A Napoli, un sorso di scienza

Dal 10.05.2018 al 27.07.2018

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Aperitivo sotto le stelle è una rassegna di eventi aperti al grande pubblico, dove temi di natura scientifica vengono affrontati in un ambiente informale. L’idea nasce dall’osservazione che spesso le migliori domande, e di conseguenza le migliori conversazioni, avvengono durante i momenti di pausa. Questi eventi sono quindi progettati in modo da combinare informazione e relax stimolando curiosità e comunicazione. Il cuore di ciascun appuntamento è sempre un seminario divulgativo su temi caldi o curiosità scientifiche. continua ...

All’ombra dell’orizzonte degli eventi

Una delle previsioni più importanti della teoria della relatività di Einstein è l’esistenza dei buchi neri. Nonostante la recente rilevazione delle onde gravitazionali emesse da una coppia di buchi neri in un sistema binario da parte di Ligo, l’evidenza diretta tramite il rilevamento di onde elettromagnetiche rimane sfuggente e gli astronomi la stanno ora cercando con i radiotelescopi. Gli astrofisici della Goethe University di Francoforte e i collaboratori del progetto BlackHoleCam di Bonn e Nijmegen, finanziati dall’Erc, hanno simulato e confrontato immagini realistiche dell’ombra di un buco nero supermassiccio che si sta alimentando – come ad esempio Sagittarius A*, che si trova nel cuore della nostra galassia – sia nell’ipotesi di relatività generale che in una diversa teoria della gravità. L’obiettivo era quello di verificare se i buchi neri di Einstein possono essere distinti da quelli previsti da teorie alternative della gravità. continua ...

Tutti i vincitori delle Olimpiadi d’astronomia

Dal 18.04.2018 al 20.04.2018

Crediti: Giulia Iafrate / Inaf

Tra i ragazzi che partecipano alle Olimpiadi di astronomia forse c’è già il futuro astronauta che metterà per primo piede sul pianeta Marte. Per ora tuttavia i ragazzi si devono accontentare di seguire Pippo nella sua avventura marziana: dopo averlo aiutato a preparare le valige durante la gara interregionale, alla finale hanno dovuto calcolare per lui la giusta traiettoria di volo per raggiungere il pianeta rosso. Si sa che Pippo è un gran combina guai e non ne azzecca mai una giusta, ma questi calcoli non erano proprio facilissimi, a dirla tutta. Questi ragazzi giovanissimi continuano però a stupirci per le loro capacità, ma anche per la loro tenacia e per il loro entusiasmo. E chi ha raggiunto il limite di età, visibilmente dispiaciuto per non poter più partecipare, esorta i più piccoli a continuare e godersi questa esperienza il più possibile. continua ...

Arriva l’Earth Day, il giorno della Terra

22.04.2018

Si chiama Earth Day (Giornata della Terra) ed è la più grande manifestazione ambientale del pianeta: una giornata in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John F. Kennedy, vede la partecipazione, attraverso 22mila organizzazioni, di più di un miliardo di cittadini, distribuiti su 193 paesi paesi dell’Onu. Dal 1970 le Nazioni Unite celebrano questa ricorrenza ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera. continua ...

Il mostro della Nebulosa Laguna

Lanciato il 24 aprile 1990, il telescopio spaziale Hubble ha finora realizzato più di un milione e mezzo di osservazioni su oltre 43500 oggetti celesti. Nella sua ultradecennale carriera, Hubble ha compiuto più di 163mila viaggi attorno al nostro pianeta: se ci fosse un programma frequent flyer spaziale avrebbe già collezionato circa 4 miliardi di miglia, sufficienti per un biglietto di andata e ritorno da Urano. Le osservazioni di Hubble hanno prodotto più di 153 terabyte di dati, in base ai quali sono stati pubblicati più di 15500 articoli scientifici. Ma certamente Hubble è più noto al grande pubblico per le stupefacenti immagini che è in grado di realizzare. continua ...

Lab Boat, un laboratorio in barca

21.04.2018

Cosa c’è di più divertente che navigare in barca a vela? Se lo chiedete ad uno scienziato forse vi risponderà un bell’esperimento. E se si unissero le due cose? Viene fuori un’avventura scientifica “galleggiante” chiamata Lab Boat-navigare con la scienza, un progetto promosso dal centro di ricerca sardo CRS4 e finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna che ha proprio come punto di partenza l’amore per il mare e per la scienza.

