I giganti e la bambina

Rappresentazione artistica del sistema planetario della stella CI Tau. Crediti: Amanda Smith, Institute of Astronomy

CI Tau è una giovane stella che si trova a circa 500 anni luce di distanza da noi, in una regione di alta produzione stellare, una vera e propria nursery della galassia. Ha solo due milioni di anni, una bambina in termini astronomici, ed è circondata da un enorme disco protoplanetario di polveri e ghiacci. Questo disco è il tipico luogo in cui si formano, tra gli altri, pianeti, lune e asteroidi. continua ...

Fusione tra stelle di neutroni, ci risiamo

Un lontano parente cosmico di Gw 170817. Questo oggetto, chiamato Grb 150101B, è stato rilevato per la prima volta come lampodi raggi gamma dal satellite Fermi della Nasa nel gennaio 2015.Questa immagine mostra i dati dall’Osservatorio a raggi X Chandra della Nasa (viola nelle caselle interne) nel contesto di un’immagine ottica ripresa da Hubble (Nasa ed Esa). Crediti: X:ray: Nasa/CXxc/Gsfc/Umc/E. Troja et al.; Optical: Nasa/Stsci

Arriva da un team internazionale di ricercatori guidato da Eleonora Troja, in forza alla Nasa, e a cui ha partecipato Luigi Piro dell’Istituto nazionale di astrofisica, la conferma che Gw 170817, l’evento di fusione di due stelle di neutroni registrato per la prima volta sia grazie alle onde gravitazionali che a quelle elettromagnetiche, ha un “sosia”. Nell’articolo che descrive i risultati del loro lavoro, pubblicato oggi sulla rivista Nature Communications, gli scienziati hanno individuato una esplosione cosmica che presenta una straordinaria somiglianza con quella che, di fatto, ha aperto l’era dell’astronomia multimessaggero, annunciata esattamente un anno fa, il 16 ottobre del 2017. continua ...

Urti fra polvere interstellare: una botta di vita

La figura mostra la sequenza di formazione di glicina a seguito della compressione di una miscela di HNCO e H2

Uno dei più grandi misteri che avvolgono l’enigma dell’origine della vita è rappresentato dalla conoscenza dei meccanismi chimico-fisici che stanno alla base della formazione dei suoi mattoni fondamentali: gli aminoacidi e i loro precursori. Il fatto che alcuni aminoacidi siano stati rilevati in meteoriti avvalora l’ipotesi che la vita sulla Terra possa essersi generata grazie a materiale relativamente complesso proveniente dallo spazio. Ma come si è formata la materia prebiotica organica nell’Universo? continua ...

Simbio-Sys, tre occhi su Mercurio

Lo strumento Symbio-Sis su BepiColombo. Elaborazione grafica a cura di Emanuele Simioni e Teo Mudric

Fra meno di una settimana avrà il via la missione più attesa dell’anno, BepiColombo. L’Europa e il Giappone potranno, dopo anni e anni di progettazione, arrivare su Mercurio per completare il lavoro iniziato dalla Nasa con Mariner 10 e Messenger. Le due missioni americane non hanno fatto che stuzzicare l’appetito dei ricercatori di tutti il mondo. Il primo pianeta del Sistema solare è ricco di sorprese e le domande irrisolte si sono moltiplicate. L’Italia è fortemente coinvolta in questa missione, con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e diverse università. BepiColombo è una missione composta di due sonde (una dell’Esa e l’altra della Jaxa) cariche di strumenti che permetteranno di studiare Mercurio come mai in precedenza. Tra i diversi esperimenti c’è quello che potremmo definire “gli occhi di BepiColombo”, ossia Simbio-Sys (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory SYStem) a bordo della sonda Mercury Planetary Orbiter (Mpo). continua ...

Chandra, anomalia individuata: era il giroscopio

L’osservatorio spaziale per raggi X Chandra in orbita attorno alla Terra. Crediti: Nasa

I giroscopi sono delle brutte bestie. Tanto irrinunciabili quanto fragili, ogni qual volta c’è un problema a una missione spaziale sono sempre in cima alla lista dei presunti colpevoli. Ecco allora che, quando alle 15:55 ora italiana di mercoledì 10 ottobre il telescopio spaziale Chandra è entrato in safe mode, subito si è sospettato di loro. Inevitabilmente il pensiero dei tecnici Nasa è corso al telescopio spaziale Hubble, che appena qualche giorno prima si era dovuto fermare proprio per lo stesso motivo. E si è temuto che anche l’osservatorio Nasa per i raggi X potesse essere costretto a uno stop di durata indefinita. Ma per fortuna nel caso di Chandra le cose si sono chiarite in pochissimo tempo: è di qualche ora fa la notizia che la causa del malfunzionamento è stata individuata, la soluzione è in corso e già entro la fine di questa settimana dovrebbero riprendere le normali operazioni scientifiche. continua ...

