Là dove esistono le mezze stagioni aliene

Raffigurazione artistica di Kepler-186f. Crediti: Nasa Ames/Jpl-Caltech/T. Pyle

Dove è meglio cercare indizi di vita aliena, fuori dal nostro Sistema solare? Probabilmente, su un pianeta con una buona stabilità climatica, situato nella zona abitabile della sua stella. Almeno, questo è stato il punto di partenza di un nuovo studio, pubblicato su The Astronomical Journal, compiuto da Yutong Shan dell’Harvard -Smithsonian Center for Astrophysics e da Gongjie Li del Georgia Institute of Technology. continua ...

Miliardi di panetti di burro nella Via Lattea

Rappresentazione della struttura di una molecola di “grasso” su un’immagine del centro galattico, dove questa sostanza è stata rilevata. Crediti: D. Young (2011), The Galactic Center. Flickr – Creative Commons

Stando a uno studio di una squadra di ricercatori australiano-turca, la nostra galassia sarebbe ricca di molecole simili ai grassi. Gli astronomi della University of New South Wales (Unsw) di Sydney, in Australia, e della Ege University, in Turchia, hanno fabbricato in laboratorio materiali con le stesse proprietà della polvere interstellare e hanno usato i risultati ottenuti per stimare la quantità di “grasso spaziale” che si trova nella Via Lattea. I risultati sono stati pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

Ryugu, ci siamo: la sonda è giunta alla meta

L’esultanza del team giapponese per l’arrivo si manifesta con la “posa del coraggio” (in giapponese: ガッツポーズ). Crediti: Jaxa

Uno scalino in un grafico. Una sequenza di pallini rossi che segue una linea piatta, prima più in alto, poi all’improvviso più in basso (vedi immagine qui sotto). Giù, fino allo zero. E in Giappone è subito festa. In quell’istante, con quel brusco calo, va a zero anche la tensione accumulata in 1302 giorni di viaggio interplanetario dagli scienziati e ingegneri della missione Hayabusa-2. Perché quello zero – la misura della differenza fra la velocità attesa e quella effettiva della sonda, una sorta di spread fra desiderio e realtà – significa che la sonda ha raggiunto la sua meta: l’asteroide Ryugu, a centinaia di milioni di km dalla Terra. Quello zero ci dice che la sequenza di dieci manovre di correzione della traiettoria attuate nella fase finale d’approccio è andata secondo i piani, e che la velocità relativa di Hayabusa-2 rispetto a Ryugu è inferiore a 1 cm/s: zero, appunto. Insomma, parcheggio riuscito. Esattamente là dove doveva avvenire: a 20 km dalla superficie rugosa di quello strano corpo celeste a forma di diamante. continua ...

Jwst, ulteriore rinvio: lancio nel 2021

Rappresentazione artistica del James Webb Space Telescope. Crediti: Nasa

Il 27 giugno, con una conferenza stampa appositamente convocata, la Nasa ha comunicato che il lancio del James Webb Space Telescope (Jwst) è rinviato al 30 marzo 2021 per consentire di effettuare controlli scrupolosi di tutte le sue componenti e risolvere imprevisti problemi tecnici manifestatisi negli ultimi mesi. Il rinvio è il risultato del lavoro di un’apposita commissione di valutazione che ha scrupolosamente controllato tutti i dati a disposizione. Fino a poco tempo fa il lancio era previsto per ottobre del 2018; a inizio aprile ci è stato detto che più probabilmente sarebbe stato a primavera del 2020; ora dobbiamo aspettare la primavera del 2021… continua ...

Un “iperdrone” italiano per rientrare dallo spazio

Il simbolo della prima missione di Iperdrone, il drone italiano progettato per riportare a Terra materiali dalla Stazione spaziale. Fonte: Asi. Crediti: Ansa

Un drone italiano sarà lo specialissimo fattorino con l’incarico di riportare a Terra i materiali degli esperimenti scientifici condotti a bordo della Stazione spaziale internazionale. Si chiama Iperdrone e il programma per realizzarlo, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha preso il via grazie al contratto firmato con il Raggruppamento temporaneo d’impresa guidato dal Centro italiano di ricerche aerospaziali (Cira), con la partecipazione della Tyvak International, sussidiaria internazionale della Terra Orbital Corporation e della Kayser Italia. continua ...

