Multifrattali per capire come nascono le stelle

Mappe di nubi sintetiche ottenute per mezzo di simulazioni numeriche ed utilizzate per confronto con le caratteristiche morfologiche delle mappe osservate con Herschel.
Crediti: Elia et al.

Dove nascono le stelle? Sembrerà strano, ma la formazione di nuove stelle avviene all’interno delle nebulose più fredde e oscure presenti nelle galassie: le nubi molecolari. La gravità agisce su queste nubi convertendone una parte in nuove stelle, ma rimane ad oggi poco chiaro quale sia la correlazione tra la loro forma, la quantità di stelle che viene generata e la rapidità di questo processo. continua ...

Catania: tempo di esami per i dischi di Ska

La costruzione di una delle antenne a disco che formeranno il braccio sudafricano dello Square Kilometre Array. Crediti: Sarao

Per il progetto Square Kilometre Array (Ska) è il momento di tirare le fila e di approvare tutti gli elementi che comporranno il più grande radiotelescopio del mondo. In gergo tecnico questa fase si chiama Critical Design Review (Cdr), ma cosa vorrà mai dire? In pratica attenti e scrupolosi specialisti analizzano ogni singola componente del progetto in modo da avere l’ok finale e passare poi alla costruzione. Per il ricevitore Band 1 e per il sistema di controllo dei dischi, il Local Monitor and Control (Lmc), la review finale si è svolta – con successo – presso l’Istituto nazionale di astrofisica di Catania. continua ...

Oscura, ma necessaria

«Comprendere perché l’espansione dell’universo stia oggi accelerando è probabilmente la domanda più affascinante della cosmologia moderna». Ad affermarlo è Luigi Guzzo, professore ordinario di cosmologia dell’Università Statale di Milano (e ricercatore associato dell’Inaf e Infn) e co-autore di un articolo che esce oggi sulla rivista Nature Astronomy. La ricerca va a testare le due possibili origini dell’accelerazione:  nello scenario standard questa richiede l’aggiunta della cosiddetta energia oscura nelle equazioni di Einstein, ma in una visione più ampia potrebbe indicare una possibile incompletezza della teoria della Relatività Generale, più precisamente di un “difetto” nella sua applicazione su scala cosmologica. continua ...

La notte insonne dei ricercatori

Come ogni anno, la notte più lunga è alle porte: arriva venerdì 28 La notte europea dei ricercatori, che tiene svegli dal 2007 i ricercatori di tutta Europa, per permettergli di uscire dai laboratori e portare in piazza le loro scoperte per farle conoscere a grandi e piccini.

I ricercatori dell’Inaf evidentemente non vedono l’ora di essere “liberati” e per quest’anno hanno preparato un ricchissimo calandario di eventi, che spaziano dai seminari scientifici ai laboratori per bambini, dalle visite guidate a molte delle nostre sedi, alle osservazioni al telescopio. Vediamoli nel dettaglio dal sud al nord del nostro stivale, ce n’è davvero per tutti i gusti. continua ...

E se le Nubi di Magellano fossero state un trio?

La grande nube di Magellano fotografata con un piccolo teleobiettivo e una fotocamera Dslr modificata per evidenziare le nubi molecolari. Crediti: Andrew Lockwood

Uno degli spettacoli celesti del cielo notturno australe, osservato per migliaia di anni da antiche culture, potrebbe essere il residuo di qualcosa di più variegato. Le Nubi di Magellano, così chiamate poiché furono descritte per la prima volta nei resoconti della spedizione intorno al mondo guidata dall’esploratore portoghese, potrebbero aver avuto una compagna. continua ...

Su quell’asteroide qualcosa si muove

Foto a colori scattata dal Rover-1A alle 4:44 ora italiana di sabato 22 settembre mentre saltava sulla superficie di Ryugu. La metà a sinistra dell’immagine raffigura la superficie dell’asteroide. La chiazza bianca a destra è dovuta alla luce del sole. Crediti: Jaxa

Saltellano. Fotografano. E ci inviano le immagini tramite un ponte radio con la sonda madre, Hayabusa-2, a 300 milioni di km dalla Terra. Immagini ancora imperfette, un po’ mosse. E proprio perché mosse ancora più emozionanti: sono le prime fotografie mai scattate sul campo da oggetti approdati su un asteroide e in grado di muoversi. Né lander (come lo sfortunato Philae di Rosetta) né propriamente rover (come i robottini con le ruote che si aggirano per Marte), i due moduli Rover-1A e Rover-1B sono una coppia di hopper: si spostano saltellando. E che salti: grazie alla ridotta gravità dell’asteroide, dovrebbe trattarsi di salti da un quarto d’ora ciascuno, in grado di produrre spostamenti di una quindicina di metri. continua ...

