Baby boom stellare nei quasar ultra luminosi

Parte del team di ricercatori che ha realizzato lo studio. Da sx: Enrico Piconcelli (ricercatore Inaf –  Osservatorio astronomico di Roma), Angela Bongiorno (ricercatrice Inaf Oar), Federica Duras (dottoranda Inaf Oar), Manuela Bischetti (dottoranda Inaf Oar e Sapienza), Giustina Vietri (dottoranda Inaf Oar e Tor Vergata) e Luca Zappacosta (postdoc Inaf Oar)

In uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica di Roma Angela Bongiorno, Enrico PiconcelliFabrizio Fiore e da diversi studenti di dottorato e post-doc, con la collaborazione di colleghi dell’Inaf di Firenze, Trieste e Bologna, sono stati osservati sedici tra i quasar più luminosi che si conoscano: la radiazione emessa da queste remote galassie è centinaia di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di volte quella del nostro Sole ed è prodotta dai buchi neri supermassicci che risiedono al loro centro. continua ...

CubeSat a zero emissioni

Katherine Fowee e Anthony Cofer della Purdue University al lavoro su un nuovo sistema di micropropulsione per CubeSat. Crediti: Purdue University photo/Erin Easterling

È proprio vapore acqueo quello utilizzato dai ricercatori della School of Aeronautics and Astronautics, alla Purdue University (Stati Uniti), per la propulsione di piccoli satelliti – i cosiddetti CubeSat – al fine di garantirne le manovre in volo. L’innovativo sistema, per il quale è già stata depositata la richiesta di brevetto, nasce dalla progettazione di un minuscolo ugello che trasforma le molecole di vapore acqueo in propulsore. continua ...

Valle dei Templi: torna il Festival delle Scienze

Dal 09.08.2017 al 13.08.2017

Mancano ormai poche ore al decollo dell’edizione 2017 del Festival delle Scienze, in programma dal 9 al 13 agosto al tempio di Giunone di Agrigento e a Favara (Agrigento). I più importanti scienziati italiani racconteranno le più recenti scoperte della ricerca scientifica internazionale nella splendida cornice della Valle dei Templi.

Il Festival delle Scienze è una settimana di eventi e avvenimenti dove divulgatori scientifici racconteranno al pubblico le più recenti scoperte della ricerca scientifica internazionale. Partecipando al festival, si avrà l’opportunità di incontrare decine di ricercatori e istituzioni nazionali che con i loro laboratori scientifici, simulatori, telescopi e un planetario astronomico offriranno ai visitatori un’esperienza unica. La settimana più stellare d’Italia che culminerà nella Notte con le Stelle il 13 agosto a ridosso del picco delle stelle cadenti. continua ...

I micro buchi neri valgono oro

Rappresentazione di una stella di neutroni. Crediti: Nasa

Un nuovo studio teorico, pubblicato oggi su Physical Review Letters, propone una “fucina cosmica” supplementare in cui si produrrebbero gli elementi chimici più pesanti del ferro, come oro, platino e uranio. Questi elementi potrebbero essere generati a seguito dell’incontro tra una stella di neutroni e un micro buco nero. Un evento non frequente dagli esiti ben più che scoppiettanti: nefasti per la stella di neutroni ma benefici per la varietà di elementi nel cosmo. continua ...

Un ”Prisma” per le Perseidi

La notte di San Lorenzo è tradizionalmente dedicata all’osservazione del cielo, per godere dello spettacolo che ogni anno ci offrono le Perseidi, lo sciame meteorico di agosto, e magari esprimere qualche desiderio.

Ma se non amate stare col naso all’insù o per qualche ragione non potete farlo, quest’anno c’è un’arma in più per godere dello spettacolo delle Perseidi: la rete Prisma.