Bolle di macromolecole organiche su Encelado

Ombra invadente al polo sud di Encelado. Crediti: Nasa/JPL-Caltech/Space Science Institute

Fino al 2005 la luna di Saturno Encelado era semplicemente questo: una delle lune del Signore degli Anelli. Poi ci fu il primo avvicinamento da parte della sonda spaziale Cassini, ed ecco che Encelado è diventata una continua fonte di sorprese. I segreti custoditi da questa luna sono tanti e ancora oggi, dopo il tuffo nel pianeta nel Gran Finale della sonda lo scorso anno, i dati che la missione di Nasa, Esa e Asi ha raccolto forniscono nuove informazioni sulla sua natura. continua ...

Crateri da impatto, Finlandia a quota dodici

A sinistra, la posizione esatta del cratere da impatto nel lago Summanen in Finlandia, rispetto agli altri undici rilevati nell’area nel paese scandinavo. Nella figura di destra, invece, la linea tratteggiata identifica il litorale del lago scandinavo. Crediti: Jüri Plado

Anche se non si è qualificata per i mondiali di Russia 2018 che si stanno giocando in questi giorni, l’ultimo ritrovamento negli abissi del lago Summanen, nella Finlandia centrale, pone il paese scandinavo in cima alla classifica di quelli in cui sono stati scoperti crateri da impatto. Una cooperazione scientifica finlandese-estone fra i ricercatori delle università di Tartu e di Helsinki, lavorando su dati della Geological Survey of Finland, ha infatti portato nel 2017 alla scoperta di un antico cratere da impatto meteoritico nelle profondità del lago Summanen, nel centro della Finlandia. continua ...

Yves Klein, un artista e il suo blu

03.07.2018, ore 20:00

Ikb 191, una delle opere di Yves Klein (Weitemeier, Taschen 1994). Crediti: Wikimedia Commons

C’era una volta… un pittore che un bel giorno “decise che avrebbe di dipinto quadri di un solo colore: Blu! Ma non un Blu qualsiasi. Yves voleva un Blu unico, il suo Blu.”

Inizia  così la storia di Yves Klein che i bambini ascolteranno la sera di martedì 3 luglio nel Teatro del cielo dell’Osservatorio astrofisico dell’Inaf di Arcetri (FI), in una spazio tutto per loro organizzato nell’ambito di Notti d’estate ad Arcetri, la rassegna di astronomia giunta alla settima edizione promossa dall’Osservatorio in collaborazione con l’Associazione astronomica amici di Arcetri. continua ...

Angelo Secchi, un francobollo per il bicentenario

28.06.2018, ore 10:00

Il francobollo commemorativo dedicato al bicenteneraio della nascita di Padre Angelo Secchi. Crediti: Poste Italiane, bozzettista: Cristina Bruscaglia

Per celebrare il bicentenario della nascita di Padre Angelo Secchi (1818-1878), considerato il fondatore dell’astrofisica in Italia e della spettroscopia astronomica in Italia, il Ministero dello sviluppo economico emette un francobollo commemorativo realizzato dalla bozzettista Cristina Bruscaglia. È la seconda volta che accade: il Vaticano lo ricordò con dei francobolli, tre tagli da 180, 220 e 300 lire, il 25 giugno 1979 per commemorare il centenario della scomparsa e anche quest’anno è prevista un’emissione commemorativa. continua ...

A forma di sigaro, ma pur sempre una cometa

Illustrazione di ‘Oumuamua, il primo oggetto interstellare visto passare all’interno del nostro Sistema solare. Crediti: European Southern Observatory/M. Kornmesser.

‘Oumuamua, il corpo a forma di sigaro avvistato per la prima volta lo scorso 19 ottobre dall’osservatorio Haleakala delle Hawaii, l’unico finora noto proveniente da fuori il Sistema solare, dopo un po’ d’incertezza è stato ora catalogato come cometa. Lo sostiene un nuovo studio da poco pubblicato su Nature.

