia di Kuiper, la regione oltre l’orbita di Nettuno nella quale risiedono corpi ghiacciati e rocciosi. Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute.

L’Unione astronomica internazionale (Iau), l’autorità riconosciuta a livello internazionale per assegnare i nomi a stelle, pianeti, asteroidi e altri corpi celesti, nonché alle loro caratteristiche morfologiche superficiali, ha recentemente approvato una dozzina di nomi proposti dal team della missione New Horizons della Nasa, che nel 2015 ha condotto la prima ricognizione di Plutone e delle sue lune, tra cui Caronte. continua ...

Al via “Destinazione Spazio”, con Daria Guidetti

13.04.2018, ore 23:00

Daria Guidetti, astrofisica, autrice e conduttrice di Destinazione Spazio

Parte questa sera, venerdì 13 aprile, Destinazione Spazio: un nuovo programma televisivo interamente dedicato all’astronomia e all’esplorazione dell’universo. Va in onda su Reteconomy, canale Sky 512, digitale terrestre 260, naturalmente anche in streaming. Un programma scritto e condotto da una divulgatrice scientifica che molti nostri lettori già conoscono per aver letto suoi articoli e visto sue interviste qui su Media Inaf: l’astrofisica Daria Guidetti. continua ...

Circumbinari, destino da pianeti orfani

Rappresentazione di Kepler-16b, il primo esopianeta circumbinario scoperto. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/T. Pyle

Quasi come fossero troppo impegnate nella loro danza vorticosa l’una attorno all’altra per accorgersene, le stelle binarie cosiddette a periodo breve a un certo punto della loro evoluzione possono arrivare a espellere dall’orbita i loro pianeti, catapultandoli nello spazio interstellare.

La scoperta, riportata in una ricerca in via di pubblicazione su Astrophysical Journal, contribuisce a spiegare perché gli astronomi abbiano finora rilevato pochi pianeti circumbinari, ovvero pianeti che orbitano attorno a coppie di stelle. Questo nonostante siano stati esaminati migliaia di sistemi binari a periodo breve, come vengono definiti quelli con periodi orbitali inferiori o uguali a 10 giorni. continua ...

Se ti chiedi perché, questo festival è per te

Dal 16.04.2018 al 22.04.2018

Tra bitcoin e onde gravitazionali, diritti umani e salute del pianeta Terra, Roma a primavera si tinge di cultura: a partire da lunedì 16 aprile, si apre la XIII edizione del National Geographic Festival delle Scienze, che si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica fino al 22 aprile. E proprio nel giorno che l’Onu dedica al pianeta Terra, il testimone passerà per i successivi 4 giorni all’Earth Day, nella straordinaria cornice dei galoppatoi di Villa Borghese. L’Inaf sarà presente in entrambe le iniziative. continua ...

C’è un gorilla su ‘Oumuamua?

Un fotogramma dal video del celebre esperimento di Daniel Simons e Christopher Chabris. Fonte: Daniel Simons
/ YouTube

Oggi vi parliamo di due articoli agli antipodi. Uno, guidato da un astronomo australiano, lo trovate su The Astrophysical Journal. L’altro, firmato da due neuropsicologi spagnoli, è pubblicato su Acta Astronautica. Entrambi sono usciti in questi giorni. Ed entrambi trattano lo stesso argomento, sebbene da punti di vista assai distanti: Seti, la ricerca di segnali da civiltà extraterrestri. continua ...

Danzando sul filo della ragnatela cosmica

In questa illustrazione, la traiettoria della radiazione di fondo cosmico a microonde è deviata da strutture invisibili dette “filamenti”, dando origine a un effetto – rilevato dal satellite Esa Planck (a sinistra) – noto come lente gravitazionale debole. Crediti: Siyu He, Shadab Alam, Wei Chen ed Esa/Planck

Sono state identificate deboli distorsioni nella trama della luce dell’universo primordiale dalle quali sembra possibile mappare le enormi strutture tubolari, invisibili ai nostri occhi e note come filamenti, che fungono da superstrade per la materia, che scorre al loro interno verso i densi centri come gli ammassi di galassie. Il team scientifico internazionale coinvolto nella scoperta, che comprende ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory (Lbnl) del Dipartimento dell’energia e dell’Università di Berkeley, ha analizzato i dati provenienti da svariate survey esistenti, usando sofisticate tecnologie di riconoscimento delle immagini, concentrandosi nella ricerca delle evidenze degli effetti gravitazionali che identificano le forme di questi filamenti. Per guidare e interpretare la loro analisi si sono serviti di modelli e teorie sui filamenti. continua ...