Pristine, stella incredibilmente vetusta

La stella Pristine 221.8781+9.7844, povera di metalli, e i suoi dintorni. Crediti: N. Martin, Decals survey e Aladin

Per studiare la giovinezza dell’universo, gli astronomi possono cercare e osservare stelle e galassie la cui luce ci arriva da molto distante, mostrandocele come erano miliardi di anni fa. Oppure, possono guardare nel nostro quartiere, la Via Lattea, alla ricerca delle stelle più antiche sopravvissute, studiandole per comprendere in quali condizioni si sono formate. La seconda via è quella battuta da un team internazionale che, con la Pristine survey condotta da Else Starkenburg del Leibniz Institute for Astrophysics di Potsdam e Nicolas Martin dell’università di Strasburgo, cerca le stelle più incontaminate. continua ...

Due bronzi alle Olimpiadi di astronomia

La squadra italiana alla cerimonia premiazione. Da sinistra: Agatino Rifatto, Francesco Cerroni, Giuseppe Messina, Andrea Labate, Vittoria Altomonte, Sofia Atzeni e Giuseppe Cutispoto. Crediti: Inaf

E anche la 23esima edizione delle Olimpiadi internazionali di astronomia si è conclusa.  La finale di questa competizione astronomica si è disputata a Colombo, nello Sri Lanka, dal 6 al 14 ottobre. La squadra italiana era partita da Roma Fiumicino il 5 ottobre accompagnata dal team leader Agatino Rifatto dell’Inaf di Napoli e dal jury member Giuseppe Cutispoto dell’Inaf di Catania. continua ...

Maltempo, situazione critica anche a Noto

l Radiotelescopio dell’Inaf di Noto (SR). Crediti: Pietro Cassaro/Inaf

Dopo la Sardegna, anche la Sicilia colpita da diversi giorni di pioggia battente. Da Trapani fino a Catania e Siracusa a partire da venerdì scorso ha imperversato una perturbazione che ha riversato una enorme quantità d’acqua in molte zone.

Nel siracusano, anche Noto non è stata risparmiata e la pioggia ha trasformato in torrenti le scalinate che scendono verso il Corso Vittorio Emanuele. Il sito del radiotelescopio dell’Istituto di radioastronomia (Ira) dell’Inaf in contrada Renna Bassa è una delle zone colpite dal nubifragio che ha allagato completamente la Stazione osservativa. continua ...

Hayabusa2, touchdown rimandato

Il luogo del primo contatto di Mascot con l’asteroide. Crediti: Mascot/Dlr/Jaxa

Hayabusa2 deve attendere. La Jaxa – l’agenzia spaziale giapponese – ha comunicato che il touchdown della sonda sull’asteroide Ryugu per il prelievo di campioni da riportare sulla Terra non potrà avvenire prima del 2019. La scelta è stata presa per consentire ulteriori prove di avvicinamento dopo quella del mese scorso, interrotta anzitempo a causa di un problema con l’altimetro laser. Nel frattempo, i tecnici della Dlr – l’agenzia spaziale tedesca – sono riusciti a ricostruire il tragitto compiuto sull’asteroide dal piccolo lander Mascot durante la sua missione del 3 ottobre scorso. Le immagini raccolte durante le 17 di attività consentite dalla batteria di bordo mostrano una composizione del suolo sorprendente: è tutto roccioso, non c’è praticamente traccia di polvere. continua ...

