Tempeste solari: occhio a Mercurio

Sullo sfondo, il Sole e la sua corona ripresi dalla sonda STEREO-B della NASA. Nei due riquadri, la distribuzione del Sodio negli strati più esterni dell’atmosfera di Mercurio, osservata dal telescopio solare THEMIS situato alle isole Canarie, in due differenti situazioni: in alto a sinistra durante il passaggio di una perturbazione solare, in basso a destra durante un periodo quieto. Crediti: NASA/STEREO, Orsini et al.

Come nella mitologia greca Mercurio era il messaggero degli dei, così oggi il pianeta Mercurio può informarci su imminenti tempeste geomagnetiche provocate dall’arrivo nell’ambiente terrestre di bolle di plasma solare, le cosiddette Coronal Mass Ejection (Cme). Un lavoro appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature e guidato da Stefano Orsini, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Roma, presenta la prima prova osservativa della relazione diretta tra il transito di una Cme proveniente dal Sole e la dinamica dell’esosfera del pianeta Mercurio. Questo lavoro, a cui hanno partecipato anche altri ricercatori Inaf e dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), indica che l’andamento dell’emissione di sodio (Na) attorno a Mercurio, così come osservato dalla Terra, può essere un vero e proprio campanello d’allarme nell’ambito della meteorologia spaziale planetaria e può fornire utilissime indicazioni sulla propagazione delle perturbazioni solari ben prima del loro eventuale arrivo alla Terra. continua ...

Buco nero solitario fa impazzire l’ammasso

Alcuni astronomi hanno scoperto, usando lo strumento Muse dell’Eso installato sul telescopio Vlt in Cile, una stella all’interno dell’ammasso stellare Ngc 3201 che si comporta in modo bizzarro. Sembra che orbiti intorno a un buco nero invisibile che ha una massa pari a circa 4 volte la massa del Sole. Crediti: Eso/L. Calçada

Gli ammassi globulari sono enormi sfere di decine di migliaia di stelle che orbitano nella maggior parte delle galassie. Sono tra i sistemi stellari più antichi dell’Universo e risalgono a un’epoca vicina all’inizio della crescita ed evoluzione delle galassie. Se ne conoscono più di 150 all’interno della Via Lattea. Un ammasso particolare, Ngc 3201, che si trova nella costellazione australe della Vela, è stato studiato con lo strumento MUSE installato sul Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso in Cile. Un gruppo internazionale di astronomi ha scoperto che una delle stelle in Ngc 3201 si comporta in modo strano – viene lanciata avanti e indietro a velocità di parecchie centinaia di migliaia di chilometri all’ora, con un andamento che si ripete ogni 167 giorni. La colpa sarebbe di un buco nero di massa stellare. continua ...

Il mio grosso grasso ammasso di galassie

Crediti: Esa/Hubble & Nasa, Relics.

Il telescopio spaziale Hubble ci regala uno splendido ritratto di Act-Clj0102-4915, l’ammasso più massiccio, più caldo, nonché il più grande produttore di raggi X mai scoperto nell’universo remoto e che non a caso si è guadagnato il soprannome di El Gordo. Un grassone da 3 milioni di miliardi di masse solari.

L’immagine, catturata dalla Advanced Camera for Surveys e dalla Wide-Field Camera 3 montate a bordo di Hubble, è frutto del programma di osservazione Reionization Lensing Cluster Survey (Relics) che ha raccolto una serie di dati utili in vista del lancio del telescopio spaziale James Webb. Fra i 41 massicci ammassi di galassie fotografati da Hubble saranno selezionati gli obiettivi più interessanti da studiare in futuro. continua ...

Ecco la precessione dei getti relativistici

Crediti: Northwestern University

Avete mai pensato al disco di accrescimento attorno a un buco nero super-massiccio come a un piatto di tagliolini in brodo? Un gruppo prevalentemente olandese di ricercatori lo ha fatto e, mediante una serie di simulazioni al super-computer, è riuscito a sondare uno dei fenomeni più misteriosi per l’astrofisica moderna: il comportamento dei getti sparati fuori dalle zone polari di buchi neri in accrescimento. Tali getti, che si estendono nello spazio per milioni di anni luce, sono detti relativistici, in quanto raggiungono velocità prossime a quelle della luce. continua ...

Quelle turbolenze del plasma solare

L’immagine rappresenta la distribuzione della densità di corrente in un plasma di vento solare. In blu e giallo le correnti più intense, rispettivamente con valori positivi e negativi. Crediti: D. Perrone et al.

Cosa sono le turbolenze e da cosa hanno origine? Il dizionario di fisica le descrive cosi: sono un moto disordinato di un fluido, con formazione di vortici. Se beviamo un caffè caldo e lo emulsioniamo con un cucchiaino provochiamo, a nostra insaputa, una cascata di vortici di diverse scale, da grandi a piccole. Il movimento del cucchiaino porta una maggiore quantità di liquido caldo a contatto con l’aria, facilitando il raffreddamento della nostra bevanda. continua ...

Mattarella festeggia i Laboratori del Gran Sasso

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn. Crediti: Ufficio comunicazione Infn

È stata una giornata speciale oggi per i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (Lngs) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in visita nelle sale sperimentali all’interno del massiccio del Gran Sasso, e ha poi incontrato la comunità dell’Infn riunita per le celebrazioni del trentennale delle attività scientifiche dei LNGS. continua ...