”Prisma” sta per ”Prima Rete per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera”, ed è un progetto che prevede la realizzazione di una rete italiana di camere all-sky per l’osservazione di meteore brillanti. Un progetto aperto che vede la collaborazione di persone provenienti da diverse realtà, sia professionali che amatoriali. Al progetto partecipano ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica e delle università, gruppi astrofili, osservatori astronomici e meteorologici regionali e locali. Anche le scuole sono coinvolte, con un programma didattico e con laboratori di astronomia che intendono far partecipare gli studenti e i singoli cittadini alle attività di ricerca del progetto, fianco a fianco con i ricercatori. continua ...

Scoperta una famiglia d’asteroidi antichissimi

Marco Delbo’, primo autore dello studio uscito su Science, è nato nelle campagne di Novi Ligure (AL) ed è attualmente di ricercatore del Cnrs presso il Laboratoire Lagrange dell’Observatoire de la Cote d’Azur di Nizza, in Francia

Quattro miliardi e mezzo di anni fa, il Sistema solare era composto solamente da un vortice di materiali in orbita attorno al Sole. Queste polveri e gas si sono aggregati a formare planetesimi e, nel corso di miliardi di anni, i pianeti che conosciamo. Un processo che ha lasciato dei residui: gli asteroidi che compongono la Fascia principale, situata tra l’orbita di Marte e quella di Giove. Un nuovo studio, guidato da Marco Delbo’ dell’Observatoire de la Cote d’Azur di Nizza, in Francia, rivela nuove informazioni riguardo a un’antichissima “famiglia” di asteroidi, e conduce a una maggiore comprensione del processo di formazione dei pianeti. continua ...

Iniezioni di ferro per scaldare la corona solare

La corona solare ripresa in un momento di bassa attività solare, il 14 maggio 2010. Crediti: Nasa

La composizione chimica della corona, la regione più esterna e calda del Sole, è strettamente legata al ciclo undecennale che regola l’attività magnetica della nostra stella. Questo è, in estrema sintesi, il risultato dello studio condotto da un team di scienziati della University College London (Ucl), della George Mason University e del Naval Research Laboratory e basato sulle osservazioni della corona solare raccolte dalla sonda spaziale della Nasa Solar Dynamics Observatory (Sdo) . Lo studio pubblicato su Nature Communications  dimostra che un aumento dell’attività magnetica solare va di pari passo con una maggiore quantità di alcuni elementi, come ad esempio il ferro, nella corona solare . Lo studio potrebbe avere una significativa implicazione nel comprendere il processo che porta a far surriscaldare la corona del Sole. continua ...

Atmosfera bollente su Wasp-121b: 2500 gradi

Rappresentazione artistica di Wasp-121b. Crediti: Nasa, Esa e G. Bacon (Stsci)

Stremati da Lucifero, l’anticiclone africano che sta tenendo mezza Italia incollata ai condizionatori? Se può consolarvi, oggi sulle pagine di Nature si descrive un mondo dove questo nostro agosto rovente rappresenterebbe un’oasi di frescura. Si chiama Wasp-121b, si trova a circa 900 anni luce da noi ed è uno di quei mondi che gli astronomi etichettano come hot Jupiters, gioviani caldi: grandi quanto e più di Giove, ma caldi – causa la ridottissima distanza dalla stella ospite – assai più di Mercurio. Wasp-121b, in particolare, ha una massa pari a 1.2 volte quella del gigante del Sistema solare, e un diametro quasi doppio (1.9 volte). Un mondo a bassa densità, insomma. Ma, come dicevamo, con un’atmosfera infernale: ad altitudini elevate sfiora i 2500 gradi. Roba da liquefare il ferro e portare a ebollizione parecchi metalli. continua ...

Come si forma un buco nero **

Abbiamo appena fatto un bel viaggetto verso un buco nero stellare, fermandoci all’orizzonte degli eventi. Prima di cercare di proseguire, almeno virtualmente, facciamo il punto sulla formazione dei buchi neri stellari. Sono concetti ben conosciuti da molti, ma vorrei dare alcune nozioni in modo estremamente semplice, utilizzando una figura molto esplicativa, che mi sono accorto di non avere mai presentato… Insomma, un buco nero per tutti!

L’articolo Come si forma un buco nero ** proviene da L'Infinito Teatro del Cosmo. continua ...