I saltellanti Minerva arrivano sull’asteroide Ryugu

Immagine dell’asteroide Ryugu presa dalla sonda Hayabusa2 con lo strumento wide-angle camera ONC-W1. Crediti: Jaxa

Cosa ha di speciale la missione Hayabusa-2 (che vuol dire falco pellegrino) della Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa)? Riporterà sulla Terra campioni dell’asteroide 162173 Ryugu, che si trova a 300 milioni di chilometri dalla Terra e tutto questo anche grazie a dei piccoli robottini. Dopo l’esercitazione della settimana scorsa, il primo dei rover Minerva-II (MIcro Nano Experimental Robot Vehicle for Asteroid, seconda generazione) è stato depositato con successo sulla superficie dell’asteroide a forma di diamante (o di il dango, un tradizionale dolce di riso giapponese). continua ...

23 settembre, ecco l’equinozio di autunno

Arriva l’autunno. Crediti: pixabay.com/Pexels

Digerita la grigliata di ferragosto e tornati dagli ultimi fine settimana in spiaggia, l’estate sembra ormai archiviata. I colori delle foglie e il loro adagiarsi a terra, con la loro poesia, confermano l’arrivo dell’autunno.

In astronomia, però, l’equinozio autunnale avviene in un momento ben preciso, in opposizione all’equinozio di primavera. Tale istante viene indicato come punto della bilancia o punto omega (la lettera greca tradizionalmente associata a questa costellazione, in cui l’equinozio cadeva anticamente – oggi si trova nella Vergine). continua ...

Curiosity si prende una pausa di riflessione

Questo autoritratto del rover Curiosity della Nasa mostra il veicolo sul crinale di Vera Rubin, che sta indagando ormai da diversi mesi. Proprio dietro il braccio robotico appare, in perfetto stile photobomb, il Monte Sharp. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Msss

Il rover Curiosity della Nasa ha sospeso temporaneamente le sue attività scientifiche su Marte a causa di un problema tecnico nella trasmissione dei dati a Terra. L’imprevisto, insorto nel weekend, sta costringendo gli ingegneri della Nasa a un super lavoro, anche se non sembra aver compromesso la salute del rover che rimane vigile e reattivo. Lo spiega sul blog della missione Ashwin Vasavada, che lavora al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena, in California. continua ...

Indietro nel tempo verso nuovi buchi neri

L’immagine della simulazione di un Dcbh mostra la densità (a sinistra) e la temperatura (a destra) di una galassia che si sta formando. Le onde d’urto della supernova possono essere viste espandersi dal centro, distruggere e riscaldare la galassia. Crediti: Georgia Tech

È risaputo che i buchi neri si formano quando le stelle muoiono e parte della materia di cui erano costituite collassa in un oggetto estremamente denso dal quale nemmeno la luce può fuggire. Gli astronomi hanno però ipotizzato un altro processo che potrebbe portare alla formazione di buchi neri, che riguarda le prime fasi di formazione delle galassie. Secondo questa teoria, i buchi neri massicci potrebbero essersi formati alla nascita della galassia, ma finora nessuno è mai stato in grado di guardare sufficientemente lontano, e quindi abbastanza indietro nel tempo, da osservare le condizioni indiziali che avrebbero portato alla formazione di questi buchi neri particolari, chiamati Direct Collapse Black Holes (Dcbh): buchi neri dal collasso diretto. continua ...

