Luna, say cheese…

27.07.2018

Pierluigi Giacobazzi, nato nel 1971, è astrofotografo, divulgatore scientifico e guida ambientale escursionistica. Alcune sue fotografie sono state pubblicate su “The World At Night”, portale di riferimento internazionale per la fotografia notturna di paesaggio, altre sono state selezionate in ambito di “The Atmosphere Exposed: Photographs of Halos, Mirages, Iridescent Clouds… and More!” ed esposte presso la “Boyden Gallery” – St. Mary’s College – e il “National Science Foundation” del Maryland (Usa), altre premiate dalla Nasa come Astronomy Picture Of the Day ed Earth science Picture Of the Day

Plaid, scacciazanzare, caffè… Tutto pronto per l’eclissi di luna di venerdì sera? Ma soprattutto: vi siete organizzati per scattare foto memorabili, da condividere con noi caricandole sul Tumblr che abbiamo creato per l’occasione, lunadiluglio.tumblr.com? Perché è vero che sarà la più lunga del secolo, dunque il tempo non dovrebbe mancare, ma se ci si presenta all’appuntamento già ben preparati le chance di ottenere risultati spettacolari aumentano.

Proprio per venire incontro a chi volesse sfruttare il fenomeno per cimentarsi nella nobile arte dell’astrofotografia, abbiamo chiesto qualche consiglio a un fotografo d’eccezione: il modenese Pierluigi Giacobazzi, classe 1971, astrofotografo e divulgatore scientifico. Membro della Royal Photographic Society e della Cloud Appreciation Society, in un’intervista rilasciata a Media Inaf due anni fa – quando una sua opera, “Twilight Radio”, venne scelta dalla Nasa come Astronomy Picture of the Day (Apod) – Giacobazzi si definiva “contemplatore di nuvole” e, per l’appunto, “cacciatore di eclissi”.

Giacobazzi, restando in metafora: chi volesse a unirsi alla “battuta di caccia” di venerdì sera, come deve prepararsi?

«Fotografare un’eclissi totale di Luna non è particolarmente difficile, ma richiede anzitutto un progetto ben preciso. Chi ha frequentato i miei corsi e i miei workshop astrofotografici sa benissimo che uso piuttosto frequentemente questo termine – progetto. Venerdì sera, in base alla propria dotazione fotografica, sarà possibile compiere diversi tipi di ripresa: da quella paesaggistica mediante l’uso di un obiettivo grandangolare, sino a quella telescopica impiegando lunghezze focali più estese».

E per quel che riguarda la strumentazione?

«Di certo non potrà mancare un solido treppiede fotografico. Riprenderemo infatti una Luna piena alquanto “insolita”. Da tempi da “paesaggio diurno”, quando la Luna sarà al di fuori del cono d’ombra terrestre, si passerà a tempi “astrofotografici” nella fase massima dell’eclisse».

Ecco, a proposito di tempi: esposizione a parte, c’è una fase del fenomeno nella quale concentrare gli scatti?

«Indipendentemente dalla focale impiegata, sarà alquanto avvincente poter registrare le gradazioni di colore e quindi le sfumature che l’atmosfera del nostro pianeta impartirà al nostro satellite naturale. Consiglio pertanto di documentare al meglio l’evolversi dell’intero evento».

Errori da non fare?

«Qualora non si disponesse di un astroinseguitore, un errore assolutamente da non compiere è quello di non utilizzare tempi di esposizione superiori a 1 secondo, pena “il mosso” del disco lunare».

Veniamo all’inquadratura: luna da sola o in compagnia di qualche altro soggetto?

«Al fine di poter registrare al meglio e raccontare con le proprie immagini le emozioni che vivremo, il mio consiglio è quello di contestualizzare l’evento su elementi noti del paesaggio in cui ci troveremo. Così la narrazione sarà completa!».

Evento che anche lei sarà lì pronto a immortalare, immagino…

«Io avrò il privilegio, l’onore e il piacere di poter condividere così tanta meraviglia con tantissime persone. Sono riuscito infatti a organizzare una passeggiata fotografica che ci condurrà a osservare e fotografare l’eclisse lunare da uno degli “osservatori naturali” più belli in assoluto di tutto il pianeta Terra: il pianoro sommitale della Pietra di Bismantova – Castelnovo ne’ Monti (RE)».

Fotografia dell’eclissi scattata da La Palma nel 2015. Crediti e copyright: Pierluigi Giacobazzi

Cosa porterà con sé?

«Personalmente utilizzerò un 24mm per le riprese di paesaggio e un piccolo telescopio rifrattore apocromatico per registrare al meglio i dettagli della colorazione lunare».

Infine: fra le tante che avrà in archivio, qual è la foto di eclissi di luna della quale va più fiero?

«Di tutta la mia produzione analogica e digitale, la foto che ricordo con particolare emozione è quella acquisita da La Palma nel 2015 in concomitanza della prima conferenza internazionale di astrofotografia di paesaggio organizzata da Twan (The World At Night). Non solo sono riuscito a condividere l’evento con colleghi provenienti da tutto il mondo, ma anche finalmente a portare a termine il progetto riguardante il perigeo e l’apogeo lunare».


Questi gli articoli di Media Inaf dedicati all’eclissi di luna del 27 luglio 2018:

Fonte: Luna, say cheese…