Questo viandante spaziale è stato infatti oggetto di dibattito fin dalla sua prima osservazione: inizialmente catalogato come una cometa, poi come un esoasteroide a causa delle mancata evidenza di attività tipica delle comete in concomitanza con il passaggio vicino al Sole, e infine come il primo di una nuova categoria di oggetti interstellari, a cui si deve la sua catalogazione sotto la sigla 1I/2017 U1. continua ...

Nuovi limiti dimensionali per le stelle di neutroni

L’immagine raffigura l’intervallo di dimensioni possibili per una tipica stella di neutroni, confrontandola con la dimensione della città di Francoforte. Crediti: Lukas Weih, Goethe University, satellite image: GeoBasis-DE/BKG (2009) Google

Le stelle di neutroni sono gli oggetti più densi conosciuti, con una massa paragonabile a quella del Sole concentrata in pochi chilometri di raggio, da otto a sedici secondo le stime. Una densità paragonabile a quella che si avrebbe concentrando la massa di una portaerei in un granello di sabbia. continua ...

Il Governatore Generale d’Australia visita l’Inaf

Da destra: il presidente dell’INAF Nichi D’Amico, sua Eccellenza il Governatore Generale del Commonwealth d’Australia, Sir Peter Cosgrove e sua moglie, Lady Cosgrove. Crediti: S. Parisini/Media INAF

Sua Eccellenza il Governatore Generale del Commonwealth d’Australia, Sir Peter Cosgrove, e sua moglie, Lady Cosgrove, hanno visitato oggi la sede dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Nel quadro della visita ufficiale in Italia e presso la Santa Sede, il Governatore Generale ha incontrato anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, Papa Francesco e imprenditori italiani e australiani. continua ...

Marte: così non lo avete mai visto

Immagine composita con cinque porzioni della superficie marziana riprese dallo strumento CaSSIS. Crediti: Esa/Roscosmos/Cassis/Inaf Padova

Le immagini scattate dallo strumento Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS), svelate nel corso di un workshop organizzato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), mostrano il Pianeta rosso in una veste totalmente nuova ed inaugurano l’iniziativa di rilascio di un’immagine inedita a settimana. Saranno immagini in 3D dalle quali si potranno fare analisi morfologiche della superficie marziana. continua ...

La ricetta degli ammassi stellari

Un’istantanea di una nube molecolare gigante simulata nella quale sono stati evidenziati gruppi di stelle in formazione. Crediti: McMaster University

Con una nuova ricerca pubblicata su Nature Astronomy, alcuni ricercatori della McMaster University hanno stabilito che gli ammassi stellari, presenti ovunque nell’universo, si sono creati nello stesso modo.

Corey Howard, Ralph Pudritz e William Harris, autori dell’articolo pubblicato il 25 giugno, si sono serviti di simulazioni al computer altamente sofisticate per ricreare ciò che accade all’interno di gigantesche nubi di gas per dare origine ad ammassi di stelle, legate insieme dalla gravità. continua ...

Metti alla prova le stelle della galassia nana

Questa immagine mostra la distribuzione della materia oscura (sopra) e delle stelle (sotto) ottenuta nelle simulazioni delle galassie nane. Crediti: E. Garaldi, C. Porciani, E. Romano-Díaz/University of Bonn for the ZOMG Kollaboration

Di nuovo tornano alla ribalta, dopo questo recente articolo, le galassie nane come chiave d’accesso alla scottante questione che toglie il sonno agli astronomi: esiste veramente la materia oscura? Un gruppo di ricercatori principalmente dell’Università di Bonn in Germania, utilizzando sofisticate simulazioni al computer ha mostrato, in un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters, che la risposta è celata nel moto delle stelle che popolano le galassie satellite della Via Lattea. Galassie piccole, appunto, ma che secondo le osservazioni dovrebbero contenere una percentuale altissima di materia oscura. continua ...