Trappist-1, quei pianeti perdono acqua

Rappresentazione artistica del transito di un pianeta di fronte alla propria stella: osservando lo spettro della luce che ci raggiunge, passando attraverso l’atmosfera, è possibile capire quali componenti chimici siano presenti. Crediti: Nasa

A meno di sei mesi dalla sorprendente scoperta di ben sette pianeti simili alla Terra e potenzialmente abitabili – annunciata nel febbraio scorso – il sistema Trappist-1 rivela altre sorprese. Una serie di osservazioni della stella Trappist-1 compiute con lo Space Telescope Imaging Spectrograph (Stis) – un potente spettrografo montato sull’Hubble Space Telescope – sembra suggerire che almeno tre di questi sette pianeti possano ospitare una grande quantità di acqua e che, in passato, ne contenessero probabilmente molta di più. continua ...

Inflazione all’alba del tempo

Crediti: Nasa / Wmap Science Team

Con “inflazione” i cosmologi indicano un periodo nella storia dell’universo primordiale caratterizzato da un’espansione dello spazio accelerata. Tale periodo sarebbe precedente alle altre, più recenti, epoche cosmologiche di cui abbiamo una più solida comprensione grazie a osservazioni quali il fondo di radiazione cosmica o la distribuzione delle galassie a grandi scale.

L’ipotesi fu proposta da Alan Guth nei primi anni ’80 come possibile soluzione a un problema comune a molte teorie – cosiddette di Grande Unificazione – della fisica delle particelle elementari ad alte energie, al centro dell’attività di ricerca in quegli anni. Queste teorie, che propongono un’unificazione delle interazioni elettromagnetica, debole e forte ad alte energie, predicono anche l’esistenza di particelle, quali i monopoli magnetici, che verrebbero prodotte in grande quantità nelle prime fasi dell’evoluzione dell’universo. Un’espansione accelerata dello spazio determinerebbe allora una diluzione di tali particelle sufficiente per spiegare il fatto che non siano mai state rilevate dai nostri strumenti. continua ...

Saturno aspetta Cassini

Saturno in tutto il suo splendore, ripreso dalla sonda Cassini. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Space Science Institute

Il cielo serale di settembre ci offre ancora la possibilità di ammirare il pianeta Saturno. E’ facile individuarlo ad occhio nudo, verso sud basso sul far della sera, per tramontare nelle prime ore della notte a sud ovest. E lì ai confini del Sistema solare, a un miliardo e mezzo di chilometri da noi, il 15 settembre si concluderà una delle più spettacolari e prolifiche missioni spaziali di sempre. La sonda cassini di Nasa, Asi ed Esa, dopo venti anni nello spazio e 17 di onorato servizio, concluderà la sua instancabile attività dedicata allo studio di Saturno e del suo sistema di lune, un compito svolto anche grazie al contributo delo spettrometro italiano Vims, uno degli strumenti scientifici della sonda, di cui l’Agenzia Spaziale Italiana ha fornito il canale Vis, mentre l’Istituto Nazionale di Astrofisica partecipa all’utilizzo scientifico dei dati prodotti. Lo farà gettandosi a capofitto nell’atmosfera del gigante gassoso, per carpirne, si spera, gli ultimi segreti. Seguiteci nei prossimi giorni su Media Inaf: racconteremo con interviste, video e approfondimenti la cronaca di quei momenti e gli strepitosi risultati scientifici di una lunga missione che ha ampliato a dismisura le nostre conoscenze su Saturno e le sue variegate lune. continua ...

Eso, primo giorno per Xavier Barcons

01.09.2017

Xavier Barcons. Crediti: Eso

Il 1 settembre 2017 Xavier Barcons è divenuto l’ottavo Direttore generale dell’Eso, dopo Tim de Zeeuw, in carica dal 2007. Barcons inizia il suo mandato in un momento esaltante per l’Eso: la costruzione del telescopio Elt (Extremely Large Telescope) continua a ritmo spedito. La prima luce è prevista per il 2024.

Il nuovo Direttore generale dell’Eso Xavier Barcons vanta una grande esperienza sia nel mondo accademico che nelle organizzazioni internazionali. Ha lavorato per l’Eso per più di 10 anni, ricoprendo diverse cariche, tra cui quella di Presidente del Consiglio dell’Eso nel periodo 2012-2014. Ha contribuito in modo significativo a molti dei principali progetti dell’Eso, come, per esempio, Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) ed Elt (Extremely Large Telescope), approvato durante il periodo in cui era Presidente del Consiglio dell’Eso. continua ...

Anche Srt seguirà il tuffo di Cassini

Prendono oggi il via dal Sardinia Deep Space Antenna (Sdsa) le operazioni di “tracking” della sonda Nasa-Esa-Asi Cassini che tra qualche giorno compirà l’ultimo atto della sua ventennale missione dedicata al sistema di Saturno. Il Sdsa dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) costituisce una nuova configurazione sviluppata per l’impiego a supporto di missioni interplanetarie, equipaggiando in modo adeguato il Sardinia Radio Telescope (Srt) realizzato dall’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, la Regione Sardegna e il Ministero dell’istruzione, università e ricerca, e destinato allo studio dell’universo e dei suoi misteri. Il Sardinia Deep Space Antenna a partire da gennaio diventerà ufficialmente operativo nell’ambito del Deep Space Network della Nasa, ma fornirà servizi di comunicazione e navigazione anche per le sonde interplanetarie europee, specializzandosi in particolare per quelle marziane, in vista della Human Exploration del pianeta. continua ...