Hubble va a caccia di mini stelle e pianeti orfani

Giusto “dietro l’angolo” (a 1350 anni luce da noi) c’è la Nebulosa di Orioneun gigantesco laboratorio per studiare il processo di formazione stellare e il comportamento di oggetti di vario genere, dalle stelle giganti alle più piccole nane rosse passando per le deboli nane brune. Grazie all’eccezionale sensibilità e risoluzione senza pari del telescopio spaziale della Nasa Hubble, è possibile osservare anche gli oggetti più nascosti all’interno della nebulosa. Nel corso di una lunga survey gli astronomi hanno scoperto, infatti, la più grande popolazione finora nota di nane brune circondate da stelle appena nate. Dalle osservazioni è emersa anche la presenza di tre pianeti giganti e di un sistema binario dove due pianeti orbitano l’uno attorno all’altro in assenza di una stella ospite. continua ...

I MIEI AMICI ASTEROIDI (12): Solo una catastrofe può far nascere una grande famiglia

In questo articolo (pubblicato nel 2013) cerco di spiegare in modo semplice e approssimato il metodo usato, tanti anni fa, per definire, in modo finalmente oggettivo, le famiglie asteroidali. Spero anche che faccia capire l’estrema importanza di questi raggruppamenti che indicano eventi importantissimi nella storia del Sistema Solare. L’appendice riporta una soddisfazione molto… personale.

L’articolo I MIEI AMICI ASTEROIDI (12): Solo una catastrofe può far nascere una grande famiglia proviene da L'Infinito Teatro del Cosmo. continua ...

Chi traccia quei solchi? Non sempre è un pianeta

Archi, anelli e spirali appaiono nel disco dei detriti attorno alla stella HD 141569A. La regione nera al centro è dovuta a una maschera per coprire la luce diretta dalla stella. L’immagine è ottenuta da osservazioni compiute nel 2015 utilizzando lo strumento STIS del telescopio spaziale Hubble. Crediti: Nasa / Hubble / Konishi et al. 2016

Si chiamano dischi circumstellari, e quando avvolgono una giovane stella sono ritenuti le culle dei pianeti: è lì, in quelle strutture discoidali di gas e polveri in rotazione attorno ad astri neonati, che per effetto della gravità – e di altri fenomeni – i futuri mondi prendono forma. Mondi che, formandosi, “arano” il disco stesso, dando origine a una sorta di “solchi” nella polvere e nel gas. I telescopi più potenti mostrano questi solchi come scuri anelli concentrici sulla superficie del disco, come per esempio nel caso della coppia di pianeti in formazione nel disco protoplanetario che circonda la stella HD 163296 ripreso da Alma. Dunque tutte le volte che vediamo un solco possiamo ritenere che lì si stia formando un pianeta? Secondo una simulazione messa a punto da un team guidato da un dottorando della Penn State University statunitense, Alexander Richert, non è così: altri processi sarebbero ugualmente in grado di “incidere” il disco. continua ...

A zonzo per “Padova a testa in su”

Padova a testa in su. Testi di Leopoldo Benacchio, Valeria Cappelli, Chiara Di Benedetto; illustrazioni di Mariana Rio. Padova : Bas Bleu Illustration, 2017. Euro 12,00

Il cielo raccontato in questo libro per bambini è un cielo speciale. Non è il cielo vero, reale, fatto di costellazioni e di pianeti osservabili all’aperto, a occhio nudo o al telescopio, e neppure quello che si vede in Tv e su internet con le immagini spettacolari delle galassie e di altri oggetti spaziali. Padova a testa in su propone un cielo alla portata di tutti: il cielo degli edifici monumentali, delle piazze storiche, delle chiese della città, a disposizione delle persone che la visitano, vi abitano e che probabilmente non lo hanno mai notato o perlomeno osservato da questo punto di vista. La pubblicazione è una vera e propria guida illustrata che invita bambini e genitori a muoversi, ad andare a giro a testa in su, con gli occhi rivolti agli edifici, per scoprire quanta astronomia c’è nel patrimonio artistico patavino che si offre come uno sterminato archivio di possibilità di conoscenza e di godimento estetico. continua ...

Sfida tra robot spaziali, vince un team italiano

Gli studenti delle tre scuole del team BeachPin1701, primo a pari merito. Dall’alto: Itis “Pininfarina” di Moncalieri, Itis “Galileo Galilei” di Livorno e Liceo “Leonardo da Vinci” di Treviso

Un torneo tra studenti delle scuole superiori di tutto il mondo che si sfidano nella programmazione degli Spheres, piccoli satelliti sferici ospitati all’interno della Stazione spaziale internazionale (Iss): la Zero Robotics Competition, organizzata per l’Europa da Politecnico di Torino, Asi, Università degli studi di Padova, Ufficio scolastico regionale del Piemonte e Rete Robotica a scuola e coordinata da Leonardo Reyneri del Politecnico, si è conclusa ieri, giovedì 12 gennaio, proprio al Politecnico, che ha ospitato 150 ragazzi arrivati in finale e provenienti da 8 paesi europei: Italia (13 scuole), Federazione Russa, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Romania, Regno Unito. Tra questi, gli alunni di tre scuole piemontesi: l’Itis Pininfarina di Moncalieri, l’Istituto internazionale Edoardo Agnelli di Torino e il Liceo scientifico F. Vercelli di Asti. continua ...

Astri e disastri in Cirenaica

Dal 12.01.2018 al 07.04.2018

Crediti: gruppo facebook Residenti Cirenaica-Bologna-Social street

Venerdì 12 gennaio alle 20:45 ha inizio a Bologna, nel rione Cirenaica, il terzo ciclo di conferenze e laboratori dal titolo “Astronomia in Cirenaica“, curato dal nuovo istituto bolognese dell’Inaf, l’Oas (Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio) e dalle associazioni Sofos e Cirenaica. Gli incontri sono rivolti a un pubblico generico, mentre i laboratori sono progettati per bambini da 5 a 10 anni. Luogo della manifestazione è la Sala Polivalente di Via Scipione Dal Ferro 16. continua ...