«Lab Boat  – dice Andrea Mameli, uno dei ricercatori promotori del progetto – nasce dall’impegno del Crs4 nel ricercare modi alternativi e coinvolgenti per comunicare la Scienza. Si tratta di un vero e proprio laboratorio itinerante di sperimentazione scientifica, ospitato a bordo della barca a vela Adriatica, la barca protagonista della famosa trasmissione Velisti per caso». continua ...

Ma_Miss è pronto per Marte

Il rover della missione europea Exomars 2020. Nel trapano visibile nella sezione del terreno è integrato lo spettrometro Ma_Miss. Crediti: Esa

Il team scientifico internazionale impegnato per la missione europea ExoMars 2020 si è ritrovato per la riunione periodica “ExoMars Science Working Team”, dal 17 al 19 aprile a Mosca, presso la sede della Space Research Institute of the Russian Academy of Sciences, durante la quale è stato presentato il progresso dei lavori sulla preparazione della missione e lo stato di completamento del payload scientifico, composto da 13 strumenti a bordo della Surface Platform, di responsabilità russa (Iki), e 9 strumenti a bordo del Rover. continua ...

Alla ricerca della materia perduta

L’mmagine mostra l’emissione di raggi X intorno a cinque differenti galassie le cui riprese sono state sovrapposte una sull’altra. Questo procedimento ha permeso di mettere in evidenza i dettagli dei rispettivi aloni sferici di gas caldo. L’emissione in banda X evidenziata dal colore viola è stata registrata dal telescopio spaziale Xmm-Newton dell’Esa. Crediti: ESA/XMM-Newton; J-T. Li (University of Michigan, USA); Sloan Digital Sky Survey (SDSS)

Che la materia ordinaria – quella per capirci di cui siamo fatti noi stessi o i corpi celesti come stelle, pianeti e galassie – non fosse in quantità sufficiente a giustificare come è strutturato e come evolve l’universo è ormai un fatto piuttosto consolidato tra gli astronomi, che hanno dovuto proporre l’esistenza di un’altra forma di materia, decisamente elusiva e ancora sconosciuta: la materia oscura. E il suo è un contributo non da poco, con una massa totale di circa sei volte maggiore di tutta quella ordinaria. continua ...

Marica Branchesi nella top 100 di Time

Marica Branchesi, presidente della commissione di Astrofisica delle onde gravitazionali della International Astronomical Union e membro del Comitato internazionale per le onde gravitazionali, è entrata a far parte della Collaborazione Virgo dell’Infn nel 2009 ed è oggi ricercatrice e professore associato al Gran Sasso Science Institute

Nell’elenco annuale delle cento persone più influenti del mondo secondo la rivista Time c’è Marica Branchesi, ricercatrice al Gran Sasso Science Institute (Gssi) e membro della collaborazione internazionale Ligo-Virgo. continua ...

Tess al galoppo verso l’orbita

Il lancio di Tess. Crediti: Nasa Television

Il nuovo satellite Nasa Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite), con cui si prevede di trovare migliaia di nuovi pianeti extrasolari orbitanti attorno a stelle relativamente vicine, è decollato alle 00:51 ora italiana di oggi 19 aprile 2018 su un razzo SpaceX Falcon 9 dalla base militare di Cape Canaveral in Florida, negli Stati Uniti. Un’ora dopo, la sonda ha correttamente dispiegato la coppia di pannelli solari di cui è dotata.

Nel corso delle prossime settimane, Tess accenderà sei volte i propulsori per arrivare a percorrere una serie di orbite progressivamente allungate verso la Luna. Il nostro satellite le fornirà una spinta gravitazionale aggiuntiva in modo che Tess possa trasferirsi nella sua orbita scientifica finale, grazie alle quale passerà attorno alla Terra ogni 13.7 giorni. Il lavoro vero e proprio inizierà dopo una sessantina di giorni, impiegati a verificare che tutto sia ben funzionante. continua ...