Anche le api si fermano per l’eclissi

Uno studio condotto durante l’eclissi solare totale del 2017 in Nord America ha rilevato che le api sono rimaste attive durante le fasi di eclissi parziale sia prima che dopo il periodo di totalità, ma si sono fermate durante la totalità stessa. I loro voli tendevano inoltre a durare più a lungo immediatamente prima e dopo la totalità: forse le api avevano rallentato la loro velocità di volo o stavano tornando agli alveari mentre la luce si attenuava. Crediti: Susan Ellis, Bugwood.org

Ebbene sì, anche le api hanno interrotto la loro frenetica attività durante l’eclissi di Sole totale osservata negli Stati Uniti il 21 agosto 2017. È quanto risulta da uno studio senza precedenti sull’influenza di un’eclissi solare sul comportamento delle api, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università del Missouri guidato da Candace Galen, professoressa di biologia dell’ateneo, pubblicato il 10 ottobre negli Annals of Entomological Society of America. continua ...

Supernova lasciata in mutande

La regione osservata prima (a sinistra), durante (al centro) e dopo (a destra) l’esplosione. La supernova è visibile solo nel pannello centrale. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/R. Hurt

È accaduto a 920 milioni di anni luce da noi, nella costellazione di Pegaso. Ed è stata una morte silenziosa. Breve e silenziosa. Eppure le premesse perché fosse una fine col botto c’erano tutte. Quando una stella di grande massa collassa, l’esplosione si sente – o meglio si vede – da una parte all’altra dell’universo: il guscio più esterno viene sparso ovunque, e parliamo di una montagna di materia. E invece nel caso di iPTF 14gqr – questo il nome della strana supernova descritta oggi sulle pagine di Science – di materia ne è stata espulsa pochissima. continua ...

Sardegna, disagi per i dipendenti Inaf

Vialetto d’ingresso dell’Osservatorio Inaf di Cagliari. Crediti: Emilio Molinari (Inaf Oac)

L’emergenza maltempo in Sardegna continua: non si fermano le precipitazioni, in particolare nel sud dell’Isola. Tra il pomeriggio di ieri, mercoledì 10 ottobre, e la notte appena trascorsa su Cagliari si è riversata una vera e propria bomba d’acqua, facendo registrare allagamenti di strade e di locali, crolli e alberi divelti. Restano chiusi oggi molti uffici, le scuole, i parchi pubblici e l’università. Una fra le zone colpite più gravemente è quella di Capoterra, dove fino al 2013 si trovava la sede principale dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Cagliari (una delle diciassette strutture dell’Inaf sul territorio nazionale), che ora sorge invece nel comune di Selargius. continua ...

Festival d’autunno: le proposte dell’Inaf

Dal 06.10.2018 al 04.11.2018

Scene dal laboratorio “Viva la risoluzione!”, presente al festival di Genova

Con Bergamo Scienza dal 6 al 21 ottobre è iniziato il periodo autunnale dei grandi festival scientifici italiani, nell’ambito dei quali si svolgono incontri, conferenze, mostre e laboratori. Quasi in contemporanea, a Settimo Torinese, alle porte di Torino, si svolgerà dal 14 al 21 ottobre il Festival dell’Innovazione, a cui seguirà il Festival delle scienze di Genova, dal 25 ottobre al 4 novembre. continua ...

Fast radio burst: si va al raddoppio

Rappresentazione artistica di Askap intento a osservare i fast radio bursts. Crediti: OzGrav, Swinburne University of Technology

Rapidi, misteriosi e luminosi. Stiamo parlando dei lampi radio veloci, conosciuti anche come fast radio burst (Frb): potenti impulsi di onde radio provenienti dallo spazio profondo con una durata di appena pochi millisecondi. Ora un team di ricerca australiano, utilizzando un insieme di radiotelescopi situati nel Western Australia, ha quasi raddoppiato il numero dei Frb noti. Gli scienziati non ne conoscono ancora la causa scatenante, ma senza dubbio viene coinvolta un’incredibile quantità di energia, pari a quella rilasciata dal Sole in ottant’anni. continua ...

Ecco di che stoffa è fatto un pianeta

Possibile modello di un esopianeta con un nucleo solido e un’atmosfera gassosa. Crediti: Università di Zurigo

Come distinguere una super-Terra rocciosa da un “waterworld”, un pianeta d’acqua, conoscendone solo le dimensioni? Un gruppo dell’Istituto per la scienza computazionale all’Università di Zurigo, basandosi sui dati disponibili da un campione di 83 pianeti extrasolari di cui è nota sia la massa che la dimensione, ha sviluppato un modello statistico per calcolare in che modo la composizione chimica influenzi la dimensione che un pianeta può raggiungere. continua ...