Notte prima degli esami per Solar Orbiter

La protezione degli strumenti di bordo è affidata a uno scudo termico ad alta tecnologia composto da diversi strati di titanio e una copertura esterna con una pellicola protettiva sviluppata appositamente per Solar Orbiter, “Solar Black”. Le “porte scorrevoli” predisposte sulla parete scudo termico proteggono finestre di acquisizione degli strumenti. Crediti: Airbus Defence and Space 2015

È una vera e propria manovra di accerchiamento, quella predisposta dalle agenzie spaziali per lo studio della nostra stella. Oltre al Parker Solar Probe della Nasa, già in viaggio da quest’estate con l’obiettivo di avvicinarsi al Sole quanto nessuna sonda ha mai osato prima, c’è infatti anche il Solar Orbiter dell’Esa. Lancio attualmente in calendario – dopo alcuni rinvii – per il 2020, la sonda europea sta completando in questi giorni la fase di integrazione e si prepara alla campagna di test. continua ...

Un rabdomante italiano per Marte

Analoghi astronauti utilizzano il geo radar ScanMars durante la missione analoga Amadee-18 in Oman. Crediti: Oewf – Austrian Space Forum

Un gruppo di cosiddetti astronauti analoghi ha sperimentato con successo un geo-radar che potrebbe aiutare futuri esploratori di Marte a identificare il punto in cui scavare un pozzo per trovare l’acqua. Si chiama ScanMars ed è un esperimento italiano il cui funzionamento è stato dimostrato con successo nella regione desertica del Dhofar, nel Sultanato dell’Oman, durante la missione analoga-marziana Amadee-18 nel febbraio 2018. I risultati sono stati presentati da Alessandro Frigeri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica al Congresso europeo di planetologia (Epsc 2018) in corso di svolgimento a Berlino. continua ...

Verso la comprensione della rotazione stellare

Le stelle simili al Sole presentano una rotazione differenziale, con l’equatore che ruota più velocemente delle latitudini più alte. Le frecce blu nella figura rappresentano la velocità di rotazione. Si ritiene che la rotazione differenziale sia un ingrediente essenziale per generare attività magnetica e macchie stellari. Crediti: MPI per Solar System Research / MarkGarlick.com.

Studiando la rotazione di un campione di stelle simili al Sole, i ricercatori hanno riscontrato che, proprio come avviene per la nostra stella, la maggior parte delle stelle girano più velocemente all’equatore rispetto ai poli. Questo fenomeno, per il quale le diverse parti di un corpo non ruotano alla stessa velocità angolare ma a velocità differenti, è chiamato rotazione differenziale. La rotazione differenziale non si manifesta solo sul Sole, bensì anche su pianeti gassosi a noi vicini, come Giove e Saturno. continua ...

Prima luce per le suite di Parker

I primi dati raccolti dalla suite di strumenti Wispr (Wide-field Imager for Solar Probe) della Parker Solar Probe. Crediti: Nasa/Naval Research Laboratory/Parker Solar Probe

È passato poco più di un mese dal lancio e gli strumenti a bordo della Parker Solar Probe hanno visto la “prima luce”, ovvero sono stati testati, e hanno tutti dimostrato di funzionare bene. La sonda Nasa, in viaggio verso il Sole, è dotata di quattro suite di strumenti e, in attesa delle immagini e dei dati che verranno raccolti una volta più vicino al Sole, gli scienziati si godono il risultato. Gli strumenti in dotazione alla Parker funzionano in “tandem” per misurare i campi elettrici e magnetici del Sole, le particelle del vento solare, e fotografare immagini dell’ambiente circostante la sonda. Il primo approccio ravvicinato della missione al Sole sarà nel novembre 2018, ma già ora gli strumenti sono in grado di raccogliere misure di ciò che sta accadendo nel vento solare che “soffia” più vicino alla Terra. continua ...

Pasta nucleare, la più dura dell’universo

Pasta nucleare. Crediti: McGill Media Relations Office

È stata chiamata “pasta nucleare“, e uno studio la cui pubblicazione è stata accettata su Physical Review Letters l’ha incoronata come la sostanza più resistente tra quelle conosciute nell’universo. Un team di scienziati che ha visto la collaborazione tra la l’Università McGill di Montreal, l’Università dell’Indiana e il California Institute of Thecnology, è riuscito a calcolare la forza di questa sostanza che si trova nelle profondità della crosta delle stelle di neutroni. continua ...