Tour in 3D al polo nord di Giove

Immagine 3D del polo nord di Giove in infrarosso, derivata dai dati raccolti dallo strumento Jovian Infrared Auroral Mapper a bordo della sonda Juno della Nasa. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Asi/Inaf/Jiram

La “pizza” che potete ammirare qui sopra è stata sfornata ieri durante l’assemblea generale della European Geosciences Union, in corso a Vienna. Gli ingredienti sono i dati ottenuti dallo strumento Jiram – il Jovian InfraRed Auroral Mapper a bordo della sonda Juno – su cicloni e anticicloni che tempestano in formazione stretta i poli di Giove, recentemente svelati da una collaborazione internazionale a guida italiana. La novità è che, con quegli ingredienti, è stata preparata un’animazione tridimensionale che ci permette di sorvolare il polo nord gioviano. Se solo potessimo vederlo in infrarosso, come effettivamente fa Jiram. continua ...

Esopianeti e stelle nel mirino del Tng

Il Telescopio Nazionale Galileo. Crediti: TNG/G.Tessicini

Il Telescopio nazionale Galileo (Tng) è entrato in una nuova fase della sua ventennale vita. Si è infatti appena concluso un processo di ideazione e selezione dei programmi scientifici che saranno il cuore dell’attività del telescopio nell’immediato futuro. E proprio in questi giorni di aprile stanno prendendo il via due progetti di grande valore scientifico che, nei prossimi anni, impegneranno una frazione importante del tempo complessivo di osservazioni disponibili al Tng. Si tratta di progetti ideati e proposti da due team guidati da altrettante ricercatrici dell’Istituto nazionale di astrofisica. Entrambi  i programmi di ricerca useranno Giarps, la nuova configurazione che unisce i due spettrografi ad alta risoluzione Harps-N (che analizza la luce visibile) e Giano-B (che invece utilizza la radiazione nel vicino infrarosso). continua ...

Due laghi alieni sotto il ghiaccio canadese

Ubicazione del Devon Ice Cap, una fra le più grandi calotte di ghiaccio dell’artico canadese. Crediti: Google Maps

Devon Ice Cap è una tra le zone più remote del pianeta. Cercandola su Google Earth, si finisce su quella serie infinita di isole ghiacciate poste tra la Groenlandia, il Canada ed il Polo, proprio quelle isole grandi e irregolari che, guardando il mappamondo quando eravate piccoli, vi hanno fatto probabilmente domandare cosa diavolo ci fosse laggiù. A questa domanda ha provato a rispondere un team di ricercatori che, grazie ad una collaborazione scientifica tra Canada, Stati Uniti e Gran Bretagna, è andato a monitorare quei ghiacci remoti con aerei dotati di radar. Coordinatrice dello studio, appena pubblicato sulla rivista Science Advances, è Anja Rutishauser, attualmente dottoranda presso l’Università canadese di Alberta ma con già in programma un trasferimento in Texas dopo il PhD. continua ...

Sulla Namibia, il volto violento della Via Lattea

L’osservatorio Hess al completo, con i quattro telescopi da 12 metri e il nuovo telescopio Hess II da 28 metri. Crediti: Hess collaboration, Clementina Medina

Si chiama Hess, acronimo di High Energy Stereoscopic System. Sorge in Africa, nel deserto della Namibia. È formato da cinque enormi telescopi per luce Cherenkov: quattro da 12 metri di diametro, il quinto da 28 metri, per un totale di quasi mille metri quadri di area di raccolta. E ora si è guadagnato un intero numero – l’ultimo, quello di aprile – di Astronomy & Astrophysics: uno speciale in 14 articoli dove sono elencati i risultati conseguiti in 15 anni di studio d’oggetti come le pulsar, i resti di supernove e i microquasar. continua ...