Le Seicentine di Capodimonte

Le seicentine dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte, catalogo a cura di Emilia Olostro Cirella, introduzione di Massimo Della Valle, con un saggio di Giuseppina Zappella, Napoli, Giannini Editore, 2017

A due anni dalla pubblicazione del catalogo delle “cinquecentine” è uscito alla fine del 2017, per Giannini editore, il volume Le Seicentine dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, frutto del lavoro meticoloso di Emilia Olostro Cirella, responsabile del Fondo antico e dell’Archivio storico dell’Osservatorio di Capodimonte dell’Inaf.

Il progetto, supportato finanziariamente dalla Regione Campania, è volto alla tutela e valorizzazione di un patrimonio storico bibliografico unico nel suo genere e di grande impatto culturale e iconografico. Dei 3500 volumi antichi conservati presso l’Osservatorio partenopeo, 57 opere sono state pubblicate nel corso del Seicento e fanno parte del Fondo Manoscritti e Rari e del Fondo Giuseppe Cenzato. Quest’ultimo, dirigente industriale italiano, cultore di astronomia e appassionato bibliofilo, donò nel 1973 all’Osservatorio i suoi strumenti per le osservazioni e l’intera raccolta di volumi di argomento astronomico.

La descrizione bibliografica dei volumi, seguendo un modello basato sull’individuazione dell’edizione, ricostruisce la copia ideale e analizza in maniera accurata l’esemplare rifacendosi ai contenuti degli standard internazionali.

Non si tratta unicamente di un’opera per addetti ai lavori, ma come scrive nella prefazione Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio fino alla fine del 2017, «l’opera offre a chi è meno esperto l’opportunità di apprezzare come lo spettacolo del tempo possa essere scandito, nel suo scorrere incessante, anche dai libri, nelle loro diverse edizioni e nell’evoluzione di quello che essi raccontano».

Il volume è corredato da un ampio saggio critico di Giuseppina Zappella, uno dei massimi studiosi in Italia di storia del libro e iconologia, che punta la sua attenzione sulle illustrazioni dei libri di soggetto astronomico, accuratamente riprodotte nel volume, sottolineando la compresenza di immagini di alto contenuto scientifico e al tempo stesso di immagini mitologiche, di simboli e figure della tradizione medievale in un secolo così fondamentale  per la storia della scienza.

Questo catalogo costituisce inoltre un’ulteriore tappa del progetto più ampio che Inaf sta portando avanti di valorizzazione del proprio patrimonio storico e che, nell’ambito dello studio e della catalogazione dei volumi antichi di argomento astronomico, trova in Napoli una punta di eccellenza a livello europeo, come sottolineato anche da Elena Ravelli, referente Iccu (Mibact) per la catalogazione del libro antico in Sbn, in occasione della presentazione del volume tenutasi a Napoli il 14 dicembre scorso.

È infatti attualmente in corso un progetto nazionale che vedrà la pubblicazione del catalogo degli incunaboli e delle cinquescentine degli Osservatori astronomici italiani il cui primo volume uscirà per l’editore Olschki nel corso del 2018.

Per tutti coloro che volessero rendersi conto del valore e unicità del patrimonio bibliografico antico dell’Inaf, è possibile sfogliare una selezione di volumi di particolare pregio all’interno della teca digitale del portale dei beni culturali dell’Inaf Polvere di stelle.

Fonte: Le Seicentine di Capodimonte