Deep impact all’origine di Phobos e Deimos

Le dimensioni a confronto di Deimos, Phobos e la Luna così come appaiono viste dai rispettivi pianeti. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Malin Space Science Systems/Texas A&M Univ

Phobos e Deimos, due lune e due misteri. I due satelliti marziani da decadi sono al centro di un dibattito riguardo la loro origine. Si tratta di asteroidi che hanno osato spingersi troppo vicini a Marte e che sono stati quindi catturati dalla sua gravità, oppure sono lune che si sono formate per accrezione attorno al Pianeta rosso? Uno studio del Southwest Research Institute pubblicato oggi su Science Advances dà adito alla seconda ipotesi, suggerendo che il colpevole sia stato un oggetto dalle dimensioni di un pianeta nano che ha impattato con Marte quando questi era ancora una sfera di roccia fusa. continua ...

Battito d’ali di farfalla da due buchi neri

Ngc 6240, al suo centro due buchi neri supermassicci spolverano la galassia, lasciando poco materiale per la formazione stellare. Crediti: Esa/Hubble

Conosciamo tutti l’adagio secondo cui “una farfalla che batte le ali può generare un uragano dall’altro lato del pianeta”, ma vi siete mai domandati cosa possa servire per generare il battito d’ali di una “farfalla” grande più di 30mila anni luce dall’altro lato dell’universo? Se lo sono chiesti all’Università del Colorado di Boulder, e la risposta pare essere una coppia di buchi neri supermassicci che presto si fonderanno assieme. Andiamo con ordine. continua ...

Ritratto di mondo alieno con Darkness

Darkness, la super camera per fotografare i pianeti extrasolari. Crediti: Ucsb

Si fa presto a dire cheese… Ma quando il soggetto che vogliamo immortalare se ne sta incollato a una sorgente cento milioni di volte più luminosa di lui, l’Hdr non basta. È il caso dei pianeti extrasolari. Se è relativamente semplice misurarne l’ombra durante il transito innanzi alle stelle, per scattare immagini dirette di questi lontani mondi – fotografie vere e proprie, dunque, cogliendone non l’ombra ma la luce – occorre una camera straordinaria. Una camera a bassissimo rumore e contrasto da vertigini. Una camera come quella che sta sviluppando il team diretto da Benjamin Mazin, fisico di UC Santa Barbara. Una fotocamera superconduttrice – la più grande e avanzata al mondo – di nome Darkness: evocativo acronimo per dark-speckle near-infrared energy-resolved superconducting spectrophotometer. continua ...

Test del “dna” per 340mila stelle

Lo spettro ad alta risoluzione del Sole. Ciascuna banda scura è una linea d’assorbimento dello spettro solare, il suo Dna che ne rivela la composizione chimica. Crediti: N.A.Sharp, Noao/Nso/Kitt Peak Fts/Aura/Nsf

Quando è nato, il nostro Sole non era da solo. Assieme a lui, dalla nebulosa da cui si è formato, hanno preso forma migliaia di stelle. Sorelle che costituivano un unico gruppo o ammasso. Una famiglia molto unita, ma come avviene per noi umani –  che con il tempo ci si separa, si è meno attaccati, e alla fine ci si allontana – allo stesso modo le stelle di questo ammasso, trasportate dalle inesorabili correnti della Via Lattea, con il passare di milioni di anni, sono state sparpagliate in giro per la nostra galassia. continua ...

Gas in fuga, la galassia si spegne

– Ripresa di Alma nella banda di 1.3 mm della galassia attiva XID2028 dove sono evidenziati una protuberanza (NE Plume), la regione centrale (nucleus) e, nell’ellisse arancione, la zona dove in un precedente studio era stato individuato un flusso di gas ionizzato in allontanamento dalla galassia stessa. Crediti: Brusa et al., A&A

Un potentissimo “vento”, fatto di gas ionizzato ma anche composto da molecole come il monossido di carbonio, fuoriesce impetuoso dalla lontana galassia Xid2028, distante 9,6 miliardi di anni luce da noi e nel cui cuore alberga un buco nero supemassiccio tutt’altro che tranquillo. Un flusso notevole di materia si disperde nello spazio e impoverisce le riserve di gas nella galassia stessa, che nell’arco di dieci milioni di anni potrebbe non avere più la materia prima per forgiare nuove stelle. La scoperta è stata ottenuta da un team internazionale di astronomi, guidati da Marcella Brusa, ricercatrice all’università di Bologna e associata Inaf, e del quale fanno parte colleghi dell’Inaf e ricercatori delle università di Firenze e Roma Tre, grazie alle osservazioni condotte con il Telescopio Alma dell’Eso in Cile e al telescopio binoculare Lbt in Arizona (Usa). continua ...